Il Lanciano vuole D’Aversa, ma c’è il rebus patentino

La società rossonera spinge per chiudere in fretta il capitolo allenatore Il direttore dell’area tecnica però dovrà frequentare il Supercorso di Coverciano
LANCIANO. Tutto su Roberto D'Aversa. È questa la scommessa (l'ennesima) della famiglia Maio, sulla falsariga di quelle fatte (e vinte) nel recente passato, con Carmine Gautieri e Marco Baroni. I cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: alla storica promozione in B con successiva permanenza nella categoria ottenuta dal Gaucho, si è infatti aggiunto, nella stagione appena conclusasi, il decimo posto ottenuto dal tecnico fiorentino, in corsa sino all'ultimo per un posto nei play off per la A. Un'eredità sicuramente scomoda, dato che ripetersi in un club che, per sua stessa ammissione, punta alla valorizzazione dei giovani ed al rispetto di un ben preciso budget (non certo paragonabile a quello stanziato dalla maggior parte delle sue antagoniste), non è affatto facile.
Ed è anche il motivo per il quale, al di là delle schermaglie dialettiche tipiche di ogni addio, sia Gautieri che lo stesso Baroni hanno preferito rinunciare ad un contratto in essere e cambiare aria. Come detto, in cima alla lista dei Maio c'è l'attuale responsabile dell'area tecnica Roberto D'Aversa, molto legato a Valentina e Guglielmo, che sulla sua esperienza e carisma avevano puntato, nell'estate 2010, affidandogli le chiavi del centrocampo rossonero e, di lì a poco, anche la fascia da capitano, per poi assegnargli un ruolo dirigenziale quando, l'estate scorsa, era in lui maturata l'idea di appendere le scarpette al chiodo.
Dalla sua, l'ex capitano rossonero ha una perfetta conoscenza dell'ambiente frentano: sia interna, essendo stimato e rispettato dalla stragrande maggioranza dei giocatori, sia esterna, visto che ai tifosi un'ipotesi del genere intriga parecchio. Non a tutti però, dato che l'assoluta mancanza di esperienza nel ruolo è comunque motivo di perplessità: soprattutto se si è chiamati a guidare un organico non da primi posti, destinato cioè a sgomitare per farsi spazio in un campionato duro ed estenuante come quello cadetto.
E' vero che anche Gautieri e Baroni, prima di approdare a Lanciano, non avevano fatto grandissime cose, ma potevano comunque vantare qualche esperienza precedente. Di qui i dubbi, espressi da una parte della piazza, che preferirebbe puntare su tecnici di maggiore esperienza. Da questo punto di vista, però, i Maio sembrano aver deciso, tant'è che stanno studiando la maniera per conciliare le norme federali in materia di allenatori all'attuale posizione di D'Aversa. In possesso al momento del patentino Uefa A (valido sino alla Lega Pro) ma non di quello Uefa Pro, necessario per allenare dalla B in su.
Patentino che l'ex capitano della Virtus dovrebbe conseguire entro la prossima stagione (ai primi di luglio l'elenco ufficiale degli iscritti), previa frequentazione (tra ottobre 2014 e giugno 2015) dell'apposito Supercorso di Coverciano. La qual cosa, lo costringerebbe (in presenza di una deroga da parte della Lega, che non dovrebbe però costituire un problema insormontabile) a dividersi tra gli impegni sulla panchina frentana e le lezioni a Coverciano. L'altra priorità della Virtus è poi rappresentata dal mercato.
In entrata va registrato il ritorno di fiamma per il quasi 23enne attaccante del Catania Souleymane Doukara (20 presenze e 6 reti quest'anno, con la Juve Stabia, che vorrebbe trattenerlo in gialloblù), seguito anche in passato dai Maio. Chiamati a breve a ridiscutere le posizioni di quei giocatori (Paghera, con il Brescia, Nunzella, con il Lecce, Thiam e Branescu, con la Juve) il cui cartellino è in comproprietà con altri club. Coi quali va dunque trovata un'intesa per l'eventuale riscatto, evitando così il ricorso alle buste, mentre si punta anche ad un rinnovo del prestito per almeno qualcuno (Sepe, De Col, Buchel, Germano e Gatto) dei tanti giocatori destinati a fare ritorno nelle rispettive società d'appartenenza.
Stefano De Cristofaro
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