I crampi rovinano il sogno di Ciavattella «Peccato, ero primo»

2 Giugno 2014

Gli abruzzesi in gara spinti dall’entusiasmo del pubblico Bene l’aquilano De Paolis, fra gli amatori ok Masciarelli

PESCARA. L'IronMan 70.3 Italy può avere ancora Pescara come teatro della gara di triathlon ormai divenuta tradizionale in riva all'Adriatico o per lo meno Bjoern Steinmetz, direttore dell'IronMan Germania, non chiude le porte di fronte a un'edizione 2015. «Questa di Pescara è una location ideale per l'IronMan», dice Steinmetz, «e il percorso di gara è tutto sicuro e protetto, dunque non vedo perché non dovrebbe esserci un IronMan anche nel 2015 qui a Pescara».

IronMan che fin dalla prima edizione vede protagonisti anche diversi atleti abruzzesi. Jonathan Ciavattella, originario di Termoli, ma pescarese d'adozione da ormai quattordici anni, è stato il primo degli abruzzesi a tagliare il traguardo, in diciottesima posizione; secondo fra i nostri atleti regionali l'aquilano Luca De Paolis, alla quarta partecipazione consecutiva e portacolori del team Forhans, che ha chiuso al ventesimo posto. Terzo il pescarese Simone Mantolini, giunto in ventiquattresima posizione.

Ciavattella ha fatto entusiasmare il pubblico pescarese dopo la prima frazione di nuoto quando è stato il primo a uscire dall'acqua dopo quindici minuti e undici secondi. Poi, però, il ritmo di Ciavattella è calato soprattutto a causa dei crampi alle gambe che l'hanno costretto a fermarsi due volte quando era in sella alla bici per fare stretching. Problemi anche per Simone Mantolini, obbligato a due pause forzate a causa di problemi intestinali durante la corsa.

«Dopo tre ritiri consecutivi», afferma Ciavattella, «sono molto soddisfatto di aver concluso la gara. Peccato per i crampi, avevo un buon ritmo e avrei potuto terminare fra i primi. Ringrazio il pubblico che mi ha sostenuto». Parzialmente contento anche De Paolis: «Ho avuto diverse difficoltà nella prova di nuoto per il mare mosso e la corrente, mentre in bici ho dovuto affrontare i novanta chilometri con una mentalità dura, da vero aquilano per riuscire a tenere la posizione e non farmi recuperare da dietro. Io non mollo mai e l'ho dimostrato anche in questa quarta edizione e nella corsa ho rimontato diverse posizione dando tutto quello che avevo in mezzo al pubblico di Pescara che adoro. Quando esci in ritardo dall'acqua fai fatica a recuperare ma va bene così».

Deluso Mantolini: «Senza i problemi intestinali avrei potuto impiegare sei, sette minuti in meno. Comunque ho trovato un ottimo ambiente, Pescara è stata molto più accogliente rispetto al passato».In ogni caso, una grande festa e una profonda emozione per tutti e tre correre nelle strade di casa accompagnati dall'affetto dei tifosi.

In campo femminile ottima prova di Cecilia Di Benedetto che ha terminato le tre frazioni di triathlon in diciottesima posizione. Anche quest'anno l'essenza dell'IronMan è però stata la profonda partecipazione di centinaia di atleti amatoriali di Pescara e dell'Abruzzo, che si sono messi in gioco soprattutto con loro stessi e i propri limiti. Fra i non professionisti buon risultato di Andrea Masciarelli, giunto cinquantasettesimo, Davide Santuccione, ottantaquattresimo e Alessandro Buccieri, centotreesimo. Tra gli abruzzesi, l'unico a partecipare con una bicicletta d'epoca è stato Andrea Tomassetti, in sella a una Bianchi del 1975, la stessa che usava Francesco Moser. Intanto c’è da precisare che Antonella Faiola, 39enne romana che venerdì si è aggiudicata l'IronGirl, non è moglie di Fabrizio Palladinetti ma di Marco Barbone, altro grande atleta pescarese. (l.z.)

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