Il ct Cassani loda Ciccone «È tra i corridori più forti il futuro è nelle sue mani»

16 Maggio 2021

Il selezionatore azzurro: «Può lottare per traguardi importanti Cataldo? È stato bravo e sfortunato nella tappa di San Giacomo»

GUARDIA SANFRAMONDI. Quando parla non è mai banale, insegna ciclismo e lo spiega con incredibile facilità. Il ct della nazionale Davide Cassani, 60 anni, ospite ieri al museo del ciclismo a Termoli, ha parlato dei protagonisti abruzzesi del Giro d’Italia che nella prima settimana hanno fatto la voce grossa.
Il miglianichese Dario Cataldo e il teatino Giulio Ciccone sono stati, sono e saranno punti fermi della sua nazionale che quest’anno ha tre grandi obiettivi: Olimpiade, Europeo e Mondiale. E con Cassani tocchiamo, oltre al Giro d’Italia in corso, anche il tema azzurro.
Cassani, che nazionale vedremo in estate?
«Cominceremo con le Olimpiadi di Tokyo: non c’è molto da dire perché è una prova durissima e i corridori che convocherò sono qui al Giro e li seguo da vicino. Poi l’Europeo che correremo in casa: non sarà durissimo, ma ci vorrà tanto fondo e uno spunto veloce per corridori come Trentin».
Il Mondiale è un piccolo Fiandre?
«Si, e mi piace molto. Bettiol, Nizzolo, Colbrelli e Trentin formeranno un’ossatura molto forte».
Che Giro d’Italia è questo per gli abruzzesi Cataldo e Ciccone? Tracciamo un primo bilancio.
«Dario Cataldo è stato bravo e sfortunato nella tappa di San Giacomo perché si è mosso molto bene ed è stato ripreso a pochissimi chilometri dal traguardo. Giulio Ciccone va fortissimo, nulla da dire. Anzi, una cosa mi viene in mente».
Prego.
«Mi sono permesso non dico di criticare in televisione, ma di cercare di capire la sua condotta di gara perché ha sprecato troppo prima dell’ultima salita. Ora Ciccone ha dimostrato di essere fortissimo, quando la strada sale resta con Bernal ed Evenepoel e quindi non deve correre più come qualche anno fa, ma deve capire che è tra i più forti e deve muoversi come loro».
Dove può arrivare secondo lei Ciccone?
«Io sono dell’idea che può lottare per qualcosa di importante per la classifica. Deve concentrarsi, deve stare tranquillo e correre con i migliori perché lui ha la gamba per essere lì».
Secondo lei Ciccone può rappresentare il futuro del ciclismo italiano per le corse a tappe dopo Vincenzo Nibali?
«Penso proprio di si. Oggi in Italia per le corse a tappe c’è Giulio Ciccone ed è per questo che mi piacerebbe vederlo correre come i più forti perché lui stesso è uno dei più forti ed ha la gamba per vincere in salita».
Il commissario tecnico azzurro Davide Cassani ci saluta, salta su in moto e scappa a commentare la tappa. E vuoi vedere che oggi Ciccone seguirà i consigli del ct che dalla corsa gli dirà un bravo grande così?
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