Il Pescara non regge l’urto: ancora troppo fumoso e la Salernitana cala il tris

Appena i granata alzano il ritmo di gioco mettono in difficoltà il Delfino Di Campagnaro il momentaneo pari, Jallow e Giannetti fanno la differenza
INVIATO A SALERNO. L’inizio è tutto in salita. Il Pescara ci ha provato, ha mostrato un po’ di coraggio, ma, alla fine, ha mollato gli ormeggi. Il debutto di Luciano Zauri in serie B è amaro, molto amaro, perché il 3-1 rimediato con la Salernitana non è di certo un bel biglietto da visita. Il Delfino battuto dal cavalluccio marino granata, che con il suo stratega Ventura ha fatto vedere di nuovo che le sue squadre sono un concentrato di velocità, imprevedibilità e astuzia. L’autorete di Bettella è solo l’innesco della bomba granata, il gol di Campagnaro una piccola illusione, perché i campani appena alzano i giri mettono a nudo le problematiche dei biancazzurri. Il Pescara concettualmente è sicuramente preparato. Squadra alta, discreto palleggio e molto coraggio. Poi, però, quando si passa dalla teoria alla pratica, allora lo spartito cambia. Centrocampo confusionario nei momenti delicati e un tridente che non riesce mai a dare la sensazione di pungere. Certamente le manovre correttive di calciomercato aiuteranno il Delfino, che ieri pomeriggio ha fatto vedere delle falle importanti. A sorpresa Luciano Zauri lascia fuori Palmiero e in mediana piazza l’esperto Alessandro Bruno. Per il resto, la formazione è la stessa ipotizzata alla vigilia con il tridente offensivo composto da Galano, Tumminello e Brunori. Nel primo tempo i biancazzurri partono subito forte. Il Pescara si mostra spigliato e coraggioso, ma la Salernitana, appena alza i giri, mette in allarme la retroguardia pescarese con una traversa di Akpa Akpro (8’), con Bettella che evita il peggio sulla deviazione di Fiorillo. Il Delfino mette in vetrina una verve garibaldina, con una linea difensiva molto alta, ottimo pressing, ma i reparti sono troppo sbilanciati. E qui che i granata provano a colpire. In velocità, nelle ripartenze, mandando in difficoltà la linea difensiva biancazzurra. Dopo la traversa colpita dopo un pugno di minuti, Akpa Akpro continua la sua sfida a distanza con Fiorillo, che deve respingere un tiro dell’indiavolato francesino della Salernitana. La squadra di Zauri va un po’ in difficoltà e, tre minuti dopo, tocca a Kiyine scaldare i guanti del portiere del Delfino. Bruno e soci non riescono a pungere e nelle ripartenze vanno in confusione. I 30 gradi che ci sono all’Arechi costringono l’arbitro al cooling break, concedendo un minuto alle squadre per riposarsi e abbeverarsi. Ventura urla dalla panchina, dicendo ai suoi di alzare il baricentro. I campani crescono e, al 36’, trovano il gol del vantaggio. Jaroszynski dalla sinistra fa partire un bel fendente in mezzo per Jallow, che sovrasta Bettella e costringe il difensore biancazzurro all’autorete. Busellato, al 39’, prova a svegliare la difesa della Salernitana, ma senza grande fortuna. Pescara alle corde, Ventura urla di gioia e vede il raddoppio dei suoi in pieno recupero, quando Firenze, da calcio di punizione centra la traversa.
Nella ripresa il clichè non cambia e dopo tre minuti è Giannetti che va vicino al gol. Il Delfino, però, ha uno scatto d’orgoglio con il suo “nonno” Campagnaro. Il 39enne argentino, dopo appena 9 minuti, di testa spinge in rete un calcio di punizione del siolito Memushaj. Il Pescara cresce e prova togliersi di dosso la ruggine accumulata. L’illusione di potercela fare, però, dura poco più di venti minuti. Jallow prima, al 33’, e Giannetti, dopo quattro minuti, consegnano la vittoria alla Salernitana. L’inizio, per il Pescara, è tutto in salita. Una settimana per riflettere e mettere a punto i correttivi necessari, dopodiché domenica alle ore 18 allo stadio Adriatico-Cornacchia è in programma il primo esame di riparazione contro la matricola Pordenone.
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