Juve, si ferma Ronaldo Il Brescia scopre Balotelli

I bianconeri al Rigamonti senza CR7, non convocato per problemi muscolari Sarri si affida a Dybala, Cuadrado e Bernardeschi. Corini lancia Supermario
TORINO. Per trasformare la sua Juventus da progetto a realtà, Maurizio Sarri ha bisogno di continuità. Un fattore di crescita molto importante, ma non a ogni costo: con Ronaldo alle prese con «un leggero affaticamento muscolare» e non convocato per la trasferta di stasera a Brescia (ore 21), la cautela è d'obbligo. «Avere continuità è importante in questo momento», conferma l'allenatore bianconero, «ma ci sono altre valutazioni importanti da fare. Inutile andare a cercare infortuni adesso». Il campione portoghese non è stato convocato e resterà quindi a Torino, in vista della Spal e del Bayer Leverkusen. Discorso diverso per Higuain, che sarà a disposizione dopo la brutta botta al naso contro il Verona: «Non ha nessuna frattura, ha solo avuto difficoltà a respirare per via del tampone applicato sabato». Il Pipita dovrebbe partire dalla panchina, salvo sorprese all'ultimo minuto che il Sarri bianconero ha imparato a regalare stravolgendo le convinzioni del passato: al Rigamonti l'attacco sarà l'inedito tridente formato da Dybala, apparso in crescita, affiancato da Cuadrado e Bernardeschi. Senza Ronaldo – che ieri non ha partecipato alla cerimonia del Best Fifa Football Award 2019 (vinto da Messi) perché rimasto a Torino per curare l'affaticamento all'adduttore – potrà fermarsi un giro anche Matuidi, l'equilibratore in grado di leggere i movimenti del portoghese: «In questa fase è diventato importantissimo per noi per motivi tattici». Meglio preservarlo per il ciclo decisivo per l'Europa e per l'Italia: prima il Bayer, quindi l'Inter di Conte. Pensare al futuro non deve però far distogliere l'attenzione dal presente, dal Brescia di Corini, per non vivere di nuovo attimi di paura come successo con il Verona: «Una partita insidiosa», avverte Sarri, «affrontare queste squadre, che sono molto in salute, in questo momento è pericoloso. Il Brescia è una squadra organizzata, esprime un calcio piacevole. In questo momento è pericolosa, è una neopromossa che sta facendo bene, è in condizione e l'esordio di Balotelli può dare altro entusiasmo all'ambiente».
È la settimana della verità per Marco Giampaolo e il Milan. La società fa quadrato attorno al gruppo – a cui chiede di più, pur riconoscendone l'impegno – ma la trasferta di giovedì col Torino e la successiva gara di domenica sera contro la Fiorentina diranno molto sul destino del tecnico, a cui la dirigenza ha intanto però garantito «massimo supporto» per cercare di invertire presto la rotta. Fiducia sì, ma non illimitata. Già prima della pausa per le nazionali di ottobre, Boban – che non ha mai negato il desiderio di vedere in campo i nuovi arrivati – vuole constatare un netto miglioramento, soprattutto nelle prestazioni, il vero elemento sconcertanti di questo avvio di stagione: il Milan infatti è la squadra dell'intera Serie A che ha realizzato meno tiri nello specchio della porta avversario, appena 9 in 4 gare, ed è il peggior attacco, al pari di Sampdoria e Udinese.
Angelo Caradonna

