Iannascoli porta il Pescara dai giudici amministrativi

31 Marzo 2016

Il verdetto del Tar atteso per oggi. Sebastiani: ma se ha gestito lui i conti...

PESCARA. C'eravamo tanto (non) amati. Daniele Sebastiani e Danilo Iannascoli, rispettivamente presidente ed ex amministratore delegato del Pescara, sono arrivati allo scontro. Non solo mediatico e verbale, come era accaduto nei mesi scorsi. Adesso dalle parole si è passati ai fatti.

LO SCONTRO. Sì, proprio così, perché oggi, intorno alle 11.30, il Tar dell'Aquila si pronuncerà sul ricorso presentato da Iannascoli lo scorso 25 febbraio, per la sospensione dell'esecuzione delle delibere assembleari della Delfino Pescara 1936. In pratica, l'ex ad biancazzurro (detiene il 30% del club), dimessosi nell'ottobre del 2015, ha contestato il bilancio al 30 giugno 2015 (chiuso con 4,6 milioni di euro di perdite), approvato nell'ultima assemblea dei soci del 28 ottobre 2015. Iannascoli, tramite i suoi legali, Ernesto Torino Rodriguez e Luigi Balestra, ha chiesto la sospensione delle delibere assembleari del club del 28 ottobre 2015 ed iscritte al registro delle imprese il 27 novembre 2015, l'approvazione del bilancio al 30 giugno 2015 e la nomina del nuovo consiglio d'amministrazione.

L'ex amministratore delegato, quindi, aspetta il verdetto del Tribunale amministrativo regionale che deve pronunciarsi a tal riguardo. La società si è costituita contro l'iniziativa presa da Danilo Iannascoli e ieri mattina, alle 12, ha presentato le controdeduzioni tramite il pool di avvocati capeggiato da Giuliano Milia. Il dibattimento inizia oggi davanti al Tar dell'Aquila, ma la sensazione è che ci sarà un lungo braccio di ferro.

GLI SCENARI. Difficilmente la decisione arriverà nelle prossime 24 ore, calcolando i nuovi atti presentati dagli avvocati del Pescara. Se, invece, il ricorso dovesse essere accolto, allora ci sarà il blocco dell'attività gestionale dell'attuale cda e non verrebbe effettuata la ricapitalizzazione.

Ieri l'ex ad Danilo Iannascoli ha scelto la strada del silenzio, mentre il presidente Daniele Sebastiani, ai microfoni della Rai, ha risposto in maniera piccata.

«Sicuramente c'è un socio di minoranza, che tra l'altro è anche ex amministratore delegato fino al 26 ottobre, che ha delle cose da dire sul bilancio. Noi rispondiamo e risponderemo nelle sedi dovute su tutto quello che abbiamo fatto. E che abbiamo fatto, tra le altre cose, insieme. È strano che la richiesta arrivi da uno», osserva Sebastiani, riferendosi all’ex ad Danilo Iannascoli, «che negli ultimi 3 anni ha gestito e firmato tutti i bilanci precedenti sulla stessa falsariga e considerazioni che abbiamo fatto per la chiusura dell'ultimo», ha detto il massimo esponente della società biancazzurra.

LA RICAPITALIZZAZIONE. Lo scontro, dunque, continua e la prossima settimana, esattamente martedì e mercoledì (in prima e seconda convocazione) ci sarà per l'assemblea dei soci in cui gli azionisti dovranno deliberare la ricapitalizzazione, che sarà di poco superiore ai 2 milioni e 200mila euro, perché ci sono le perdite da ripianare – 4,691 milioni di euro – del bilancio chiuso al 30 giugno scorso.

IL BILANCIO. Nel rendiconto 2015 non ci sono i 5 milioni di euro del “paracadute” (fondi per le società retrocesse) dalla serie A presenti, invece, nell'esercizio 2013-2015. I 4,6 milioni di perdite sono stati assorbiti in parte con il fondo di riserva e in parte attraverso l'erosione del capitale sociale di 5,5 milioni.

La gestione della stagione sportiva 2014-2015 è costata 24,7 milioni di euro, compensati in parte dai 18,344 milioni di ricavi e da alcune plusvalenze realizzate nella prima fase del mercato estivo. La differenza, per l'appunto, fa 4,691 milioni.

La perdita di 4,691 milioni, infatti, ha azzerato quello che era il fondo di riserva pari a 2,3 milioni ed eroso il capitale sociale, sceso da 5,5 milioni a 3,2 milioni.

Nel frattempo, c'è stata la gestione della stagione corrente che ha portato altre spese. Va ricordato che si tratta del primo rosso di bilancio dopo due chiusure in utile: 336 mila euro nel 2014 e 1,260 milioni di euro nel 2013.

“PESCARAABRUZZO”. Le esposizioni più robuste sono quelle per debiti tributari (6,1 milioni); 2,8 milioni verso le banche, 2,5 verso fornitori.

E poi c'è iscritto a bilancio un prestito obbligazionario pari a 5 milioni di euro, che il presidente Daniele Sebastiani ha fatto sapere che si tratta di un prestito della Fondazione PescaraAbruzzo, mirato all'attività di scouting.

Il prestito della Fondazione, presieduta da Nicola Mattoscio, è stato erogato il 1° ottobre 2014, per 5000 obbligazioni del valore nominale di 1.000 euro. Tale finanziamento ha la durata di 4 anni e prevede il rimborso della quota capitale in quattro rate annuali da 1.250.000 euro ciascuna, a partire dal 1 ottobre 2015.

La prima rata, stando ai documenti del club, è stata già versata.

Oggi dunque quella che fino a poco tempo fa era una discussione in famiglia, si trasferisce davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila.

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