I pescaresi omaggiano Allegri gli juventini abbracciano Pepe

20 Novembre 2016

Dal settore ospiti applausi al tecnico bianconero ed ex centrocampista del Delfino Ovazione per l’attaccante dai suoi vecchi tifosi. Dall’Abruzzo quasi 1.300 supporter

TORINO. La trasferta che tutti aspettavano, che in tantissimi non si sono voluti perdere, nonostante i presagi non fossero dei più lieti, anzi. Ma ci sono occasioni in cui esserci conta quasi quanto il risultato, per non dire oltre. E quella dello Juventus Stadium è una di quelle. Un timido sole sta scacciando le ultime gocce di nebbia quando le prime avanguardie pescaresi sbarcano a Torino. Sono quelli che si sono messi in cammino di buon mattino, attraversando l'intera pianura Padana mentre per fortuna la non fitta barriera di nebbia faticava ad alzarsi. Ma il sacrificio è stato ripagato, perché il pur fresco pomeriggio sabaudo ha regalato la possibilità di veloci ma interessanti visite, al Museo egizio piuttosto che sotto la Mole, sulla collina di Superga o in centro alla ricerca dei migliori artigiani del famoso quanto gustoso cioccolato. Soddisfatta la parte cultural-gastronomica della trasferta, che ha contribuito a infoltire la componente femminile della trasferta, ecco al primo calare delle tenebre le avanguardie degli oltre 1200 sostenitori del Delfino sbarcare in corso Gaetano Scirea.

E cosi inizia un rituale che in nessun altro posto in Italia e pochi in Europa ha eguali: il tradizionale, irrinunciabile selfie. Solo che qui per documentare il "io c'ero" non è caccia al bomber o alla vecchia gloria, ma allo scorcio più suggestivo dello Stadium, alla vista particolare, al dettaglio personalizzato. Un rituale cui non sanno sottrarsi neppure i non pochi vip in trasferta. E dire che ce n'erano molti. Imprenditori, politici, sportivi e ultrà, accomunati dalla fede biancazzurra non meno che dall'ammirazione per l'impianto bianconero e le sue accoglienti viscere. Giuseppe arriva da Silvi. «Non mi perdo una partita in casa ma faccio poche trasferte. A questa, però non avrei mai rinunciato. Speriamo bene, ma qui anche fare bella figura ci può bastare».

Luigi l'ultima serie A la ricorda appena, aveva 9 anni. «Appena promossi in serie A mi sono fatto promettere da papà di portarmi qui se andavo bene a scuola». Promesse mantenute, ma lo sguardo del genitore, Remo, impiegato, tradisce un progetto che forse non era legato solo a un otto in pagella... Per una volta arrivare per tempo è davvero una comodità, tra vetrine piene di gadget, bar e punti ristoro. Poi, tra un in bocca al lupo e uno slogan beneaugurante, tutti sugli spalti, a godersi uno spettacolo tra i più suggestivi che uno stadio possa regalare. E forse effetto simile lo Stadium deve fare anche su molti biancazzurri, tant'è che appaiono in campo per il riscaldamento quando qualche juventino è ancora in borghese. Poi c'è il bel sipario per Pepe, acclamato sotto la curva dai suoi ex tifosi e applaudito da tutto lo Stadium.

E molti pescaresi sperano che riesca a dare presto anche a loro un motivo per acclamarlo. In cambio i pescaresi salutano calorosamente Allegri, che sorride. Ma non può concedere di più. Stasera. Si inizia, con una Juve incerottata e un Pescara diverso ma motivato, determinato, attento come poche altre volte. Più difensivo ma meno frivolo. Aspettando di diventare magari più efficace, concreto. Effetto Juve o segnali di vera svolta? Si scoprirà solo giocando. E non sarà sempre Stadium..

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