L’Amatori si interroga sul futuro dopo la precoce eliminazione
PESCARA. Epilogo amaro per l’Amatori, uscita al primo turno dei play off contro il Viola Reggio Calabria. Gara 2 giocata in Calabria non ha rimediato alla sconfitta interna della prima partita, e la...
PESCARA. Epilogo amaro per l’Amatori, uscita al primo turno dei play off contro il Viola Reggio Calabria. Gara 2 giocata in Calabria non ha rimediato alla sconfitta interna della prima partita, e la vittoria per 88-83 fa proseguire il cammino alla squadra di Mecacci e ha chiuso la stagione dei pescaresi.
Non sono stati sufficienti un buon avvio e un’eccellente ultima frazione; il solco scavato nella fase intermedia della gara ha avuto il suo peso sul risultato, nonostante, tra le individualità, la grande prova di Leonzio, autore di 27 punti. Il giorno dopo l’uscita di scena la società sceglie la strada del silenzio, ammanta di riserbo ogni dissertazione su risultati e momento. Una stagione che ha registrato un ottimo girone di andata, con la conquista delle finali di coppa Italia, ed un girone di ritorno altalenante, nel quale si è incrinato il gioco di squadra e più in generale il rendimento dei singoli ha perso la dovuta continuità. L’obiettivo iniziale della conquista dei play off, corroborato dalla prima metà del torneo, è stato centrato; la squadra si è poi persa nella seconda parte della stagione, e nei play off è uscita al primo turno, proprio come nel precedente campionato, quando pure avrebbe avuto il beneficio dell’eventuale gara tre in casa. Nulla da eccepire sul buon lavoro svolto da Stefano Rajola, al secondo anno sulla panchina biancorossa, che per buona parte del campionato è riuscito a massimizzare il rendimento del proprio roster che ha affrontato anche squadre allestite con budget e ambizioni superiori a quelle dei pescaresi. E’ sopravvenuta la mancanza di continuità del gioco nell’ambito dei quaranta minuti e la discontinuità dell’apporto da parte dei singoli, comunque protagonisti di un discreto campionato che però è tramontato sul più bello, anche per episodi imprevedibili, come l’infortunio di Potì che ha influito sulla sconfitta di gara 1, determinante, dopo una partita condotta per lunghi tratti.
L’allungamento del roster a febbraio, con il tesseramento degli under Gay e Pedrazzani, ha necessariamente allungato le rotazioni, ma complessivamente i risultati hanno iniziato a balbettare. Ci si aspettava qualcosa di più dall’apporto dei più esperti, soprattutto nell’attacco sotto canestro, che per molti tratti ha privato l’efficacia del gioco di una parte delle possibili soluzioni offensive.
Ora si passa dalla storia al futuro, con una proprietà che ha annunciato da tempo di lasciare, e il progetto Unibasket (collaborazione con We’Re e Pescara Basket) che, impostato con entusiasmo e salutato come innovativo per lo sviluppo del basket locale, deve ora affrontare un momento di verifica di fine stagione, per valutare come e se proseguirà nel futuro, con la We’Re Lanciano vicina alla promozione in B nella quale sarebbe a fianco della consorella Amatori.
Paolo Toro
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