Iscrizioni, costi invariati ma i club fanno fatica

C’è il rischio di una nuova estate di defezioni: solo 28 domande di ripescaggio dall’Eccellenza fino alla Seconda categoria. Il 20 luglio si farà un primo bilancio
LANCIANO. Per avere un quadro ben preciso della situazione bisognerà attendere il 20 luglio prossimo, il giorno in cui scadranno le domande di iscrizione ai principali campionati dilettantistici della regione.
Solo allora, infatti, sarà possibile sapere con precisione quante società, tra rinunce e fusioni varie, non torneranno in campo nella nuova stagione agonistica. Inutile farsi illusioni: da questo punto di vista anche l'annata che va a cominciare farà registrare diverse defezioni. Figlie di una perdurante crisi economica che non ha di certo risparmiato il settore sportivo, e calcistico in particolare.
In tal senso, non promette nulla di buono il decremento relativo al numero dei club che hanno presentato domanda di ripescaggio presso il comitato regionale della Figc: 28 contro le 38 della stagione 2014/2015.
A complicare il quadro ha poi contribuito la recente direttiva della Figc che, complice il cospicuo taglio effettuato dal Coni ai danni del calcio (circa 20 milioni di euro), ha invitato i vari comitati regionale a considerare l'eventualità di applicare delle maggiorazioni alle tasse di iscrizione ai campionati, dilettantistici e giovanili, di loro competenza.
«Ipotesi», rivendica con orgoglio Daniele Ortolano, presidente della Figc Abruzzo, «che noi non abbiamo preso in considerazione, come del resto facciamo da diversi anni a questa parte, visto che almeno per quel che riguarda questo comitato, sono diversi anni che le tariffe applicate alle società sono sostanzialmente invariate. Anzi, in alcuni casi, come ad esempio per le spese di gestione, tipo quella riguardante la rete informatica (per un esborso totale vicino ai 30.000 euro), a farsene carico è stato proprio il comitato, evitando così di gravare ulteriormente sui club affiliati, come avviene da altre parti. Del resto», aggiunge Ortolano, «in una simile situazione congiunturale, non si può certo pretendere l'impossibile dai nostri dirigenti, la maggior parte dei quali fa già adesso i salti mortali pur di mandare avanti la propria baracca. Certo, c'è anche una minoranza che si lamenta, per poi spendere cifre spropositate pur di aggiudicarsi giocatori di categoria superiore, ma si tratta, come detto, di eccezioni, rispetto alla regola. Rappresentata in larga parte da dirigenti animati da grande passione. La stessa che li spinge, domenicalmente e per otto/nove mesi all'anno, a sacrificare gli affetti familiari e le loro uniche giornate libere da impegni di lavoro, pur di tenere in vita, nei rispettivi paesi, l'attività calcistica. Sacrifici che questo comitato apprezza tantissimo, cercando, nei limiti del possibile, di venire loro incontro, da ogni punto di vista».
In tale ottica va infatti inquadrata la scelta, riguardante nello specifico il campionato regionale di calcio a 11 femminile, di esentare dai diritti di iscrizione non solo (come in passato) le squadre di nuova affiliazione, ma anche le cosiddette squadre "di riserva", che per la prima volta vi partecipano. Per queste ultime, poi, il risparmio è davvero notevole, trattandosi di ben 600 euro in meno su un totale di 850. Altra scelta meritoria, anch'essa in vigore da diversi anni, è poi quella di assegnare un contributo in denaro (equivalente alla cifra da sborsare, nei rispettivi campionati d'appartenenza, per i già citati diritti di iscrizione) alle squadre vincitrici la Coppa Italia di Promozione e la Coppa Abruzzo.
Ma non solo, visto che nel novero figurano anche le formazioni classificatesi al primo posto della Coppa Disciplina nei campionati regionali di Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda categoria e serie C femminile, per quel che riguarda il calcio a 11, e di serie C1, C2 e C femminile, per il calcio a 5, mentre nei campionati provinciali di Terza categoria, l'esenzione premia quattro squadre: praticamente una per provincia.
«Un ulteriore modo», sottolinea in conclusione il presidente della Figc Abruzzo, Daniele Ortolano, «per dar loro un aiuto concreto, incentivando al contempo l'aspetto etico e comportamentale, per quel che riguarda, nello specifico, la Coppa Disciplina».
Stefano De Cristofaro
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