Il saluto di Coda: ringrazio i pescaresi per l’affetto

Il 33enne difensore toscano ha il contratto in scadenza: «Non ho sentito nessuno della società»
PESCARA. «Per ora non ho parlato con nessuno, non so nulla del mio futuro». L’avventura di Andrea Coda nel Pescara sta per terminare. Il contratto del difensore toscano scadrà il 30 giugno e la società non ha intenzione di prolungarlo. Due anni e mezzo caratterizzati da tanti infortuni che gli hanno impedito di giocare con continuità. Alla fine il 33enne di Massa ha collezionato 45 presenze (13 in A, 29 in B e 3 in coppa Italia), comprese le 26 gare giocate nella stagione che si è da poco conclusa. Alla vigilia del campionato molti pensavano che Coda avrebbe avuto enormi difficoltà a trovare spazio con Zdenek Zeman, un allenatore che ha sempre puntato sui giovani. Eppure, nella gestione del boemo, l’ex Udinese è partito spesso nell’undici titolare. «Nonostante le fatiche infernali durante il ritiro e negli allenamenti settimanali», afferma Coda, «devo ringraziare Zeman che mi ha dato fiducia. Purtroppo, alla fine non siamo riusciti a centrare l’obiettivo dei play off. Secondo me abbiamo pagato a caro prezzo quei punti persi all’inizio del campionato. Se avessimo vinto contro Frosinone, Salernitana e Virtus Entella si sarebbe creato un clima più positivo. A volte l’entusiasmo può fare la differenza e invece alcuni episodi hanno condizionato il ostro rendimento». Dopo l’esonero di Zeman il clima è diventato pesante. «Mi aspettavo una decisione del genere a fine novembre o agli inizi di dicembre, di certo non dopo la gara di Cittadella. Se abbiamo accusato il colpo? Noi anziani non tanto, ma i giovani sì».
Coda avrebbe voluto congedarsi con una bella vittoria in casa con l’Ascoli, invece i biancazzurri hanno perso e lui è stato espulso a causa di un brutto fallo su Monachello. «L’eccessiva tensione e la troppa foga mi hanno giocato un brutto scherzo. Ho sbagliato, volevo intercettare il pallone, invece Monachello è stato furbo a mettersi davanti. Mi hanno dato fastidio alcune voci di corridoio, ma chi mi conosce sa che ho dato sempre il massimo e, dopo la partita, per fortuna tanti tifosi pescaresi mi hanno rincuorato. Ho vissuto due stagioni e mezzo travagliate. Tuttavia, comunque vada, conserverò un ricordo bellissimo della città. A Pescara ho conosciuto persone splendide. Inoltre, devo ringraziare i miei compagni che quando sono arrivato nel 2016 mi hanno riportato in serie A. Purtroppo mi sono fatto male subito e non sono più rientrato in campo, però non dimenticherò mai la festa promozione con 100.000 tifosi sulle strade».
Infine, una promessa. «Seguirò sempre il Pescara. E mi auguro che nella prossima stagione torni protagonista. In A è inevitabile disputare campionati di sofferenza, ma in B questa piazza deve stare al vertice. È assurdo non vederla nelle prime otto. E quest’anno non meritavamo di ritrovarci in una situazione così brutta».(g.t.)
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