Impresa Fognini Vola agli ottavi nel giorno dei big

14 Maggio 2015

Il ligure concentrato esalta il pubblico romano Sfiderà Berdych. Spettacolo e campioni al Foro

ROMA. C’erano venticinque singolari in programma ieri al Foro Italico. C’era Nadal, c’era Federer, c’era Murray, c’era Venus Williams. C’era un menu da leccarsi i baffi, ma tutti volevano vedere uno, e soltanto un incontro: Fognini-Dimitrov. Anche Sara Errani contro la McHale, ma l’interesse di tutti era per il ligure.

Non si può spiegare, altrimenti, l’intero pubblico del Parco del Foro Italico fermo nei pressi del campo Pietrangeli, con cinque file di persone speranzose che un posto potesse liberarsi, con persone che hanno approfittato dell’ultimo anello del Centrale per vedere il match grazie alla maggiore altezza.

L’attesa è stata ripagata. Fognini ha vinto, ma la verità - incontrovertibile - è che questo giocatore, discusso e criticato quanto si vuole, è nel cuore della gente del tennis. Dopo che Sara Errani è stata sorpresa dalla McHale («Mi dispiace, difendevo la finale del 2014, ma sentivo di non avere forza. La pressione non c’entra, sebbene ci sia stata»), nessun appassionato s’è alzato. Sapeva che se avesse lasciato il posto non l’avrebbe ritrovato. Il perché è semplice: il campo Pietrangeli è stato volutamente lasciato senza seggiolini, a disposizione di chi arriva prima. Una scelta democratica che si è ritorta anche contro il presidente Binaghi che ha rinunciato all’accesso: «Nessuno mi farà spazio...».

Forse avrebbe dovuto essere programmato sul Centrale, che aveva maggiore capienza, ma il direttore del torneo - Sergio Palmieri - ha regalato a Fognini, su sua espressa richiesta, uno stadio da Coppa Davis, e così è stato: i quattromila stipati, cheek to cheek, hanno tifato, sofferto, gioito per le gesta dell’azzurro che ha veramente dato spettacolo senza mai accennare a una sola (no, in realtà una volta la racchetta l’ha scagliata a terra) delle sue famose intemperanze.

«Finalmente ho potuto mostrare il mio vero volto, un Fognini diverso rispetto agli anni passati. Ci tenevo. Ho chiesto io di giocare al Pietrangeli perché volevo vedere fisicamente il pubblico, e volevo che loro vedessero me». È stata una partita intensa, e combattuta. Fognini ha incassato il primo set al tie-break, dopo aver sciupato due set-point e averne salvati tre. Uno score che ha indispettito il bulgaro e ne ha scatenato l’orgogliosa reazione. Non che Fognini gli sia stato da meno, e decisivo è stato il decimo game, con Dimitrov che - sul 5-4 in suo favore e servizio a favore - si ritrovava 0-40 ma si scatenava al servizio pareggiando il conto.

A quel punto più d’uno ha cercato quanto i bookmaker dessero il crollo di Fognini, smentiti dal numero uno italiano. Che, alla faccia di tutti i suoi detrattori, ha mostrato una consistenza da top player ed ha lasciato a zero, di giochi, Dimitrov. Ora gli tocca Berdych, avversario da prendere con le molle ma non certo un tipo impossibile, sulla terra rossa, considerato che proprio su questa superficie vanta le sue due vittorie contro il ceco. «Giocherò di nuovo sul Pietrangeli? A questo punto va bene tutto. L’importante è che mi sento bene». Sarà l’ultimo match della giornata, ma prima non ci sarà da annoiarsi, in questi Internazionali Bnl d’Italia: Wawrinka-Thiem, Isner-Nadal, Venus Williams-Halep, promettono scambi interessanti.

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