Il doppio ex Cannarsa: «Delfino da A grazie alla forza del gruppo»

26 Gennaio 2019

PESCARA. Pescarese doc, cresciuto nella centralissima via Roma, da anni ha messo le radici a Livorno. Il doppio ex Juriy Cannarsa, 42 anni, nel 2013 ha appeso gli scarpini al chiodo iniziando la...

PESCARA. Pescarese doc, cresciuto nella centralissima via Roma, da anni ha messo le radici a Livorno. Il doppio ex Juriy Cannarsa, 42 anni, nel 2013 ha appeso gli scarpini al chiodo iniziando la carriera di allenatore nelle giovanili amaranto. Ora guida la Primavera, frequenta il master di Coverciano e ha avuto anche varie esperienze in prima squadra come vice e collaboratore di Gelain, Panucci, Mutti e Colomba. L’ex difensore biancazzurro (82 gare tra il ’93 e il ’99 e nel 2001), che in totale ha giocato oltre 200 partite in B, segue con particolare interesse il Delfino. «Sin dalle prime partite la squadra di Pillon mi ha fatto un’ottima impressione», afferma Cannarsa, «rispetto agli anni passati ha trovato una compattezza invidiabile. Si vede che c’è un gruppo unito. La società ha costruito un buon organico, soprattutto a centrocampo ci sono tanti calciatori forti».
Delfino terzo in classifica, in pochi l’avrebbero pronosticato. «Sì, magari ci sono squadre che hanno rose più complete, ma se la squadra conserverà la “fame” mostrata nella prima parte del torneo potrà giocarsi le sue chance. Ovviamente, me lo auguro perché il mio cuore è a Pescara, anche se ormai mi sento anche un po’ livornese, sono qui da tanto tempo. Le avversarie per la A? Oltre al Palermo, dico Verona e Brescia».
Sulla sfida di domani, Cannarsa non esita a indicare i possibili protagonisti. «Nel Livorno dico Diamanti che a 35 anni corre ancora come un ragazzino. Alino è incredibile, un esempio per tutti, ha preso a cuore questa nuova sfida. Nel Pescara Mancuso può essere determinante, ma occhio ad Antonucci. Finora è rimasto in letargo in termini di gol, ma ha un potenziale enorme». (g.t.)
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