Il belga Stuyven sorprende tutti e si aggiudica la Milano-Sanremo

21 Marzo 2021

MILANO. Nella città del Casinò, 'un azzardo’ da poker premia l'outsider Jasper Stuyven (Trek-Segafredo). «Ho fatto all-in, così ho vinto», la spiegazione del 29enne belga, 'senza parole’ per questo...

MILANO. Nella città del Casinò, 'un azzardo’ da poker premia l'outsider Jasper Stuyven (Trek-Segafredo). «Ho fatto all-in, così ho vinto», la spiegazione del 29enne belga, 'senza parole’ per questo successo ottenuto a sorpresa nella 112ª edizione della Milano-Sanremo: «Non riesco davvero a realizzare di aver vinto qui e descrivere quello che sento dentro. È incredibile, magari me renderò meglio conto domani o tra qualche settimana». Una carriera senza troppi acuti tra i pro (è il decimo successo), ma un talento cristallino. Sbocciato tardi dopo aver vinto tra gli Juniores un Mondiale nel 2010 e una Parigi-Roubaix l'anno successivo. In via Roma, a braccia alzate, è una prova di astuzia più che di forza: Stuyven - compagno di squadra del teatino Ciccone - capisce di non aver possibilità di giocarsela allo sprint con Ewan, Van Aert, Sagan, van der Poel, Alaphilippe e gli altri del gruppetto finale e quindi scatta in contropiede, giù dal Poggio, a quasi 75 all'ora. Un'azione da finisseur in grande stile. I favoriti? Beffati per colpa. Non riescono a fare la differenza sull'ascesa verso il Poggio e in picchiata perdono tempo a studiarsi, mentre il belga prende il volo. Deludono gli italiani: il primo degli azzurri è Colbrelli, ottavo, Trentin è 12° e Nizzolo 18°. Una corsa lunga 299 chilometri e tra le più veloci di sempre. Il ritmo è infernale negli ultimi 40, i velocisti sono messi alla frusta già sulla Cipressa. Sul Poggio Alaphilippe parte con una sparata delle sue a un chilometro dalla vetta, Van Aert lo segue, van der Poel rientra con un extra sforzo. Stuyven usa il cervello: si sente battuto e scatta in discesa. Gli altri si guardano negli occhi una frazione di troppo e perdono la scia di Kragh Andersen che si riporta sul belga e gli fa da trampolino. Il belga così, rifiatando per qualche metro nella doppia curva a pochi passi dal traguardo, riesce a resistere di qualche ruota all'arrivo degli avversari a doppia velocità, con Ewan che precede Van Aert e un ritrovato Sagan. «Non avevo più niente nelle gambe», sorride Stuyven, stramazzato a terra senza fiato dopo il traguardo, «ma ha prevalso l'istinto». L'azzardo vincente per entrare nella storia.