Inchiesta sulle false fatturazioni: processo ai big del calcio italiano

6 Novembre 2022

Le richieste dei Pm di Napoli: un anno per De Laurentiis e Galliani. Due anni e otto mesi per Moggi jr  Nel mirino anche il presidente del Pescara Sebastiani (chiesti 13 mesi di condanna): «Nessun illecito»

PESCARA. Alcuni dirigenti delle big del calcio italiano rischiano la condanna nel processo penale che ipotizza fatturazioni illecite nella gestione dei rapporti fra i club e gli agenti dei calciatori negli anni fra il 2009 e il 2014. Dopo quasi dieci anni dall'inchiesta sulle false fatturazioni nel mondo del calcio e dopo quattro di dibattimento, i pubblici ministeri hanno tenuto la loro requisitoria nel processo che si sta svolgendo al tribunale di Napoli. Le richieste vanno da un anno di reclusione per il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, a due anni e otto mesi per l'agente Alessandro Moggi, un anno e un mese per Adriano Galliani, all'epoca dei fatti ad del Milan.
Un anno e nove mesi la pena richiesta per l’agente Riccardo Calleri. Tutti hanno sempre respinto le accuse e si preparano ora a replicare attraverso le arringhe dei loro difensori. Tra i dirigenti nel mirino, c’è anche il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, per il quale è stato chiesto un anno e un mese di condanna. La sentenza è prevista per il 2 febbraio. «Siamo non tranquilli, ma tranquillissimi», ha fatto sapere il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, al quale viene contestata l’operazione riguardante l’ingaggio dell’attaccante colombiano Fernando Quintero, che vestì la maglia del Pescara, in serie A, nel campionato 2012-2013. «L'inchiesta fu aperta per l'intermediazione di un procuratore. Noi abbiamo pagato una commissione su Quintero e la Procura ritiene che quella non era la commissione, ma un fringe benefit», spiega Sebastiani. «Tutta la documentazione relativa all’operazione-Quintero è passata per carte federali e mandati ufficiali depositati in Federcalcio da parte dell’agente», sottolinea Sebastiani, respingendo le accuse.
I fatti risalgono al periodo che va dal 2009 al 2014 e secondo la ricostruzione fatta in aula dall'accusa, Stefano Capuano e Danilo De Simone, che sono nel pool che indaga sui reati connessi al mondo del calcio, le squadre, i calciatori e il loro procuratori avevano ideato un meccanismo per guadagnare in maniera illecita perché – secondo l'accusa - quando si stipulavano i contratti di compravendita, i procuratori diventavano consulenti dei club acquirenti e i calciatori risparmiavano consistenti somme di denaro che, grazie ad operazioni fittizie e false fatturazioni milionarie, venivano addebitate alle squadre. Per diversi presidenti ed ex patron di club di serie A, la Procura ha invece chiesto l'assoluzione. Si tratta del presidente della Lazio, Claudio Lotito, l’ex presidente del Chievo Luca Campedelli e l’ex presidente della Fiorentina Andrea Della Valle. Richiesta di assoluzione anche per tutti i calciatori coinvolti, come Lavezzi, ex bomber del Napoli.(r.s.)