Il riscatto di Triarico: «Che bello tramutare i fischi in applausi»
Il centrocampista pugliese si gode il momento positivo Col Rimini la seconda rete stagionale: «Pensiamo a Lucca»
L’AQUILA. A prendersi di nuovo la copertina dopo la vittoria di sabato contro il Rimini, è stato ancora una volta il mediano pugliese Vittorio Triarico. Il veterano dell’Aquila, al quarto anno ai piedi del Gran Sasso, ha realizzato il secondo gol in campionato, il quinto in totale con la maglia rossoblù in 66 presenze complessive. Ormai all’Aquila è un’istituzione, tanto che, scherzosamente, sul web, tempo, fa i tifosi avevano proposto il nome di Triarico come prossimo candidato sindaco della città. A parte le battute, lui se la ride, orgoglioso di come sia riuscito a far ricredere i tifosi dopo tre anni di aspre critiche.
«Sicuramente sto vivendo la migliore stagione della mia carriera. Qui all’Aquila ho sempre avuto difficoltà a esprimermi nel corso di questi anni, tanto che ogni estate finivo nella lista dei partenti. La mia forza è stata di non mollare mai. Quest’anno l’avvento di Perrone ha cambiato le carte in tavola. Ho avuto subito la fiducia del mister e quella continuità in campo che ora mi permette di fare cose a cui prima neanche pensavo».
Sulle continue critiche ricevute negli anni scorsi, tramutatesi in applausi (specialmente dalla tribuna), Triarico gonfia il petto: «Il bello del calcio è che ogni domenica ti permette di poter far ricredere i tuoi detrattori tramite le prestazioni sul rettangolo verde. Sono davvero felice che i fischi si siano tramutati in applausi. Vuol dire che la gente sta finalmente apprezzando qualcosa di me. Spero di far ricredere ancora più tifosi da qui in avanti. Sto dando tutto me stesso per questa maglia». Tra l’altro, Triarico non è proprio l’ultimo arrivato. A inizio carriera era considerato la maggior promessa delle giovanili del Lecce. Nel 2006-2007 esordisce in serie B sotto la gestione di Zeman che stravede per lui. Poi, però, qualcosa si inceppa e inizia la discesa in Lega Pro prima a Taranto, poi a Pagani quindi a Campobasso. Il tutto prima dell’approdo all’Aquila, dove Triarico sta finalmente rinascendo: «Sono sincero. Da come era iniziata la mia carriera, mi aspettavo qualcosa in più, però con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Ora che ho ritrovato la mia dimensione, spero di continuare così e di confermarmi ogni domenica».
Intanto per Triarico e L’Aquila c’è subito un altro esame da superare, sabato a Lucca. «Dobbiamo chiudere nel migliore dei modi il 2015 e regalarci un Natale di serenità. Contro la Lucchese sarà il primo di altri due scontri diretti da vincere (l’altro ci sarà alla ripresa dopo la sosta contro la Lupa Roma, ndc)».
Per l’ultima partita prima delle feste mancherà però l’altro uomo simbolo dei rossoblù, Salvatore Sandomenico. L’esterno campano ha rimediato il quinto giallo stagionale nella sfida con il Rimini e salterà per squalifica la trasferta di Lucca. Potrebbe essere l’occasione per rivedere all’opera Tommaso Ceccarelli.
Giammarco Menga
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