Il Pescara si sveglia tardi: sfuma l’aggancio alla vetta

I biancazzurri vanno sotto di due gol, Merola accorcia ma alla fine non basta
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 7.5; Pierno 6, Brosco 6.5, Mesik 6.5, Moruzzi 6.5; Tunjov 5 (28’st Aloi 6), Squizzato 6.5, De Marco 5 (1’st Manu 5.5); Merola 6, Cuppone 5.5 (1’st Tommasini 5), Accornero 5.5 (28’st Cangiano 7). A disposizione: Ciocci, Milani, Di Pasquale, M. Masala, Vergani, Floriani Mussolini, Mora, Pellacani, Staver, Dagasso, Franchini. Allenatore: Zeman
TORRES (3-4-1-2): Zaccagno 6; Fabriani 6.5, Antonelli 7, Dametto 6.5; Zecca 6 (18’pt A. Masala 7), Cester 6 (30’st Siniega 6), Mastinu 6.5 (38’st Pinna sv), Kujabi 6.5; Ruocco 7; Scotto 6.5, Fischnaller 6 (38’st Menabò sv). A disposizione: Garau, Sanat, Pelamatti, Mandrelli, Diakite, Verduci, Nunziatini, Goglino. Allenatore: Greco
Arbitro: Delrio di Reggio Emilia
Reti: 13’st A. Masala; 18’st Ruocco, 20’ st Merola.
Note: Spettatori 7.146, di cui paganti 5.513 per un incasso di 55.939 euro, abbonati 1.633 per una quota di 9.585 euro, ospiti 75. Ammoniti: Mastinu, Pierno, Ruocco, Fischnaller, A. Masala, Cangiano. Angoli: 9-4 per il Pescara. Recupero: 1’; 5’.
PESCARA
La Torres alza la voce, gioca 70’ di grande calcio con un’organizzazione da applausi e poi ringrazia la dea bendata per consolidare il suo primato in classifica. Finisce 2-1 per i sardi all’Adriatico contro un Pescara che si è acceso solo dopo il secondo schiaffo subìto ma che, per occasioni create, avrebbe meritato anche il pareggio. Il fantasma di quel Pescara-Catanzaro dello scorso anno alla fine si è materializzato: se da un lato i valori della corazzata di Vivarini non sono paragonabili a quelli della Torres, dall'altro il concetto è lo stesso di 11 mesi fa.
I biancazzurri falliscono all’Adriatico l’aggancio alla vetta e masticano amaro gli oltre 7.000 presenti sugli spalti. Zeman decide di riproporre lo stesso 11 di Lucca, Greco risponde con tutto il suo potenziale offensivo schierando sia Scotto che Fischnaller. Nota di merito per il numero 9: un po' esterno offensivo, un po' centravanti, un po' trequartista. Gigi Scotto è semplicemente l’uomo ovunque dei suoi e quell’organizzazione così evidente nella fase offensiva è facilitata dalla sua visione di gioco e dalle sue intuizioni. Pronti via e si capisce subito che la gara sarà complicata.
Il Pescara stranamente abusa del lancio lungo quando Zeman reclama un altro tipo di calcio, Tunjov e De Marco sono fuori dal match mentre Cuppone ha sul destro una palla buona. Questa volta l'attaccante calcia bene ma Zaccagno salva. Mani nei capelli sia per Davide Merola, che su un cross dalla sinistra impatta stranamente male il pallone di testa, sia per Federico Accornero. L’ex Genoa ha la palla del vantaggio ma tutto solo consegna il pallone a Zaccagno. Non ci siamo dimenticati della Torres, la squadra più bella e organizzata vista all’Adriatico. Almeno tre le palle gol nitide. Ne raccontiamo una perché il destro di Scotto è preciso, potente e passa sotto la gamba di Cuppone. Come ha fatto Plizzari a salvarlo solo lui lo sa. Zeman non è contento del suo Pescara.
Fuori Cuppone e De Marco, dentro Tommasini e Manu. La mossa non paga anzi l’approccio del Pescara nella ripresa è deludente. La Torres ringrazia. Masala dopo una mischia in area manda il pallone in rete e qualche minuto più tardi Ruocco se ne va tutto solo in contropiede e firma il 2-0. Uno schiaffo talmente forte che sveglia il Pescara. Squizzato verticalizza, Merola finalizza e riapre la partita. Poi è assedio biancazzurro e c’è tanto Cangiano nel Pescara più bello della serata. L’ex Bologna entra con il piglio giusto ma la dea è fin troppo bendata con lui e con Moruzzi. Due conclusioni splendide, due volte il legno ha salvato Zaccagno. Ancora Pescara: Mesik è sbilanciato in modo plateale in area. Rigore solare ma non per Del Rio che fa giocare. Nel finale Brosco diventa uomo assist ma Merola non capitalizza. Triplice fischio: applausi ad una Torres che merita il suo primato (+ 6 sui biancazzurri in attesa di Entella-Cesena di oggi). E il Pescara scopre uno stadio Adriatico “nemico” nelle ultime tre uscite. Compresa la gara con il Pineto, un solo punto e due sconfitte. Domenica contro la Recanatese servirà “riconquistare” il proprio stadio.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 7.5; Pierno 6, Brosco 6.5, Mesik 6.5, Moruzzi 6.5; Tunjov 5 (28’st Aloi 6), Squizzato 6.5, De Marco 5 (1’st Manu 5.5); Merola 6, Cuppone 5.5 (1’st Tommasini 5), Accornero 5.5 (28’st Cangiano 7). A disposizione: Ciocci, Milani, Di Pasquale, M. Masala, Vergani, Floriani Mussolini, Mora, Pellacani, Staver, Dagasso, Franchini. Allenatore: Zeman
TORRES (3-4-1-2): Zaccagno 6; Fabriani 6.5, Antonelli 7, Dametto 6.5; Zecca 6 (18’pt A. Masala 7), Cester 6 (30’st Siniega 6), Mastinu 6.5 (38’st Pinna sv), Kujabi 6.5; Ruocco 7; Scotto 6.5, Fischnaller 6 (38’st Menabò sv). A disposizione: Garau, Sanat, Pelamatti, Mandrelli, Diakite, Verduci, Nunziatini, Goglino. Allenatore: Greco
Arbitro: Delrio di Reggio Emilia
Reti: 13’st A. Masala; 18’st Ruocco, 20’ st Merola.
Note: Spettatori 7.146, di cui paganti 5.513 per un incasso di 55.939 euro, abbonati 1.633 per una quota di 9.585 euro, ospiti 75. Ammoniti: Mastinu, Pierno, Ruocco, Fischnaller, A. Masala, Cangiano. Angoli: 9-4 per il Pescara. Recupero: 1’; 5’.
PESCARA
La Torres alza la voce, gioca 70’ di grande calcio con un’organizzazione da applausi e poi ringrazia la dea bendata per consolidare il suo primato in classifica. Finisce 2-1 per i sardi all’Adriatico contro un Pescara che si è acceso solo dopo il secondo schiaffo subìto ma che, per occasioni create, avrebbe meritato anche il pareggio. Il fantasma di quel Pescara-Catanzaro dello scorso anno alla fine si è materializzato: se da un lato i valori della corazzata di Vivarini non sono paragonabili a quelli della Torres, dall'altro il concetto è lo stesso di 11 mesi fa.
I biancazzurri falliscono all’Adriatico l’aggancio alla vetta e masticano amaro gli oltre 7.000 presenti sugli spalti. Zeman decide di riproporre lo stesso 11 di Lucca, Greco risponde con tutto il suo potenziale offensivo schierando sia Scotto che Fischnaller. Nota di merito per il numero 9: un po' esterno offensivo, un po' centravanti, un po' trequartista. Gigi Scotto è semplicemente l’uomo ovunque dei suoi e quell’organizzazione così evidente nella fase offensiva è facilitata dalla sua visione di gioco e dalle sue intuizioni. Pronti via e si capisce subito che la gara sarà complicata.
Il Pescara stranamente abusa del lancio lungo quando Zeman reclama un altro tipo di calcio, Tunjov e De Marco sono fuori dal match mentre Cuppone ha sul destro una palla buona. Questa volta l'attaccante calcia bene ma Zaccagno salva. Mani nei capelli sia per Davide Merola, che su un cross dalla sinistra impatta stranamente male il pallone di testa, sia per Federico Accornero. L’ex Genoa ha la palla del vantaggio ma tutto solo consegna il pallone a Zaccagno. Non ci siamo dimenticati della Torres, la squadra più bella e organizzata vista all’Adriatico. Almeno tre le palle gol nitide. Ne raccontiamo una perché il destro di Scotto è preciso, potente e passa sotto la gamba di Cuppone. Come ha fatto Plizzari a salvarlo solo lui lo sa. Zeman non è contento del suo Pescara.
Fuori Cuppone e De Marco, dentro Tommasini e Manu. La mossa non paga anzi l’approccio del Pescara nella ripresa è deludente. La Torres ringrazia. Masala dopo una mischia in area manda il pallone in rete e qualche minuto più tardi Ruocco se ne va tutto solo in contropiede e firma il 2-0. Uno schiaffo talmente forte che sveglia il Pescara. Squizzato verticalizza, Merola finalizza e riapre la partita. Poi è assedio biancazzurro e c’è tanto Cangiano nel Pescara più bello della serata. L’ex Bologna entra con il piglio giusto ma la dea è fin troppo bendata con lui e con Moruzzi. Due conclusioni splendide, due volte il legno ha salvato Zaccagno. Ancora Pescara: Mesik è sbilanciato in modo plateale in area. Rigore solare ma non per Del Rio che fa giocare. Nel finale Brosco diventa uomo assist ma Merola non capitalizza. Triplice fischio: applausi ad una Torres che merita il suo primato (+ 6 sui biancazzurri in attesa di Entella-Cesena di oggi). E il Pescara scopre uno stadio Adriatico “nemico” nelle ultime tre uscite. Compresa la gara con il Pineto, un solo punto e due sconfitte. Domenica contro la Recanatese servirà “riconquistare” il proprio stadio.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

