Il mondo del ciclismo abruzzese in lutto per la morte di Pagniello

2 Agosto 2014

PESCARA. Un grande appassionato della vita conosciutissimo nel mondo del ciclismo abruzzese. Era così Antonio Pagniello, morto nei giorni scorsi all'ospedale di Pescara all'età di 81 anni. Un...

PESCARA. Un grande appassionato della vita conosciutissimo nel mondo del ciclismo abruzzese. Era così Antonio Pagniello, morto nei giorni scorsi all'ospedale di Pescara all'età di 81 anni. Un percorso fatto di salite e discese sui pedali della pace e della disponibilità, intrecciatosi in maniera stretta a quello delle due ruote. In carriera ha fatto praticamente di tutto: da corridore ad allenatore, da preparatore a meccanico, dal Giro d'Abruzzo al Giro d'Italia e sempre a contatto di gomito con nomi altisonanti nella storia del ciclismo. Francesco Moser, Palmiro Masciarelli, Luciano Rabottini e Danilo Di Luca sono soltanto alcuni dei campioni, tutti estimatori della semplicità e della professionalità di Antonio Pagniello. Un meccanico come quelli di una volta, al quale bastava l'orecchio per le giuste regolazioni e il perfezionamento della bicicletta in piena simbiosi con il corridore. Piccoli accorgimenti tecnici e un cuore infinitamente grande che hanno conquistato tutti quelli che gli sono stati vicino, stimandolo per professionalità e umanità. Un uomo buono, sorridente e sempre attento ai problemi degli altri. Ed è così che, mentre ha raggiunto in cielo uomini che hanno fatto la storia del ciclismo italiano come Fausto Coppi, Gino Bartali e Marco Pantani, tanti compagni di vita si sono stretti intorno alla famiglia composta dai figli Anna, Nino e Carlo, il genero Antonio, le nuore Nenetta e Marina, i nipoti Gabriella, Francesca, Antonio, Daniele e Sarah, per un saluto e per accompagnarlo nelle ultime, intense, pedalate. I funerali si sono svolti nella chiesa parrocchiale di San Marco a Pescara.

Marco Ratta

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