Il Tar accoglie i ricorsi: no alla serie B a 19, la palla passa alla Figc

25 Ottobre 2018

La Federcalcio non andrà al Consiglio di Stato e potrebbe  tornare a 22 squadre ma deve stabilire i criteri di ripescaggio

ROMA. Una nuova rivoluzione che rischia di stravolgere completamente serie B e C con conseguente annullamento di molti dei match disputati finora. «Eccesso di potere» e «violazione delle norme statutarie» della Figc: l'ordinanza emanata dal Tar del Lazio è durissima e sconfessa sia la Lega di B che la Federcalcio dell'allora commissario straordinario Roberto Fabbricini sul blocco dei ripescaggi e il torneo cadetto a 19 squadre. Tornando indietro a oltre due mesi fa, prima della delibera federale del 10 agosto con cui si dava l'ok ai sorteggi del campionato cadetto ridotto a 19 anziché 22 come previsto dallo statuto. Accolta la «domanda di sospensione di tutti i provvedimenti impugnati, con conseguente obbligo, per le autorità competenti, di riesaminare gli stessi, sulla base della corretta applicazione del quadro normativo di riferimento», avanzata dai club che ambiscono al ripescaggio: Ternana (che ha già disputato 5 partite in serie C), Pro Vercelli e Novara, ma della quale potrebbero beneficiare anche Siena e Catania. Con l'aggiunta dell'Entella, ferma in attesa della definizione del caso plusvalenze del Cesena, caso che si deve discutere in Corte d'appello federale. In attesa dell'udienza di merito fissata il 26 marzo, la I Sezione ter del Tar (presidente Germana Panzironi) ha sottolineato i diversi aspetti di «distonia» del provvedimento, come il fatto che la modifica dei campionati «è stata assunta nell'ambito di una gestione commissariale» e «la riduzione dell'organico del campionato è stata operata nel mese di agosto, a pochi giorni dall'inizio dello stesso», senza acquisire «il deliberato delle altre Leghe, che avrebbero dovuto essere coinvolte». È la prima grana che si trova a dover dirimere il neo eletto presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, il quale però (all'epoca numero uno della Lega Pro) si era già espresso negativamente riguardo al blocco dei ripescaggi. Immediata la riunione d'urgenza a via Allegri, per capire con i legali federali la soluzione meno dannosa per scegliere i criteri di ripescaggio tra le sei pretendenti. La situazione è complessa e la nuova governance è stata costretta ad affrontarla suo malgrado. Si tratta di problematiche che meritano approfondimenti attenti, l'obiettivo è quello di salvaguardare da un lato la competizione sportiva di B e C, ma anche l'intero calcio italiano e la stessa Figc. Al momento l'unica cosa certa è che la Federcalcio non ricorrerà al Consiglio di Stato, accettando così la sentenza e rimboccandosi le maniche per capire la via migliore. O meglio, il male minore. Con un atto di autotutela la Figc potrebbe scegliere d'ufficio, ma deve prima stabilire i criteri di ripescaggio, la graduatoria e successivamente capire anche cosa fare dell'Entella. Servirà un'impresa diplomatica per evitare le richieste danni degli scontenti: «Eravamo stati buoni profeti, ora verificheremo chi dovrà risponderne», tuona Cosimo Sibilia, vicepresidente Figc in pectore. L'effetto a cascata sulle due leghe coinvolte ha prodotto subito il rinvio delle gare di serie C previste ieri. Nel frattempo la Lega di B ha convocato d'urgenza un'assemblea straordinaria oggi a Milano. Proprio il presidente Balata e i suoi club hanno forzato la mano ad agosto e ora sono sulla graticola. Il campionato quantomeno tornerà a 22 squadre.
All’orizzonte si profila uno scenario surreale considerando che da domani la serie B giocherà la nona giornata, mentre la serie C ha già disputato 8 turni. Con un calendario già fitto di suo, andare a programmare tutti i recuperi del caso si annuncia operazione non semplice, senza dimenticare che le eventuale ripescate si ritroveranno fra i cadetti con una rosa costruita per un altro campionato mentre le stesse formazioni di B potrebbero essere chiamate a disputare sei partite in più.