Kastanos: io, CR7 e la caccia A Pescara per il colpo serie A

Il cipriota: «Ronaldo è super, mi sento italiano e punto alla promozione»
PESCARA. Il mirino lo ha sistemato, ora vuole sparare il colpo decisivo, quello per la serie A. Grigoris Kastanos, 21 anni, centrocampista cipriota del Pescara è uno dei volti nuovi del Delfino targato Zauri. Ama la caccia, la musica greca, è cresciuto nella Juventus, accanto a Cristiano Ronaldo, e sogna di diventare come Luka Modric del Real Madrid. Nato a Nicosia, vive a Paralimni nella zona greco-cipriota, a poca distanza dalla buffer zone, la linea verde cipriota, ovvero l'area demilitarizzata istituita dall'Onu nel 1974 lungo la linea del cessate il fuoco che si stabilì dopo l'intervento militare nell'isola da parte dell'esercito turco. Kastanos, che è in prestito dalla Juve fino al 30 giugno, si è raccontato al Centro, tra passato, aneddoti bianconeri e il sogno serie A.
Kastanos, che bilancio si sente di tracciare finora?
«Positivo, assolutamente. Ero stato qui già nel 2016-2017, in serie A, e, quest’anno, quando mi hanno prospettato il ritorno a Pescara ho detto subito di sì. Scelta migliore non potevo farla, anche se adesso dobbiamo risalire la classifica perché abbiamo perso alcuni punti per strada».
Centrocampista, trequartista e attaccante. È un jolly preziosissimo.
«Mi manca soltanto di giocare in difesa. Da quando sono in Italia ho ricoperto tutti i ruoli, però preferisco giocare a centrocampo, mezzala o mediano non fa differenza. Da playmaker devo imparare ancora un po’, ma sono qui anche per crescere».
Come e quando è arrivato in Italia?
«Giocavo nella squadra della mia città, il Paralimni, che si trova a 90 km dalla capitale Nicosia. Sono arrivato in Italia a 16 anni, ero andato all’Udinese per un provino e mi avevano praticamente preso. Poi, però, in una gara con la Nazionale contro la Germania, fui notato dalla Juventus. Sono andato a Torino e la Juve mi ha subito fatto firmare cinque anni di contratto. Un sogno diventato realtà, visto che l’anno scorso ho fatto anche l’esordio in serie A con la maglia della Juventus nella gara contro la Spal. Ora spero di tornare nella massima serie, magari col Pescara».
A chi si ispira?
«A Luka Modric del Real Madrid».
Come si spiega il momento di difficoltà del Pescara?
«Durante la stagione momenti del genere possono capitare. Abbiamo perso a Frosinone e adesso domenica con il Trapani dobbiamo vincere per rimetterci in carreggiata. Non siamo una squadra in flessione, lavoriamo sempre al massimo e siamo convinti della nostra forza».
È tornato a Pescara con quali obiettivi?
«Voglio andare in serie A. Quando ho firmato il contratto ho detto al presidente Sebastiani: “Vengo qui per fare cose importanti e provare a vincere il campionato con o senza play off”. Darò sempre il massimo per centrare l’obiettivo».
Quante possibilità ha il Pescara di andare ai play off?
«Tante, perché siamo una squadra forte e possiamo farcela. A parole, però, siamo bravi tutti e adesso dobbiamo dimostrarlo anche sul campo, riprendendo il nostro cammino».
Che campionato di serie B ha scoperto?
«È un torneo duro, però pensavo fosse più fisico invece ho notato che è abbastanza tecnico».
Lei l’anno scorso alla Juventus ha avuto Max Allegri come allenatore. Cosa le ha insegnato?
«Allegri è un maestro, mi ha insegnato tanto e sono cresciuto molto anche allenandomi con grandi campioni. Trovarsi sul campo con Cristiano Ronaldo, Dybala, Pjanic, Bonucci, Chiellini e tanti altri non è una cosa che capita spesso».
Lavorare con Cristiano Ronaldo com’è?
«La prima volta che ho messo piede alla Continassa (il centro sportivo della Juve, ndr) e me lo sono trovato davanti, pensavo di sognare. Cristiano è una persona super fuori e dentro il campo d’allenamento. È un ragazzo stupendo, mi ha dato tanti consigli e spesso rimanevo a tirare i calci di punizione a fine allenamento con lui».
Il calcio a Cipro sta crescendo?
«Sì, parecchio. Il movimento è in crescita, il campionato anche e stanno venendo fuori diversi giovani. Io gioco in Italia, ma ci sono anche altri ragazzi che sono in campionati di livello in Inghilterra, Belgio e Danimarca. I talenti ci sono, però mancano le strutture. Sono sicuro che con il tempo Cipro diventerà una realtà importante».
La sua famiglia vive a Cipro?
«Sì, tutti, tranne mio fratello che vive in Grecia. Mia mamma è dirigente in un’azienda vicino casa, il mio papà lavora nel turismo e mia sorella è una professoressa del liceo. Sono l’unico che si è tuffato nel mondo dello sport. Con tanti sacrifici, perché i miei genitori mi dicevano: “Grigoris, il calcio non ti darà mai da mangiare”. Io ho perseguito il mio obiettivo e adesso mangio bene (ride, ndr)».
Cosa le manca della sua terra?
«Da ragazzino mi mancava tutto, casa, amici, fidanzata e famiglia. Ora però sono cresciuto e mi sono abituato a stare lontano da casa. Vivo in Italia da quasi 6 anni e mi sento anche un po’ italiano. All’inizio ho avuto delle difficoltà con la lingua e facevo fatica a capire gli allenatori durante gli allenamenti. Poi sono andato a scuola, ho imparato l’italiano e adesso lo parlo con grande facilità».
Come si trova in Italia?
«Benissimo, voi italiani siete simili ai ciprioti. Specie i pescaresi. Qui si vive bene, il clima è fantastico e la gente è molto accogliente».
Che hobby coltiva?
«Suono il bouzouki, uno strumento greco che assomiglia alla chitarra. Amo la musica, specie quella greca e spagnola, e mi piace molto la caccia. Quando sono a casa vado spesso a fare qualche battuta, qui in Italia non mi è mai capitato ma prima o poi ci andrò».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

