Il frentano Di Vincenzo blinda la porta della sua Lanciano

Maledetti fuoriquota. Quella dell'attuale portiere del Lanciano 1920 Mattia Di Vincenzo, avrebbe potuto essere una storia calcistica diversa. Soprattutto in considerazione di un passato, nemmeno...
Maledetti fuoriquota. Quella dell'attuale portiere del Lanciano 1920 Mattia Di Vincenzo, avrebbe potuto essere una storia calcistica diversa. Soprattutto in considerazione di un passato, nemmeno troppo lontano, di tutto rispetto. Classe '92, il 25enne cresciuto nella Spal Lanciano, a 14 anni infatti, era già dal Siena. Che dopo la consueta trafila nelle giovanili, decise però di farlo maturare altrove, dandolo in prestito a varie squadre: Santegidiese e Sambenedettese, in serie D, e ancora Aprilia (C2) e Carrarese (C1). Svincolatosi d'ufficio a seguito del fallimento dei toscani, Di Vincenzo ha poi militato per un anno e mezzo nella Maceratese, contribuendo da titolare alla promozione in Lega Pro dei marchigiani. Quindi un'annata in serie D, con l'Amiternina, e la scorsa stagione a Cupello, in Eccellenza. «Purtroppo», spiega, «quello che agli inizi della carriera sembrava un vantaggio per chi gioca nel mio ruolo, si è alla lunga rivelato un handicap. Oggi, quasi tutte le squadre, a prescindere dalla categoria, preferiscono infatti schierare in porta un under. E così, pur non avendo ancora compiuto 26 anni, ho incontrato sempre più difficoltà a trovar spazio». Di qui l'accordo coi rossoneri della sua città, militanti però in Prima categoria. «Esperienza nuova», ammette il diretto interessato, «per me, come per la maggior parte dei miei compagni di squadra, ma egualmente bella. Del resto», rivela, «se ho accettato di scendere in Prima non è solo per i problemi espressi poco fa, visto che qualcosa di meglio, a livello di categoria, l'avrei comunque trovata. A convincermi semmai è stato l'entusiasmo della dirigenza ed i suoi progetti ambiziosi, ai quali spero di poter offrire anch'io un contributo. Il resto lo ha fatto l'attaccamento alla squadra della mia città, per la quale in famiglia tifiamo da sempre», prosegue Di Vincenzo junior, il cui papà Pio Fiore allena la Virtus Rocca San Giovanni, in Seconda categoria. «È mancato poco», sottolinea, «che ci ritrovassimo di fronte da avversari... Scherzi a parte, a lui devo tanto: è sempre prodigo di consigli preziosi e quando può, non perde una mia partita». Sarà dunque orgoglioso del fatto che, con appena 5 gol subiti in 21 gare, il suo ragazzo risulta al momento il portiere meno battuto d'Abruzzo.. «Gli farà di certo piacere, anche se il merito va condiviso con tutto il gruppo». Nessun rimpianto, insomma. «Assolutamente no, anche perchè», il suo commento finale, «volete mettere la soddisfazione di giocare assieme al mio idolo di gioventù Francesco Di Gennaro?» (s.d.c.)
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