IN EUROPA TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE
di ROCCO COLETTI Puntuale, come ogni anno, il calcio italiano resta con la sola Juventus in lizza per le coppe europee. Un film già visto, il solito. L’ultima Champions League vinta resta quella dell’...
di ROCCO COLETTI
Puntuale, come ogni anno, il calcio italiano resta con la sola Juventus in lizza per le coppe europee. Un film già visto, il solito. L’ultima Champions League vinta resta quella dell’Inter nel 2010 e dell’Europa League nemmeno l’ombra, l’ultimo trionfo è ancora quello del Parma nel 1999 quando si chiamava coppa Uefa. Nelle ultime sei stagioni l’eccezione che conferma la regola è quella del 2014-2015 con tre italiane ai quarti di finale. Sì, perché la regola è che a marzo resta solo la Juventus, l’unica a superare l’inverno. Magra consolazione, tra l’altro condita da un malvezzo tipicamente italico, quello del tifo contro: da una parte i bianconeri, il resto d’Italia a sperare nell’eliminazione della Vecchia Signora. Così va in un Paese capace di dividersi su tutto salvo poi cantare l’Inno di Mameli con il groppo in gola. Un anno fa nemmeno un’italiana ai quarti, questa volta una sola in un contesto di sedici squadre pronte al volatone finale. Briciole, mentre l’Europa che conta continua a essere la Spagna (quattro rappresentanti) seguita dalla Germania (tre). In serie A si lotta per andare in Europa, salvo poi rimediare incompiute, pagando i ritardi di un movimento che è in difficoltà. La Lega di A rischia il commissariamento perché, dilaniata dalle liti, non riesce a eleggere una governance. La telenovela del closing del Milan sta facendo spazientire gli stessi tifosi rossoneri; a Palermo si è presentato un italo-americano, Paul Baccaglini, che sostiene di voler fare il presidente, ma che fino a qualche anno fa cercava gloria e visibilità in televisione. Il Genoa ha il record europeo dei giocatori movimentati (137) negli ultimi cinque anni e la serie A di quest’anno passerà alla storia come quella con la quota salvezza più bassa di sempre, il che significa che non è affatto equilibrata e competitiva. Probabilmente, incapace di allenare le big al confronto oltreconfine. Errori, problemi e contraddizioni: il calcio è la fotografia della società civile, il mondo del pallone riflette gli affanni dell’Italia. Un sistema che fa acqua da tutte le parti.
@roccocoletti1
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