Calcio

Il Chieti è arrivato al capolinea: il club è senza soldi, la squadra verso la rinuncia al campionato

6 Novembre 2026

Calcio, campionato di Eccellenza. l teatini si avviano a ritirarsi dopo la gara con la Torrese di domenica 8 novembre. Vagnoni saluta e se ne va, i giocatori: “Non possiamo andare avanti”

CHIETI. Il Chieti è arrivato al capolinea. La squadra perde altri pezzi, va via anche l’allenatore Roberto Vagnoni. La strada è ormai tracciata nonostante l’ultimo, disperato tentativo della società che chiede ancora aiuto al sindaco Giovanni Legnini per raccattare soldi e provare ad andare avanti. Domenica, con ogni probabilità, i neroverdi giocheranno la loro ultima partita all’Angelini contro la Torrese prima di ritirarsi dal campionato. I tifosi preparano il commiato e invitano a riempire la curva Volpi. Anche i giocatori alzano bandiera bianca: “Domenica scenderemo regolarmente in campo, poi andremo via. Non ci sono più le condizioni per andare avanti”. Il Chieti sta per scomparire. Già lunedì potrebbe chiudere i battenti e comunicare alla Federazione la rinuncia alla prosecuzione dell’attività. È questa la decisione che sta maturando in seno alla dirigenza dopo la trattativa sfumata per la cessione del club agli imprenditori romani Luca ed Emanuele Visani, l’ultima speranza per tenere in vita la società.

Vagnoni saluta. Ieri al campo di Sant’Anna c’erano i resti di una squadra che continua a sfaldarsi. Bregasi è andato all’Avezzano, via anche Romero dopo Prieto, che si è accasato alla Folgore Delfino, Kiwobo e Fino. L’addio che fa più scalpore è quello del tecnico Vagnoni, riapparso ieri al campo dopo due giorni di assenza per motivi di salute solo per firmare la risoluzione consensuale del contratto biennale e salutare tutti. L’allenamento è stato diretto ancora dal suo collaboratore tecnico Marco Donatangelo, che domenica guiderà la squadra dalla panchina.

La lettera. Contro la Torrese si giocherà in un clima surreale. «Lo faremo per rispetto di Chieti, della sua gente, della sua storia e soprattutto di quei tifosi che non ci hanno mai fatto mancare il proprio sostegno», spiega la squadra, «sarà il nostro modo di onorare fino all’ultimo questa maglia e di dimostrare che, al di là di ogni difficoltà, il rispetto per una città viene prima di tutto. Quando abbiamo iniziato questa stagione sapevamo che la situazione societaria non offriva garanzie, ma abbiamo scelto di esserci con la speranza che potesse concretizzarsi l’arrivo di una nuova proprietà. Quella speranza è stata l’unica cosa a cui ci siamo aggrappati per tanto tempo. Purtroppo, è arrivato anche il no dell’ultima trattativa. Una notizia che ci mette davanti a una realtà ormai impossibile da ignorare: non ci sono più le condizioni per andare avanti. Per questo motivo, ognuno di noi sarà costretto a prendere la propria strada, con la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità».

Il commiato. I tifosi preparano l’ultimo saluto alla squadra. «Domenica non sarà una partita come le altre. Desideriamo colorare di nuovo la nostra curva in cui torneremo forse per l’ultima volta. Questa società deve sparire e quando lo farà siamo certi che risorgeremo». Biglietti a 3 euro in curva e 15 in tribuna. Si torna all’Angelini dopo la minaccia della società di giocare altrove per i costi elevati per l’utilizzo dello stadio. Ieri il presidente dimissionario Gianni Di Labio e il vice Dario Scurci hanno incontrato l’assessore allo Sport Rita Di Falco e trovato un accordo per usufruire di una “tariffa intermedia” pur di giocare all’Angelini. Per l’ultima volta.

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