I tifosi tengono in vita il glorioso Chieti 1922

15 Novembre 2014

L’associazione Mirmidoni rileva il titolo della società fallita nel 2008: «Ripartiremo dalla 3ª categoria»

CHIETI. Una giornata storica. Dopo sei anni passati negli scaffali impolverati di un tribunale, la Calcio Chieti Spa torna in vita. Il titolo sportivo della storica società neroverde, dichiarata fallita nel 2008 quando le quote societarie erano detenute da Paolo Di Stanislao (43,5), Giuseppe Ielo (43,5) e Antonio Buccilli (13), è stato acquisito a titolo gratuito dall’associazione di promozione sociale Mirmidoni, presieduta dal presidente Ivan Orsini e formata da un gruppo di tifosi della curva Volpi. L’iter è stato completato ieri mattina al tribunale civile di Chieti. Un timbro e una marca da bollo per sancire la fine di una battaglia burocratica iniziata un anno e mezzo fa e l’inizio di una nuova avventura. I tifosi della Volpi restituiscono un pezzo di storia alla città. E lo hanno fatto sul filo di lana perché tra un paio di giorni il vecchio titolo della Calcio Chieti Spa, chiuso il cerchio dell’iter fallimentare, sarebbe decaduto. «Il titolo della Calcio Chieti Spa non poteva essere archiviato come una scartoffia qualunque aspettando di essere triturata e buttata in un bidone», spiegano i tifosi neroverdi dell’associazione Mirimidoni, «novantadue anni di storia, di sacrifici, di vittorie e di sconfitte dentro e fuori dal campo di gioco continueranno a vivere dentro e fuori i nostri cuori. Ora il Chieti è davvero teatino. Un altro calcio è possibile. Il popolo è tornato ad essere padrone del calcio e della squadra che dal 1922 rappresenta la città». Nella prossima stagione il vecchio Chieti tornerà a calcare un campo di calcio e ripartirà dal basso. «Il titolo sportivo della Calcio Chieti Spa non ha nessun valore commerciale», scrive nella documentazione la curatrice fallimentare Maria Nicla Corvacchiola, «in quanto il suo possesso potrebbe consentire la sola iscrizione ad un campionato di Terza categoria».

«Ma per noi la categoria non conta», ripetono più di una volta i tifosi. L’iniziativa ha una doppia finalità sociale: riavvalersi di un bene cittadino che era andato perduto e rendere il calcio popolare perché «il Chieti deve tornare ad essere un’antica tradizione cittadina».

Mentre il vecchio Chieti torna in vita, quello del presidente Walter Bellia sta attraversando un momento difficile. Gli ultrà contestano la società, i risultati non arrivano e la squadra continua a convivere con il problema dei campi di allenamento. «Ieri siamo stati costretti ad allenarci solo un’ora a Sant’Anna perché il campo era occupato dagli Allievi e Giovanissimi provinciali del Sant’Anna e della Giovanile Chieti», lo sfogo del ds teatino Omar Trovarello. «Stiamo nelle stesse condizioni dei paesi limitrofi: Chieti, a livello di strutture sportive, sembra il Burundi. Questa situazione è diventata insopportabile».

Giammarco Giardini

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