Il teatino Ciccone brilla sulle montagne: nel 2016 professionista

PESCARA. C'è un ciclista abruzzese che vince fuori regione. Giulio Ciccone, 20enne nativo di Chieti e tesserato con i colori bianconeri del Team Colpack, è balzato ai vertici nazionali per due...
PESCARA. C'è un ciclista abruzzese che vince fuori regione. Giulio Ciccone, 20enne nativo di Chieti e tesserato con i colori bianconeri del Team Colpack, è balzato ai vertici nazionali per due successi conseguiti a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro. Prima si è imposto al Gran Premio Città di Bosco Chiesanuova, nel Veronese, per poi ripetersi sempre in Veneto nella prestigiosa Bassano-Monte Grappa. Ma tutta la stagione può considerarsi positiva per lo scalatore di origine teatina che è riuscito a cogliere numerosi piazzamenti di rilievo come la piazza d’onore ieri a Vinci, in Toscana, il secondo posto alla cronoscalata Gardone-Prati di Caregno, il quinto posto al Gran Premio di Capodarco e il sesto posto finale nella classifica generale del Giro della Valle d'Aosta, dove è giunto secondo nella tappa con arrivo a Cervinia con la conquista della maglia di miglior scalatore. E'stato inoltre protagonista al Tour de l'Avenir, per il quale era stato selezionato all'ultimo momento e dove è stato costretto al ritiro a causa di una caduta proprio nella frazione conclusiva, quando occupava la sesta posizione. «Il ciclismo per me è uno stile di vita. Da quando ti alzi la mattina a quando vai a letto la sera, qualunque cosa la fai per diventare un corridore», ama ripetere Ciccone, che ora risiede nel Bergamasco. «Mi sono avvicinato al ciclismo da bambino perché questo sport mi ha sempre appassionato. Ricordo a 8 anni le prime pedalate sulla biciclettina con mio padre che mi incoraggiava. Provai a correre con la Free Bike di Chieti e arrivarono subito i primi risultati, tanto che decisi di continuare».
Giulio Ciccone, che diventerà professionista nel 2016, ha già raggiunto l'accordo con la Bardiani-CSF. Il corridore assistito dalla procuratrice Rossella Dileo terminerà la stagione facendo ancora esperienza tra i dilettanti per poi tentare il grande salto. «In questa disciplina bisogna essere pronti a tutto. Ricordo quando mi hanno chiamato per far parte del sestetto italiano al Tour de l'Avenir. Ero tra le riserve, ma la sera prima del via sono stato convocato, quasi non ci credevo. Invece ho preparato al volo la valigia e mi sono ritrovato di colpo con la Nazionale in una delle competizioni più importanti per gli under 23. Non avevo mai corso all'estero e, soprattutto, non avevo mai indossato la divisa azzurra, neanche tra gli Juniores. Stavo bene e se non fossi caduto sarebbe andata ancora meglio». Il prossimo appuntamento di prestigio è fissato per il 13 settembre, in occasione della World Cup di Val di Fassa Bike, una gara internazionale a Moena.
Marco Ratta
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