Il Pescara dura un tempo: terza sconfitta di fila e ultimo posto in classifica

1 Febbraio 2021

I soliti errori (molti individuali) puniscono i biancazzurri protagonisti di una buona gara contro il Chievo, ora secondo

La discesa continua. Inarrestabile. Ora il Pescara è ultimo in classifica in virtù della terza sconfitta di fila. Diversa dalle precedenti, per carità. Ma la sostanza non cambia, perché i biancazzurri non sono ancora una squadra, visto l’andirivieni di giocatori che Breda è costretto a gestire tra mercato e infortuni. Il Pescara se la gioca per un tempo, poi s’inchina al Chievo all’undicesimo risultato utile consecutivo. Colpa anche degli errori individuali che chiamano in causa gli ultimi arrivati, vale a dire Sorensen e Rigoni. Gente che non ha il ritmo partita nelle gambe e che nella ripresa cede. Fisiologico per chi non gioca da tanto tempo. C’è bisogno di tempo per farli crescere, ma il campionato non aspetta. Si gioca e si rischiano brutte figure a livello individuale.
Anche il passaggio dalla difesa a cinque a quella a quattro lascia il segno, perché i meccanismi non sono collaudati e ci sono dei difensori che vanno in difficoltà se non protetti. Tutto questo cuba l’ultimo posto in classifica e la peggior difesa della serie B con 35 reti incassate in 20 gare di campionato.
Ci sono sconfitte e sconfitte, quella del Bentegodi è diversa da quella di Salerno. L’atteggiamento, infatti, è quello giusto, anche la reazione al primo gol del Chievo, quello dell’ex Luca Palmiero dopo 5’ grazie a un tiro dalla distanza dopo che gli attaccanti fanno il bello e il cattivo tempo con la difesa biancazzurra. La squadra di Breda non si demoralizza. Si nota un atteggiamento affatto remissivo tant’è che il danese Odgaard, preferito a Ceter, al 7’ colpisce il palo di sinistro. Il Pescara tiene il campo con autorità. Il premio alla reazione arriva al 24’ con un’azione da manuale di Maistro che fa 1-1. Primo tempo equilibrato in cui il Pescara tiene testa con orgoglio e fierezza ai clivensi. Non sembra la squadra delle ultime gare. Un’impressione che va a farsi benedire dopo 2’ della ripresa quando Sorensen nel tentativo di liberare l’area di rigore serve un assist perfetto per il destro al volo del romeno Mogos che dal limite manda la palla all’incrocio dei pali. Un colpo tremendo per il morale del Pescara che, però, reagisce. Breda cambia per mettere forze fresche in campo. Ma Busellato è sì fresco, ma si rivela impreciso al 18’ e al 28’ quando ha tra i piedi due buone occasioni da rete. Il Pescara è in partita, ma arriva un altro errore a tagliare le gambe al fanalino di coda della serie B. Alla mezzora in pieno forcing a caccia del pareggio, De Luca fugge via a Rigoni che scivola e resta a terra. L’attaccante del Chievo non perdona e infila Fiorillo in diagonale. È la fine. Odgaard va vicino al 3-2 di testa. Ma il tris del Chievo vale il secondo posto in classifica, al fianco del Monza, mentre il Pescara rimugina su un nuovo assetto che regala buone sensazioni senza portare punti in classifica. Dalla ripresa del campionato di serie B, dopo la sosta, biancazzurri a secco. Due gol nelle ultime sei gare. Ma il dato che fotografa meglio la situazione è quello relativo alla peggiore difesa del campionato. Fragile e confusionario, è un Pescara che non riesce ad arrestare la caduta libera.
Oggi Breda si trova a gestire problematiche simili a quelle affrontate da Massimo Oddo in avvio di stagione: in primis con quei giocatori che arrivano da lunghi periodi di inattività e che hanno bisogno di tempo per carburare e per mettersi a posto sul piano atletico. Gli esempi di Sorensen e Rigoni sono eclatanti. Gente esperta che, però, in campo paga dazio perché non ha ritmo partita. Questa sera chiude il mercato e la società lascerà alle dipendenze di Breda una rosa extra large che in situazioni come quella che sta vivendo il Pescara acuisce i problemi, non li risolve. Dovrà essere bravo l’allenatore trevigiano nella gestione del gruppo per cercare di trarre il massimo nell’interesse della squadra. Non sarà facile. Non è ancora tempo di ultime spiagge, ma quella di sabato all’Adriatico-Cornacchia (ore 14) contro la Reggina è una sfida salvezza da non fallire. Il Pescara continua a consumare troppi bonus, rendendo la strada che porta alla salvezza sempre più impervia e ricca di ostacoli. La lezione della passata stagione, evidentemente, non è servita.
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