Il presidente sotto attacco: «Pronto a vendere il club»

Sebastiani contestato prima della gara da un corteo di tifosi del settore Distinti e allo stadio solo cori contro di lui: «Cedo le mie quote, ma solo a gente seria»
PESCARA. Chiaro e deciso. Pronto a lasciare; subito. Nel pieno vortice di una pesante contestazione, il presidente Daniele Sebastiani evidenzia senza mezzi termini il proprio disappunto, e si dice determinato a fare un passo indietro, anzi è lui a volerlo, ma, sia chiaro, mettendo le proprie quote a disposizione di chi sia in grado di garantire la federazione e la città sul futuro del sodalizio. «Attendo prima possibile che qualcuno mi presenti un acquirente, ovviamente serio altrimenti la squadra non glie la cedo». Tutto è cominciato in un clima surreale, teso, con scarse presenze sugli spalti, e con le due frange della tifoseria organizzata a chiedere senza mezzi termini, e pesantemente, la testa del presidente.
Prima della partita c’è stato un corteo di protesta contro Sebastian, organizzato dalla Gradinata Adriatica. I tifosi organizzati del settore Distinti è riuscito ad entrare all’Adriatico a gara iniziata (da circa 8 minuti), con espliciti inviti al presidente ad andare via. Altrettanto esplicita, e dai medesimi contenuti, la richiesta da parte della Curva Nord con cori e striscioni, verso presidente ed allenatore, anche se non è mancata una pausa nobile che non ha dimenticato l’anniversario del decesso del capitano Vincenzo Zucchini, sempre ricordato con affetto e stima.
Poi, vuoi anche il pareggio di una gara che non ha entusiasmato, la replica secca a fine gara dell’amareggiato massimo esponente biancazzurro. «Cedo subito le mie quote, si faccia avanti qualcuno, credibile e solvibile, in grado di rilevare le mie firme verso la Federazione, e la questione la risolvo subito. Ma ribadisco quanto già espresso in passato, non lascerò la squadra a gente che oggi c’è e domani non si sa, perché non sarò certo io, da pescarese, a favorire il rischio del fallimento della società. E poi, una cosa paradossale: durante la partita la tifoseria dovrebbe spingere la squadra a fare risultato invece di concentrarsi negli attacchi al presidente. Per le contestazioni, di qualunque tipo, c’è tempo a fine gara, non durante lo svolgimento della stessa. In questa situazione si è creato un clima pesante ed ostile che non rende tranquilli nemmeno i giocatori». Un intento di distacco che comunque avrà effettui immediati anche sulla squadra. «Vista la situazione, d’ora in avanti non toccherò più nulla, la squadra andrà avanti così fino alla fine, compresa la guida tecnica. D’altronde finora ogni correttivo mi è stato sempre contestato. A questo punto sono io a voler lasciare. Aspetto qualcuno che si faccia avanti ma nel pieno rispetto delle regole normative e finanziarie alle quali una società di capitali e di calcio professionistico si deve attenere». Passa in secondo piano il giudizio su una ennesima gara poco soddisfacente. «Contro avversari che vengono a chiudersi in difesa, non riusciamo a sbloccarla. Manchiamo di concretezza, e non è questione di modulo. Un problema che mister e tecnici devono analizzare urgentemente per trovare soluzioni. Il futuro di Auteri? Resta la suo posto», conclude Sebastiani, che prima della partita ha presentato il nuovo sponsor presente sulla maglia: si tratta del marchio Seleco.
Paolo Toro

