Italia in festa per le 40 medaglie Il 23 settembre tutti da Mattarella

13 Agosto 2024

MILANO. Applausi e tanto calore. È stata questa l'accoglienza riservata alle atlete dell'Italvolley femminile, rientrate a Milano Linate dalle Olimpiadi di Parigi con al collo quella medaglia d'oro...

MILANO. Applausi e tanto calore. È stata questa l'accoglienza riservata alle atlete dell'Italvolley femminile, rientrate a Milano Linate dalle Olimpiadi di Parigi con al collo quella medaglia d'oro che non è altro che storia. Ad aspettarle c'erano centinaia di tifosi che hanno chiesto foto e autografi e celebrato un traguardo indelebile. Tante le reazioni della squadra di fronte a questo amore, come quella di Myriam Sylla: «Siamo contente, orgogliose, abbiamo fatto comunque qualcosa di storico". Le medaglie si contano, certo: e fanno 40, come a Tokyo, con due ori in più, tre argenti in più, cinque bronzi in meno e 20 quarti posti (nessuno come noi) che danno l’idea dell’ampiezza del movimento e che per la prima volta saranno premiati dal Quirinale nella cerimonia del 23 settembre assieme ai medagliati. Le ragazze del volley hanno conquistato l’ultimo oro, battendo gli Stati Uniti in finale con una media di 5.5 milioni di telespettatori (40,3% di share) e un picco di quasi 7 milioni (6 milioni e 983mila) alle 14.20, con la metà esatta delle tv degli italiani (50% di share) sintonizzate su Rai2. La zona arrivi di Linate gremita come raramente capita, se non per lo sbarco di trofei importanti. E un oro olimpico è sicuramente quello più luccicante. La più gettonata è la MVP Paola Egonu, ma anche Julio Velasco si lascia trascinare dalla gioia del momento, firmando autografi e concedendosi sempre con il sorriso a tantissimi selfie. «Non ci si abitua mai a vittorie così, questo è l’inizio di un salto di qualità del movimento femminile, importantissimo per la pallavolo per quantità e qualità», spiega il ct azzurro. Il futuro è sempre alle porte ma il presente non va ancora archiviato, anche perché questa Nazionale ha dimostrato una unità e una compattezza fuori dal comune. Velasco, che ricorda come sia stato uno dei primi a credere nelle donne, non scioglie ancora le riserve sul suo futuro da ct delle azzurre: «Penso che resterò, ieri ho solo detto che una riflessione va fatta perché non sono più un ragazzino. Ora mi prenderò una settimana di riposo e non ci sarò per nessuno. Penso che una riflessione ci sarà anche per le ragazze più grandi, poi magari sull’onda dell’entusiasmo resteranno tutte».