Il “gigante ortonese” compie 28 anni Niente villaggio per allenarsi meglio

6 Agosto 2016

ORTONA. Oggi compie 28 anni il “gigante ortonese”. Ma i festeggiamenti saranno rinviati, perché oggi è la vigilia del debutto olimpico. Arriveranno gli auguri dall’Italia, ma la testa di Paolo...

ORTONA. Oggi compie 28 anni il “gigante ortonese”. Ma i festeggiamenti saranno rinviati, perché oggi è la vigilia del debutto olimpico. Arriveranno gli auguri dall’Italia, ma la testa di Paolo Nicolai sarà rivolta solo all’impegno di domani contro i messicani Virgen e Ontiveros. Appuntamento alle ore 17 italiane nell’Arena che ospiterà gli incontri di beach volley, un impianto capace di contenere circa 12mila spettatori. Paolo Nicolai e Daniele Lupo per preparare meglio la seconda Olimpiade hanno scelto di non vivere nel villaggio olimpico. E l’hanno fatto per evitare i lunghi viaggi con il campo di allenamento. «E' una situazione particolare», ha detto Paolo Nicolai, «quasi non riesco a rendermi conto di essere ad una Olimpiade. Non si respira quella magia, quella fantastica emozione che provi stando nel Villaggio, quando vivi con tutti gli altri atleti, condividendo ogni momento con tante persone che solo le Olimpiadi possono mettere insieme. Quindi c'è una bella differenza...».

«Mi dispiace molto, ma è stata fatta questa scelta in funzione del risultato: per evitarci i lunghi spostamenti, per poterci allenare con più tranquillità scegliendo gli orari quindi in funzione di un torneo così importante è un sacrificio che si può fare». La magia di Copacabana. «E' uno dei posti che ti carica e ti danno energia. E ancora di più in uno stadio come quello che stato approntato da 12mila posti».

A Rio de Janeiro c’è Consuelo Mangifesta, commentarice e seconda voce della Rai per la pallavolo. Anche lei ortonese come Nicolai. «Mi sono sembrati concentrati», ha detto la Mangifesta. «Il girone non è di ferro quindi le possibilità di passare alla fase che conta sono alte. Arrivano a questa Olimpiade non più come la coppia giovane e sorprendente bensì come una coppia da battere. Rispetto a Londra il cammino è più tortuoso perché in Inghilterra le coppie molto forti erano più o meno 5; in questa occasione, invece, molti di più. Tutto dipenderà dal rendimento di Daniele visto che Paolo, generalmente, riesce a mantenere le sue prestazioni sempre sopra la sufficienza . Daniele, invece, pur avendo grandissime qualità, non ha ancora la continuità necessaria per raggiungere traguardi importanti. Ma questa volta speriamo ce la faccia perché le chance per andare a medaglia ci sono e vanno sfruttate tutte, fino in fondo».(r.c.)

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