Jesina gela l’Aragona La Vastese ci ricasca: Montani è in bilico
Squadra svuotata e zona play out a 2 punti, oggi summit tra dirigenti e tecnico. Spuntano Colavitto e Dell’Oglio
VASTO. La battuta d’arresto di ieri con la Jesina è destinata a pesare come un macigno sia sulla classifica che sul morale di tutto l’ambiente vastese. Sulla classifica perché subìta in casa, contro una diretta concorrente nella lotta per non retrocedere, presentatasi all'Aragona a pari punti e ora a +3 in graduatoria. Sul morale perché l’aria di contestazione che si è registrata dopo il triplice fischio finale, dentro e fuori lo stadio, testimonia che la piazza non crede più né all’allenatore né alla squadra, rimproverando alla società di aver fallito una stagione che era partita con ben altri auspici. A proposito del tecnico, oggi la dirigenza lo incontra per capire se ci sono le condizioni per andare avanti insieme. Forse Montani avrà un’altra chance nella gara di mercoledì a Recanati, dove non ci saranno per squalifica Leonetti e Capellupo. All’orizzonte spunta l’ex Gianluca Colavitto, che potrebbe essere richiamato in caso di esonero di Montani. Si fa anche il nome di Antonio Dell’Oglio, storico vice di Pino Di Meo (quest’ultimo non potrà allenare fino al termine della stagione, visto che era a Gravina ed è stato esonerato lo scorso novembre).
Purtroppo, quest’anno ogni gara della Vastese è una sofferenza. Ormai è una costante che sta trascinando la squadra biancorossa in un finale di stagione che la scorsa estate neanche il più pessimista degli osservatori avrebbe immaginato così in salita. Perché se è vero che i sogni di gloria di inizio campionato non avevano ragione di esistere, è altrettanto vero che mai e poi mai si sarebbe dovuti arrivare a questo punto, con una squadra che non riesce a tirarsi fuori dalla zona calda della classifica.
Montani sta facendo di tutto pur di salvare il salvabile ma la squadra continua a fare una fatica tremenda contro qualsiasi avversario. La gara di ieri non è altro che la fotografia di una stagione partita male e che rischia di finire peggio. La prestazione è stata imbarazzante dall'inizio alla fine. Una squadra svuotata, priva di idee e con poca forza nelle gambe. Fortunatamente il campionato è ancora lungo, tutto può ancora succedere, ma è chiaro che bisognerà cambiare marcia. Anche se non sarà facile, visto il calendario, con i biancorossi impegnati dopodomani a Recanati e domenica in casa con l'Isernia. L'obiettivo è quello di muovere la classifica. In caso contrario saranno guai. Ieri era una partita da non sbagliare perché l’avversario di turno, già battuto all’andata, era ed è un diretto concorrente nella lotta per non retrocedere. La partita è stata a senso unico, o quasi. Nel primo tempo da registrare solo tre emozioni: al 14’ gli ospiti si vedono annullare per fuorigioco un gol a Villanova. La Vastese ha fatto fatica a rendersi pericolosa e c'è riuscita solo con una azione di Kone, al 29’, che avrebbe meritato miglior fortuna. Fortuna che ha avuto 3’ più tardi Villanova la cui conclusione dalla media distanza si è infilata sotto l’incrocio dei pali di Patania. Nella ripresa la squadra di Montani ha provato a reagire ma si è esposta alle ripartenze degli ospiti, vicini al raddoppio al 5’ e al 6’ con Villanova. In entrambe le circostanze Patania si è dovuto superare. Ed è stato proprio il portiere della Vastese a tenere in partita a lungo i biancorossi. Fino al raddoppio di Ceccuzzi che, di fatto, ha chiuso il match. Nel finale, spazio solo per i fischi di quei pochi tifosi che continuano a credere in questa squadra. In sala stampa musi lunghi e nessuna voglia di parlare. Nel dopo partita non si è visto nessuno. Il presidente Franco Bolami, infuriato, ha lasciato lo stadio dopo il raddoppio degli ospiti. Fabio Montani è rimasto chiuso negli spogliatoi con la sua squadra per oltre un'ora. Fuori lo stadio circa 300 tifosi a contestare tutto e tutti. La società, in definitiva, ha deciso di non far parlare nessuno almeno nelle prossime ore a conferma di un momento molto complicato.
Gaetano Quagliarella
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