Il Pescara non sa più vincere Solo un pari contro il Rimini

Un gol di Milani in avvio illude: biancazzurri senza vittorie da quattro partite
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Floriani 7 (33’st Pierno sv), Brosco 6, Pellacani 6.5, Milani 6.5; Aloi 5.5, Squizzato 4.5 (1’st De Marco 6.5), Mora 6 (33’st Dagasso 6); Merola 6, Vergani 5.5, Accornero 5 (1’st Cangiano 6). A disposizione: Ciocci, Barretta, Di Pasquale, Masala, Manu, Staver, Moruzzi, Cuppone, Tommasini, Franchini. Allenatore: Zeman
RIMINI (4-3-3): Colombi 6.5; Lepri 6, Pietrangeli 6.5, Gorelli 6.5, Semeraro 6 (21’st Stanga 6); Megelaitis 6 (16’st Delcarro 6), Langella 6, Lombardi 5.5 (1’st Leoncini 6); Lamesta 6.5, Morra 6.5 (21’st Selvini 6), Cernigoi 6 (12’st Capanni 6). A disposizione: Colombo, Marchesi, Bouabre, Ubaldi, Iacoponi, Rosini. Allenatore: Troise
Arbitro: Diop di Treviglio
Reti: 3’pt Milani, 35’pt Morra
Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 3.884, di cui paganti 2.245 per un incasso di 19.523 euro; abbonati 1.639 per una quota di 9.627 euro, ospiti 141. Ammoniti: Megelaitis, Semeraro, Aloi, Lombardi. Angoli: 4-4. Recupero: 1’, 6’.
PESCARA
Il Pescara non sa più vincere, vede il Rimini festeggiare per l’1-1 finale e ascolta per la prima volta i fischi della sua curva. Che brutta serata all’Adriatico, eppure con il gol in apertura di Milani le cose sembravano essersi messe bene ma poi ecco il solito copione. Occasioni concesse, incapacità di dominare la partita e anche il "piccolo" Rimini inizia a creare pericoli dalle parti di Plizzari. Meglio nella ripresa ma, traversa di Merola a parte, Colombi ha passato una serata tranquilla. La Torres è a -9 e il Pescara, che non vince da 4 partite, dà una sbirciata alla classifica e si trova al quinto posto con la Recanatese (sesta per lo scontro diretto perso) e con un solo punticino di vantaggio sul Pineto. Tradotto, il Pescara si scopre non al sicuro nella zona play off (oggi a +5) e con un trend che inizia ad essere preoccupante. «Zeman non è in discussione», dirà con voce secca e decisa il ds Delli Carri a fine partita e la risposta era scontata, ma tra lavoro da fare, una spensieratezza da ritrovare e soprattutto il mercato di gennaio da cavalcare, questa squadra deve cambiare marcia.
Zeman sorprende ancora nelle scelte iniziali. La formazione totalmente stravolta rispetto a Carrara certifica che forse in terra toscana il boemo non era realmente contento dei suoi, dichiarazioni di circostanza a parte. Di Pasquale è bocciato, c’è Pellacani al posto di Mesik mentre Floriani Mussolini è preferito a Pierno e Milani a Moruzzi. E le scelte difensive di Zeman sono tutte premiate.
Pellacani ha giocato 90’ più che buoni macchiati dalla punizione da cui è nato il pari ma con una grave svista dell’arbitro, Floriani è stato il migliore in campo mentre Milani ha realizzato il gol che ha illuso tutti. Il vero problema del Pescara è il centrocampo. In matematica la proprietà commutativa dice che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.
Si può fare copia e incolla per il centrocampo biancazzurro perché Zeman ancora non trova la formula definitiva e la sensazione è che il vero problema del Pescara sia nel reparto nevralgico. Mora a sorpresa con Squizzato e Aloi le scelte: da 6 solo l'ex Spal, malissimo Squizzato. Meglio ma non benissimo nella ripresa con De Marco. E l’attacco? Deve fare di più per carità ma senza palloni di qualità diventa tutto più difficile. Vergani farà poco o nulla, Accornero tanta confusione mentre Merola e Cangiano si provano a salvare. La cronaca? Poco da raccontare. Il gol di Milani in apertura con un bel destro a giro che termina all’angolino basso; lo spettacolare salvataggio di Floriani su Morra pronto a toccare in rete e il pareggio dello stesso Morra su una punizione (inesistente) deviata dalla barriera. Nella ripresa il Rimini si difende e Merola di testa prova ad abbattere il pullman messo davanti la difesa ma centra il palo.
Per il resto tanto possesso palla, ma sterile. Sterile, una parola che mai era presente nel vocabolario di Zeman. Alla fine la squadra è chiamata dalla curva ma arrivano i primi fischi. Ora la pausa forzata, sabato 25 arriverà il Cesena. Non c’è da stare allegri.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Floriani 7 (33’st Pierno sv), Brosco 6, Pellacani 6.5, Milani 6.5; Aloi 5.5, Squizzato 4.5 (1’st De Marco 6.5), Mora 6 (33’st Dagasso 6); Merola 6, Vergani 5.5, Accornero 5 (1’st Cangiano 6). A disposizione: Ciocci, Barretta, Di Pasquale, Masala, Manu, Staver, Moruzzi, Cuppone, Tommasini, Franchini. Allenatore: Zeman
RIMINI (4-3-3): Colombi 6.5; Lepri 6, Pietrangeli 6.5, Gorelli 6.5, Semeraro 6 (21’st Stanga 6); Megelaitis 6 (16’st Delcarro 6), Langella 6, Lombardi 5.5 (1’st Leoncini 6); Lamesta 6.5, Morra 6.5 (21’st Selvini 6), Cernigoi 6 (12’st Capanni 6). A disposizione: Colombo, Marchesi, Bouabre, Ubaldi, Iacoponi, Rosini. Allenatore: Troise
Arbitro: Diop di Treviglio
Reti: 3’pt Milani, 35’pt Morra
Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 3.884, di cui paganti 2.245 per un incasso di 19.523 euro; abbonati 1.639 per una quota di 9.627 euro, ospiti 141. Ammoniti: Megelaitis, Semeraro, Aloi, Lombardi. Angoli: 4-4. Recupero: 1’, 6’.
PESCARA
Il Pescara non sa più vincere, vede il Rimini festeggiare per l’1-1 finale e ascolta per la prima volta i fischi della sua curva. Che brutta serata all’Adriatico, eppure con il gol in apertura di Milani le cose sembravano essersi messe bene ma poi ecco il solito copione. Occasioni concesse, incapacità di dominare la partita e anche il "piccolo" Rimini inizia a creare pericoli dalle parti di Plizzari. Meglio nella ripresa ma, traversa di Merola a parte, Colombi ha passato una serata tranquilla. La Torres è a -9 e il Pescara, che non vince da 4 partite, dà una sbirciata alla classifica e si trova al quinto posto con la Recanatese (sesta per lo scontro diretto perso) e con un solo punticino di vantaggio sul Pineto. Tradotto, il Pescara si scopre non al sicuro nella zona play off (oggi a +5) e con un trend che inizia ad essere preoccupante. «Zeman non è in discussione», dirà con voce secca e decisa il ds Delli Carri a fine partita e la risposta era scontata, ma tra lavoro da fare, una spensieratezza da ritrovare e soprattutto il mercato di gennaio da cavalcare, questa squadra deve cambiare marcia.
Zeman sorprende ancora nelle scelte iniziali. La formazione totalmente stravolta rispetto a Carrara certifica che forse in terra toscana il boemo non era realmente contento dei suoi, dichiarazioni di circostanza a parte. Di Pasquale è bocciato, c’è Pellacani al posto di Mesik mentre Floriani Mussolini è preferito a Pierno e Milani a Moruzzi. E le scelte difensive di Zeman sono tutte premiate.
Pellacani ha giocato 90’ più che buoni macchiati dalla punizione da cui è nato il pari ma con una grave svista dell’arbitro, Floriani è stato il migliore in campo mentre Milani ha realizzato il gol che ha illuso tutti. Il vero problema del Pescara è il centrocampo. In matematica la proprietà commutativa dice che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.
Si può fare copia e incolla per il centrocampo biancazzurro perché Zeman ancora non trova la formula definitiva e la sensazione è che il vero problema del Pescara sia nel reparto nevralgico. Mora a sorpresa con Squizzato e Aloi le scelte: da 6 solo l'ex Spal, malissimo Squizzato. Meglio ma non benissimo nella ripresa con De Marco. E l’attacco? Deve fare di più per carità ma senza palloni di qualità diventa tutto più difficile. Vergani farà poco o nulla, Accornero tanta confusione mentre Merola e Cangiano si provano a salvare. La cronaca? Poco da raccontare. Il gol di Milani in apertura con un bel destro a giro che termina all’angolino basso; lo spettacolare salvataggio di Floriani su Morra pronto a toccare in rete e il pareggio dello stesso Morra su una punizione (inesistente) deviata dalla barriera. Nella ripresa il Rimini si difende e Merola di testa prova ad abbattere il pullman messo davanti la difesa ma centra il palo.
Per il resto tanto possesso palla, ma sterile. Sterile, una parola che mai era presente nel vocabolario di Zeman. Alla fine la squadra è chiamata dalla curva ma arrivano i primi fischi. Ora la pausa forzata, sabato 25 arriverà il Cesena. Non c’è da stare allegri.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

