Juve, un flop da 18 milioni Allegri nel mirino dei tifosi

Il mancato accesso ai quarti di Champions si ripercuote anche sulle casse del club La società può chiudere il bilancio con un passivo pesante. Locatelli, stop per Covid
TORINO. Speranze sono riposte ancora nell'Atalanta e nella Roma, ma nell'Europa di serie B; in quella che conta, la Champions League, delle italiane non c'è più traccia. I bergamaschi e il Milan hanno alzato bandiera bianca già ai gironi, l'Inter è uscita contro la corazzata Liverpool, mercoledì la debacle più rumorosa, quella della Juventus di Allegri fuori agli ottavi contro il Villarreal, come quella di Sarri contro il Lione e di Pirlo contro il Porto. Un fallimento che, a una settimana dagli spareggi per il Mondiale, preoccupa parecchio, perché a finire sul banco degli imputati è il calcio italiano e un campionato ormai lontano parente di quello che attirava i campioni di tutto il mondo. «Capisco cosa hanno provato i tifosi, l'unica cosa da fare è chiedere scusa», scrive sui social Bonucci, costretto per la prima volta in carriera a «vivere questo tipo di partite da fuori». Alla Continassa è di nuovo tempo di riflessioni e di programmazione, anche se il rischio è di partire di nuovo da zero. Sarri aveva l'alibi di aver disputato una Champions inframezzata dal Covid, Pirlo aveva l'attenuante di essere un esordiente. Allegri è forse quello ad avere meno scuse di tutti, a maggior ragione con il mercato di riparazione che la Juve aveva deciso di condurre. Soldi veri e investimenti subito, con Vlahovic e Zakaria costati tra parte fissa e bonus quasi 100 milioni di euro. E se le casse del club erano già in affanno, ora si faranno altri conti su perdite e bilanci in rosso per una campagna europea disastrosa. La qualificazione ai quarti avrebbe portato 18 milioni nelle casse bianconere. Tra l’eliminazione agli ottavi e il passaggio ai quarti di finale, infatti, ballano 12 milioni circa solo legati ai premi garantiti dall’Uefa. Il tutto senza considerare un ulteriore incasso dal botteghino: la stima è che una ulteriore sfida allo Stadium nei quarti con l’impianto al 100% sarebbe potuta valere circa 3,5 milioni di euro di incasso, per un totale di oltre 15 milioni. Ai quali va aggiunto anche il potenziale impatto di alcuni bonus: Adidas, ad esempio, prevede “incentivi e premi legati alla performance di Juventus per un importo complessivo variabile annuo fino a 3,7 milioni”. Se fosse andata avanti in Europa, con i 18 milioni in più dei quarti, la società presieduta da Andrea Agnelli avrebbe potuto ridurre una perdita di bilancio che, al momento, risulta essere pesantissima : attorno ai 200 milioni.
Il tecnico Massimiliano, nonostante la rabbia dei tifosi che gli hanno riservato l'hashtag «#AllegriOut», appare saldamente in sella. Toccherà a lui costruire la Juve del futuro, tra poche certezze e tanti punti interrogativi. Se Vlahovic non si tocca, Dybala resta in bilico per le questioni contrattuali, Morata è sempre in prestito con diritto di riscatto dall'Atletico Madrid, mentre De Ligt ha una valutazione che permetterebbe al club di limitare i danni economici. Oltre a Bonucci Mancini rischia di non avere Locatelli. Il centrocampista è in isolamento da ieri a causa del Covid. Un problema in più non solo per Allegri, ma anche per il Ct: nei prossimi dieci giorni, a prescindere dalle assenze, l'Italia dovrà evitare un'altra apocalisse mondiale. In Champions, invece, le nostre squadre ci riproveranno l'anno prossimo. Come da troppe stagioni a questa parte.
Angelo Caradonna

