Il Covid spaventa la Lnd: slitta la ripresa delle gare dalla Promozione in giù

PESCARA. Oggi è attesa l’ufficialità, ma la decisione è ormai presa. Slitterà la ripresa dei campionati dilettantistici abruzzesi dalla Promozione alla Terza Categoria e anche di quelli giovanili. La...
PESCARA. Oggi è attesa l’ufficialità, ma la decisione è ormai presa. Slitterà la ripresa dei campionati dilettantistici abruzzesi dalla Promozione alla Terza Categoria e anche di quelli giovanili. La decisione è arrivata al termine della videoconferenza organizzata ieri tra il commissario straordinario della Lnd Giancarlo Abete e i presidenti dei comitati regionali Figc. «Dobbiamo avere grande flessibilità in questa fase, essendo ogni decisione legata anche all'evoluzione del virus e, soprattutto, alle decisioni adottate in materia dal Governo, nostro organo supremo di riferimento». Così il presidente della Figc Abruzzo Ezio Memmo, che ha spiegato le prossime mosse in ambito regionale.
Il progetto della Lnd Abruzzo prevede di far ripartire regolarmente (il 9 gennaio) i campionati di Eccellenza (maschile e femminile) e di calcio a 5 (serie C1 maschile e serie C femminile); di far slittare al 23 gennaio la ripresa dei campionati dalla Promozione alla Terza categoria. Le date del 9 e del 16 gennaio saranno utilizzate per eventuali recuperi. Momentaneamente sospesa la Coppa Italia di Promozione e la Coppa Abruzzo per tutte le categorie indicate. La ripresa dei campionati giovanili, invece, slitta al 30 gennaio. «Quanto poi al Torneo delle Regioni», spiega Memmo, «la mia idea è di fare il possibile per evitare, per il terzo anno di fila, la cancellazione di questa manifestazione». A livello nazionale invece, si è deciso di creare una cabina di regia, diretta dallo stesso Abete, che preveda una serie di riunioni, a cadenza settimanale, tra i vari presidenti regionali, con le prime due in calendario il 4 e il 10 gennaio. La chiusura è una bacchettata ai club: «Non ho gradito», spiega Memmo, «dover apprendere dai social alcune decisioni o proposte, che andavano prima rivolte a noi, da sempre aperti al dialogo e al confronto».
Stefano De Cristofaro

