I quattro milioni investiti per Verre hanno compromesso il mercato

8 Novembre 2016

PESCARA. L'origine di tutti i "mali". Ovviamente, nessun riferimento alla qualità del calciatore che è fuori discussione. Tuttavia, il riscatto di Valerio Verre dall’Udinese per 4 milioni di euro ha...

PESCARA. L'origine di tutti i "mali". Ovviamente, nessun riferimento alla qualità del calciatore che è fuori discussione. Tuttavia, il riscatto di Valerio Verre dall’Udinese per 4 milioni di euro ha messo economicamente in ginocchio la società che non si aspettava un simile epilogo. In realtà, pochi immaginavano che il club friulano rinunciasse alla contro-opzione. Nemmeno a Udine, dove il mancato versamento di 150mila euro per riprendere il talentuoso centrocampista classe 1994 ha creato forti malumori nella tifoseria bianconera. Invece la famiglia Pozzo ha preferito incassare denaro fresco facendo partire uno dei giovani di prospettiva più interessanti del calcio italiano.

Sembra che qualche mese prima del riscatto l’Udinese avesse un piano, ovvero quello di acquistare il cartellino di Verre e rivenderlo per circa 6 milioni alla Fiorentina, dove lavorava il diesse Daniele Pradè, grande estimatore della mezzala biancazzurra, che invece a fine maggio si è separato dal sodalizio viola. Alla fine Verre è passato al Delfino diventando l’acquisto più costoso della storia del club adriatico. L’esborso di 4 milioni ha prosciugato le casse societarie bloccando gli investimenti per altri interpreti. Da quel giorno di fine giugno, infatti, non è stato più possibile portare a termine altre operazioni. O meglio, sono stati ingaggiati giocatori in prestito o a parametro zero.

In realtà, anche il Pescara aveva provato a cercare acquirenti per mettere a segno una plusvalenza. Nel periodo delle trattative, Verre è stato accostato al Napoli, all’Inter e alla Sampdoria, ma nessuna di queste società ha formulato un’offerta allettante per convincere il presidente Daniele Sebastiani a cederlo.

E così le risorse da destinare su un difensore e, soprattutto, un attaccante sono svanite. Addirittura, per salvaguardare il bilancio il Delfino è stato “costretto” a trovare un acquirente per Caprari, ceduto a titolo definitivo all'Inter per circa 5 milioni di euro. Dall’operazione con il club nerazzurro è sbarcato in riva all’Adriatico un terzino sinistro, Cristiano Biraghi, che, sommando i costi del suo ingaggio fino al 2019, costerà al Pescara poche migliaia di euro in meno rispetto alla cifra incassata per Caprari.

E allora, ecco spiegati i mancati arrivi di uno tra Trotta, Simeone, Falcinelli, Petkovic nelle ultime ore di mercato, tralasciando i centravanti con stipendi troppo elevati per un bilancio ridotto all'osso. Anche se, forse, con 4 milioni in più nelle casse, un sacrificio per arrivare a Pinilla, Osvaldo, Bergessio, Matri e via discorrendo poteva essere fatto.(g.t.)

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