Il Pescara è sotto tono, Machìn non basta per sfatare il tabù Cittadella

Primo tempo dei granata, nella ripresa la reazione dei biancazzurri con il pari firmato dal centrocampista, ma poi è Diaw a fare la differenza
Ci sono poche certezze nel campionato del Pescara, tra queste quella di trovare sulla sua strada sempre un Cittadella gagliardo, pimpante ed efficace. Da sei anni a questa parte i veneti sono un ostacolo insormontabile e il Tombolato un campo tabù per i colori biancazzurri. La storia si è ripetuta anche ieri sera nel primo turno infrasettimanale della serie B che ha spezzato la serie positiva di tre partite della squadra di Zauri. Che, va sottolineato, ha sempre subìto gol in queste prime cinque giornate di campionato. In totale nove reti al passivo, quasi due ogni gara. Decisamente troppe, un segnale evidente che qualcosa non va nei meccanismi difensivi. A Cittadella l’approccio non è stato dei migliori per il Pescara che si è presentata in campo con sole tre novità: Balzano in difesa, Ingelsson e Machìn a centrocampo. I granata sono partiti alla grande e dopo circa 100 secondi di gioco Alessio Vita ha infilato Fiorillo dal limite in diagonale, su assist di Diaw. Il Pescara ha subìto il ritmo e l’intensità dei padroni di casa. All’11’ Gargiulo dalla destra con un tiro-cross ha mandato la palla a colpire il palo interno. E poi al 19’ Diaw di testa ha svettato senza però essere preciso nella mira. Pescara passivo. Che, però, un po’ alla volta, ha tirato fuori la testa dal guscio. Alla mezzora lo score è di sette tiri per il Cittadella e uno per il Pescara. La manovra dei biancazzurri è lenta e affatto incisiva. Mai innescati gli esterni d’attacco e Brunori lì davanti non è riuscito a impensierire i centrali di Venturato. Possesso palle sì, incisività zero. L’intervallo è servito a “svegliare” la squadra di Zauri che nella ripresa si è riproposta con ben altro piglio, più deciso. E il pareggio è arrivato al 3’ con Machìn abile a gonfiare la rete con un sinistro dopo che il portiere Paleari era uscito a vuoto sugli sviluppi di un angolo. Con il passare del tempo i biancazzurri hanno legittimato l’1-1 grazie a un gioco più spigliato. Con Di Grazia e Galano più in partita e con un Machìn concreto e intraprendente. Proprio quando il Pescara è sembrato in controllo della partita ecco che è arrivata la rete del 2-1, annunciata (al 24’) da un colpo di testa di Diaw sul quale Fiorillo è stato costretto alla deviazione in angolo.
A firmare il gol partita proprio Davide Diaw, italianissimo a dispetto del cognome e del colore della pelle. Una furia sul pallone, un gol da grande centravanti con uno strappo in area che ha lasciato sul posto Scognamiglio, poi il destro che ha fulminato Fiorillo. Un gol, decisivo, e un assist per la rete di Vita: la notte è tutta di Diaw che da solo ha messo in difficoltà la retroguardia del Delfino. La reazione del Pescara è stata veemente, ma sterile. Zauri ha cambiato il fronte d’attacco mettendo vicine le punte Maniero e Brunori. Ci hanno provato Maniero e Galano nel finale, ma sono stati imprecisi. Quella di Cittadella si è confermata una trasferta tabù per un Pescara discontinuo, a tratti piatto e prevedibile. Il solo Machìn ha portato qualità alla manovra, l’unico capace di dare luce a un gioco apparso poco brillante. Il Cittadella ha fatto meglio nell’arco dei 90’, ma il Pescara del secondo tempo non stava demeritando. Troppo poco, però, per muovere la classifica. Comunque un passo indietro rispetto alla partita di sabato scorso contro la Virtus Entella durante la quale comunque il Pescara ha dato dimostrazione di compattezza. Resta la costanza dei gol subiti e di una manovra corale che ha ancora bisogno di essere perfezionata. Nemmeno il tempo di leccarsi le ferite che il calendario propone un altro impegno ravvicinato: venerdì sera all’Adriatico-Cornacchia arriverà il Crotone che ieri sera ha battuto (2-0) in casa la Juve Stabia.
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