L’Aquila, difesa di ferro: vetta più vicina Il Chieti non decolla: è fuori dai play off

I rossoblù non hanno subìto gol per l’undicesima volta nella stagione. Il portiere Michielin: «La nostra forza è il gruppo» Per i neroverdi nessuna svolta con il cambio di allenatore: Iezzo è a secco di vittorie. Domenica con il Sora torna Fall
L’AQUILA . Morale alle stelle in casa L’Aquila. La vittoria per 2 a 0 sul Campobasso, la prima con almeno due gol di scarto con Cappellacci in panchina, ha infatti rilanciato le ambizioni di un gruppo sempre più consapevole delle proprie possibilità. A guardare di sfuggita la classifica non sembra in realtà cambiato molto: terza era e terza è rimasta. Anzi, per la prossima partita dovrà anche fare a meno di Ouali, protagonista del parapiglia scoppiato al triplice fischio, con l’arbitro che gli ha sventolato il rosso al pari di Chrysovergis. Poi però si scopre che la distanza dalla vetta si è più che dimezzata e adesso basta un passo falso delle prime per superarle senza neanche mettere la freccia; che al Gran Sasso d’Italia la capolista del girone ha fatto la figura da squadra di metà classifica; che Banegas è sempre Banegas, ma anche gli altri sanno buttarla dentro; e che la prossima sfida con la Vigor Senigallia, per quanto ardua, sarà ancora al Gran Sasso dove L’Aquila è ormai abituata a giocare in dodici. E allora sì che l’entusiasmo in casa rossoblù è più che giustificato.
Per l’undicesima volta nella stagione, L’Aquila non ha subito gol: è la seconda miglior difesa con 16 gol subiti in 21 partite, dietro solo al Fossombrone (13). Merito anche di Matteo Michielin, portiere classe 2005, che, a distanza di un girone esatto dal suo rivedibile esordio in rossoblù, con quell’incertezza in presa alta che propiziò il secondo gol dei molisani all’andata, resta tra le conferme più preziose di quest’anno, suggellate da un paio di interventi decisivi capaci di tenere a galla il risultato. «Sono state due parate ugualmente importanti perché arrivate in momenti delicati della partita», spiega Michielin. «Delle due preferisco quella del primo tempo perché eravamo sullo 0 a 0 e, se avessi preso gol, sarebbe stata tutta un’altra partita. Ma ho coperto bene lo specchio a tu per tu con l’attaccante, che infatti mi ha calciato addosso. La seconda è sembrata più spettacolare perché mi sono dovuto distendere in tuffo nonostante il colpo di testa non fosse forte. Però anche in quel caso eravamo in vantaggio di un solo gol e non potevamo permetterci di farci pareggiare». Sul segreto della tenuta difensiva della squadra ha le idee chiare: «Non è solo merito mio o del reparto arretrato, ma di tutta la squadra, compresi gli attaccanti, che fanno un grande lavoro anche in fase di non possesso». E aggiunge: «Non è un caso se abbiamo la seconda miglior difesa del campionato, anzi lavoriamo molto in settimana per aiutarci l’un l’altro quando sono gli avversari a manovrare il pallone».
Tommaso De Benedictis
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