I Nerostellati verso il baratro, il San Nicolò pronto alla rimonta

Quando la stagione entra nella sua fase più calda, quella cioè in cui si cominciano a delineare i destini delle varie squadre, l'intero calcio dilettantistico abruzzese segue col fiato sospeso le...
Quando la stagione entra nella sua fase più calda, quella cioè in cui si cominciano a delineare i destini delle varie squadre, l'intero calcio dilettantistico abruzzese segue col fiato sospeso le vicende delle proprie rappresentanti regionali presenti nel campionato nazionale di serie D. La ragione di tutto ciò è semplicissima, ed è essenzialmente legata al regolamento. Nello specifico ai meccanismi di promozione e retrocessione dei vari campionati regionali, da anni subordinati alle disgrazie altrui, ovvero al numero di squadre abruzzesi che dovessero eventualmente retrocedere dalla Quarta serie. Ebbene, a soli cinque turni dalla conclusione, e al netto dei due recuperi odierni (L'Aquila-Campobasso e Fabriano Cerreto-Pineto), delle varie ipotesi contemplate dal regolamento, la meno probabile, purtroppo, è quella che non prevede alcuna retrocessione di squadre abruzzesi. Non ce ne vogliano i tifosi dei Nerostellati, ma la situazione di classifica dei pratolani appare quasi compromessa, a dispetto dei 7 punti racimolati nelle ultime 4 gare disputate. Un risveglio tardivo, quello dei pratolani, indietro di ben 8 punti rispetto alla terz'ultima: troppi con così poche partite da disputare.
Da monitorare è anche la situazione del già citato Pineto e del San Nicolò: delle due, quella messa meglio è sicuramente la squadra adriatica, che in caso di risultato positivo in quel di Cerreto, metterebbe una serie ipoteca sulla permanenza diretta in D.
Permanenza tutta da conquistare, invece, per la formazione allenata da Fabio Montani, attualmente quint'ultima (a pari punti con la Jesina) e a -6 dalla quota salvezza. Per quel che vale, comunque, le due teramane potranno, come detto, contare sul tifo (interessato) di un'intera regione. Per la quale, l'eventuale retrocessione di due squadre abruzzesi (se non tre) sarebbe una vera jattura, da evitare a tutti i costi. Un paio di esempi (gli altri sono visibili nelle varie tabelle) esplicativi: le retrocessioni dall'Eccellenza alla Promozione, quasi raddoppiate (da tre a cinque) nella peggiore delle ipotesi (tre abruzzesi provenienti dalla D), e quelle dalla Prima alla Seconda categoria. Che sempre nel più brutto degli scenari, porterebbe a 14 (dalle 10 iniziali) il numero delle squadre condannate al passo del gambero.
Quanto poi alle altre, essendosi ormai ristretta a due soli club (Matelica e Vis Pesaro) la lotta per il primo posto, l'unico obiettivo realmente perseguibile resta quello dei play off. Per i quali risultano in piena corsa sia l'Avezzano (terzo) che la Vastese (quarta), con buone chances anche per la disastrata (a livello societario) L'Aquila. Specie se riuscisse a far suo il recupero in programma oggi pomeriggio. E decisivi, in tal senso, saranno come sempre gli scontri diretti. Che da qui al 6 maggio prossimo animeranno, e non poco, la volata finale.
Stefano De Cristofaro
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