Juve, tonfo clamoroso. Milan, ko e rabbia Agnelli: «Mi vergogno, ma Allegri resta»

I bianconeri in crisi vanno al tappeto in casa del Maccabi Haifa, eliminazione a un passo. L’allenatore: adesso tutti in ritiro Il Chelsea e l’arbitro affossano il Milan: il rosso a Tomori in avvio pesa sul risultato. Pioli amaro: «Episodio determinante»
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MACCABI HAIFA (4-3-3): Cohen 7; Sundgren 6.5, Batubinsika 6.5, Goldberg 6.5, Comud 6.5 (26’st Menachem 6); Lavi 6, Mohamed 6.5 (41’st Tchibota sv), Chery 7; Atzili 8 (21’st Seck 6), Pierrot 6.5 (41’st Rukavytsya sv), David 6.5 (26’st Abu Fani 6). All.: Bakhar.
JUVENTUS (4-4-2): Szczesny 6; Danilo 5.5 (23’st Kean 5.5), Bonucci 4.5, Rugani 5, Alex Sandro 5 (29’st Soulé sv); Cuadrado 5, Paredes 4 (1’st Locatelli 5), McKennie 4.5 (1’st Kostic 5), Rabiot 5.5; Vlahovic 5, Di Maria 5.5 (24’pt Milik 5). All.: Allegri
Arbitro: Lahoz (Spagna)
Reti: 7’ e 42’pt Atzili
Note: ammoniti: Bonucci, Cornud, McKennie, Locatelli. Angoli: 9-6 per la Juventus. Recupero: 2’; 4’.
HAIFA (ISRAELE)
È un incubo che non finisce mai quest'anno per la Juve, che cade anche in Israele e ora è tempesta totale. Con tre soli punti nel girone le possibilità di passare agli ottavi di Champions sono ridotte al lumicino. Il 2-0 firmato Atzili manda in crisi i bianconeri e Allegri, sempre più nel mirino della critica e sempre più vicino all'eliminazione dalla coppa più prestigiosa. E, anzi, ora è pure in dubbio la “retrocessione” in Europa League, con gli israeliani che agganciano Bonucci e compagni. In più, c'è la tegola Di Maria, uscito per l'ennesimo problema muscolare. E in campionato, con la squadra all'ottavo posto, incombe un derby in casa del Torino che è partita delicatissima. A fine partita il primo a presentarsi davanti ai microfoni è il presidente Andrea Agnelli: «Sappiamo che c’è da provare vergogna, c'è da chiedere scusa ai tifosi che in questo momento fanno fatica a girare per strada e questo lo capiamo», dice il numero dei bianconeri. «Oggi è una serata difficile, diciamo che è un periodo difficile, che va analizzato nel suo contesto. Uno dei momenti più difficili. È il momento dell'assunzione di responsabilità. Io sono qua per questo, anche perché provo vergogna per quello che sta succedendo. Sono estremamente arrabbiato, però anche consapevole che il calcio è uno sport di squadra: si vince e si perde in undici, da qui vogliamo ripartire».
E sulla posizione di Allegri è perentorio: «Non è assolutamente in discussione. Non ci sono responsabilità individuali, non può essere colpa dell’allenatore se non riusciamo a vincere un tackle. La Juve le verifiche le ha sempre fatte a fine anno. Se vogliamo mettere un orizzonte temporale è quello, fine stagione. Faccio fatica a pensare a un cambio di allenatore: l’allenatore è Allegri e rimarrà lui».
«Agnelli ha ragione quando dice che dobbiamo vergognarci», analizza Max Allegri. «Soprattutto per il primo tempo, dove non abbiamo fatto nulla e ci hanno messo in difficoltà dall'inizio. C'è solamente da fare silenzio dopo questa prova brutta. Ora andremo tutti in ritiro fino al derby. Giochiamo troppo singolarmente e non mi piace, non è un discorso tecnico. La questione è quella di tornare a giocare di squadra, non è giusto di fare prestazioni così. Dimissioni? Non ci ho mai pensato, quando una sfida diventa più difficile è ancora più bella, bisogna uscire da questo momento con coraggio, voglia e passione».
Angelo Caradonna
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MACCABI HAIFA (4-3-3): Cohen 7; Sundgren 6.5, Batubinsika 6.5, Goldberg 6.5, Comud 6.5 (26’st Menachem 6); Lavi 6, Mohamed 6.5 (41’st Tchibota sv), Chery 7; Atzili 8 (21’st Seck 6), Pierrot 6.5 (41’st Rukavytsya sv), David 6.5 (26’st Abu Fani 6). All.: Bakhar.
JUVENTUS (4-4-2): Szczesny 6; Danilo 5.5 (23’st Kean 5.5), Bonucci 4.5, Rugani 5, Alex Sandro 5 (29’st Soulé sv); Cuadrado 5, Paredes 4 (1’st Locatelli 5), McKennie 4.5 (1’st Kostic 5), Rabiot 5.5; Vlahovic 5, Di Maria 5.5 (24’pt Milik 5). All.: Allegri
Arbitro: Lahoz (Spagna)
Reti: 7’ e 42’pt Atzili
Note: ammoniti: Bonucci, Cornud, McKennie, Locatelli. Angoli: 9-6 per la Juventus. Recupero: 2’; 4’.
HAIFA (ISRAELE)
È un incubo che non finisce mai quest'anno per la Juve, che cade anche in Israele e ora è tempesta totale. Con tre soli punti nel girone le possibilità di passare agli ottavi di Champions sono ridotte al lumicino. Il 2-0 firmato Atzili manda in crisi i bianconeri e Allegri, sempre più nel mirino della critica e sempre più vicino all'eliminazione dalla coppa più prestigiosa. E, anzi, ora è pure in dubbio la “retrocessione” in Europa League, con gli israeliani che agganciano Bonucci e compagni. In più, c'è la tegola Di Maria, uscito per l'ennesimo problema muscolare. E in campionato, con la squadra all'ottavo posto, incombe un derby in casa del Torino che è partita delicatissima. A fine partita il primo a presentarsi davanti ai microfoni è il presidente Andrea Agnelli: «Sappiamo che c’è da provare vergogna, c'è da chiedere scusa ai tifosi che in questo momento fanno fatica a girare per strada e questo lo capiamo», dice il numero dei bianconeri. «Oggi è una serata difficile, diciamo che è un periodo difficile, che va analizzato nel suo contesto. Uno dei momenti più difficili. È il momento dell'assunzione di responsabilità. Io sono qua per questo, anche perché provo vergogna per quello che sta succedendo. Sono estremamente arrabbiato, però anche consapevole che il calcio è uno sport di squadra: si vince e si perde in undici, da qui vogliamo ripartire».
E sulla posizione di Allegri è perentorio: «Non è assolutamente in discussione. Non ci sono responsabilità individuali, non può essere colpa dell’allenatore se non riusciamo a vincere un tackle. La Juve le verifiche le ha sempre fatte a fine anno. Se vogliamo mettere un orizzonte temporale è quello, fine stagione. Faccio fatica a pensare a un cambio di allenatore: l’allenatore è Allegri e rimarrà lui».
«Agnelli ha ragione quando dice che dobbiamo vergognarci», analizza Max Allegri. «Soprattutto per il primo tempo, dove non abbiamo fatto nulla e ci hanno messo in difficoltà dall'inizio. C'è solamente da fare silenzio dopo questa prova brutta. Ora andremo tutti in ritiro fino al derby. Giochiamo troppo singolarmente e non mi piace, non è un discorso tecnico. La questione è quella di tornare a giocare di squadra, non è giusto di fare prestazioni così. Dimissioni? Non ci ho mai pensato, quando una sfida diventa più difficile è ancora più bella, bisogna uscire da questo momento con coraggio, voglia e passione».
Angelo Caradonna

