L’Abruzzo del calcio spopola in panchina

13 Novembre 2024

Con Giampaolo a Lecce sono nove i tecnici sparsi tra serie A, B e C. Appena due club tra i professionisti, ma tanti allenatori

Adesso c’è anche Marco Giampaolo, detto il “maestro” (copyright di Arrigo Sacchi). E sono tre gli allenatori abruzzesi in serie A; altrettanti in B e sempre tre crescono in C. In total nove nel calcio professionistico, come mai in passato. Appena due società in C, ma tanti allenatori sparsi nei campionati principali: l’Abruzzo calcistico è un “fenomeno” da studiare. Una percentuale di allenatori eccezionale in rapporto al numero di abitanti e di club nei professionisti. Tutti con una storia particolare, molti ex centrocampisti, alcuni dal passato illustre e diversi cresciuti tra i dilettanti. Insomma, c’è di tutto. Da Giulianova fino a Francavilla, ma il clou è concentrato a Pescara. Una curiosità: Marco Giampaolo e Roberto D’Aversa sono nati all’estero salvo poi arrivare in Abruzzo in tenera età. Esattamente a Giulianova e a Pescara. Entrambi figli di emigranti.
Il ritorno del “maestro”. Marco Giampaolo è rientrato in serie A a 57 anni. Guida il Lecce al posto di Gotti. «Due anni di assenza sono tanti e dopo una prima pausa, durante la quale mi sono un po’ allontanato, ho ripreso a lavorare. Il lavoro è stato anche mentale, simulando di essere in campo: diciamo che nell'ultimo anno ho lavorato in smart working», ha detto il tecnico giuliese alla presentazione di ieri allo stadio di Via del Mare. Giampaolo a caccia del rilancio dopo le ultime delusioni in panchina. «Lecce», ha proseguito, «per me è una grande opportunità. Ho accettato perché ci sono i calciatori che possono esprimere meglio il mio pensiero. Il mio è stato un sì motivato da argomenti e valutazioni tecniche. La città la visiterò in seguito, perché ora la mia attenzione è solo per la squadra e di questo sono pienamente convinto». Un primo giudizio sul Lecce: «Non l'ho visto dal vivo, l'ho visto», ammette il tecnico, «in tv durante il campionato e l'ho rivisto in maniera dettagliata in questi giorni. Prima di dare un'opinione ho bisogno di allenare. Ho grande voglia di allenare. È necessario conoscere i calciatori, devo entrare in un ambiente nuovo per me, e ho necessità di capire il prima possibile». Ritrova Ante Rebic, che sotto la sua guida potrebbe trovare spazio e rilancio: «L'ho allenato forse un mese al Milan, ed arrivò l'ultimo giorno di mercato. All'epoca», ricorda, «la squadra giocava in un modo poco congeniale alle sue caratteristiche, e lo ricordo come un ragazzo determinato, anche tignoso, 'sporco e cattivò. A Lecce lo ritrovo molto volentieri». Ed ancora: «Oggi si gioca in sedici, non esistono solo gli undici titolari». La differenza tra allenare una big e una squadra che deve salvarsi? «Nessuna differenza», ha osservato il tecnico giuliese, «sul piano del lavoro. La differenza esiste nel circo che gira attorno. In un grande club è necessario vincere, quando lotti per la salvezza sai di essere con l'acqua alla gola. Nelle due situazioni, però, devi metterci sempre del tuo dal punto di vista caratteriale». Alla ripresa del campionato, dopo la sosta per le nazionali, scontro salvezza a Venezia contro i lagunari allenati da Eusebio Di Francesco, di San Giovanni Teatino, che è reduce da risultati negativi. Detto dell’ottimo cammino di Roberto D’Aversa a Empoli, va rimarcata in serie B la parabola di Vincenzo Vivarini “strappato” dal Frosinone al Catanzaro in estate e esonerato a seguito di un avvio di campionato deludente. Tra i cadetti ci sono Fabio Grosso al secondo posto e Luca D’Angelo al terzo. Entrambi pescaresi. Ma se il Sassuolo è programmato per il ritorno in A la sorpresa è vedere lo Spezia in zona promozione. E poi ci sono gli abruzzesi che “crescono” in C. Francesco Tomei sta facendo bene sulla panchina del Picerno dopo che nella passata stagione non gli è stato permesso di chiudere il campionato a Monopoli. Fabio Prosperi, figlio d’arte, il salto tra i professionisti se l’è guadagnato sul campo vincendo il campionato di serie D con la Pianse. E in C sta confermando le sue qualità in panchina dopo un passato da difensore tra C e dilettanti. Ben altra carriera da calciatore ha avuto il rosetano Daniele Di Donato: tanta A e B per lui. Oggi guida il Team Altamura nel girone C di serie C: ha salvato la panchina in un bivio pericoloso nelle scorse settimane e ora sembra ben saldo alla guida della matricola.
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