Jackson: sono il leader degli Sharks, vorrei restare

24 Aprile 2015

Basket, l’esterno Usa ha sostituito Usher e ha trascinato il Roseto nella A2 unica «Sarò padre e qui con mia moglie stiamo bene. Voglio vincere un campionato»

ROSETO. Il giocatore dell’anno della Mec Energy Roseto è stato senza dubbio Josh Jackson. L’esterno americano di passaporto maltese, arrivato in sostituzione del deludente Usher a campionato iniziato, è stato un grande equilibratore per il gioco degli Sharks visto che, grazie ad una intelligenza cestistica superiore alla media, è riuscito ad incidere nel gioco, migliorando anche le prestazioni dei compagni di squadra.

«Penso sia stata una stagione tutto sommato positiva», dice il play-guardia americano, «visto che abbiamo raggiunto l’obiettivo di approdare alla A2 unica. Si è creata una grande armonia con i compagni, e questo ha reso più semplici le cose, sia dentro che fuori dal campo. E poi ripensando ai tanti infortuni che abbiamo avuto nel corso della stagione il risultato dimostra il buon lavoro fatto da tutti, giocatori e staff tecnico».

Nessun rimpianto quindi? «Tranne che per un paio di partite giocate male, che ci può stare nel corso di una stagione, direi che ogni giocatore si è espresso al massimo», sostiene Jackson, «penso che questo si sia visto sul parquet, poiché ce la siamo sempre giocata contro tutti».

Le statistiche raccontano cifre importanti per Jackson: secondo miglior realizzatore di squadra dietro a Pitts, segnando in media oltre 15 punti, tirando col 45% da 2 e col 43% da tre in 34 minuti di utilizzo.

Ma quello che non raccontano le statistiche è che senza Jackson, la Mec Energy ha vinto solo 1 volta in 9 gare, contando anche lo 0/5 di inizio campionato con Usher al suo posto: quindi l’americano è stato per gli Sharks un giocatore non importante, ma indispensabile. «Penso che a volte senza di me in campo mancasse un giocatore capace di tenere la squadra insieme», spiega il giocatore americano, «sono un tipo che parla tanto sul parquet se vede qualcuno che non sta giocando abbastanza duro, in difesa o in attacco; così come allo stesso modo sono pronto ad ascoltare i compagni se vedono che non sto rendendo al meglio. Forse è proprio questa la spiegazione per le troppe sconfitte nelle ultime 4 gare, che ho saltato per infortunio: è mancata la leadership».

Con queste parole, vien da pensare ad un futuro da allenatore: «A inizio carriera ci pensavo, ma adesso ho cambiato idea, vorrei avere un’attività tutta mia, magari nel campo della moda», prosegue Jackson. «I miei prossimi obiettivi?Voglio arrivare più in alto possibile e magari vincere un campionato prima di ritirarmi. Ma sarebbe anche bello rimanere un altro anno a Roseto con coach Trullo. E anche perché in estate diventerò padre per la prima volta (previsto un fiocco rosa, ndc) e io e mia moglie siamo stati benissimo qui».

Marco Rapone

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