L’Aquila fuori ai rigori, festa Notaresco

Squadra di casa non al meglio della forma, gli ospiti sfiorano il successo nel finale e passano poi con i tiri dal dischetto
L’AQUILA3
NOTARESCO5
DOPO I CALCI DI RIGORE
L'AQUILA (4-3-3): Raffaelli; Bellardinelli (1’ st Lorenzoni), Cassese, Brunetti, Tavoni; Ouali, Angiulli (30’ st Carbonelli), Del Pinto (5’ st Mantini); Banegas, Galesio (30’ st Alessandro), Bacio Terracino (20’ st Sarritzu). A disposizione: Michielin, Pietropaolo, Alessandretti, Battistoni. Allenatore: Epifani.
NOTARESCO (4-2-3-1): Barzanti; Casella, Antezza, Ferri (20’ st Ranieri), Pientrantonio; D’Aloia, Tringali (10’ st Di Bartolo); Forcini (10’ st Intinacelli), Saccomanni, Bonfiglio (40’ st Braghini); Marrancone (20’ st Campestre). A disposizione: Santarelli, Costantini, Patrizi, Pulsoni. Allenatore: Bruno.
Arbitro: Cavacini di Lanciano.
Sequenza rigori: Pietrantonio (gol), Sarritzu (gol), Ranieri (gol), Carbonelli (gol), Intinacelli (gol), Alessandro (gol), Braghini (gol), Mantini (traversa), Di Bartolo (gol).
Note: ammoniti: Angiulli, Tringali, Pietrantonio, Galesio, Lorenzoni; angoli 3-4; recupero 2’ pt 4’ st; spettatori 1.500 circa.
L’AQUILA
La chiamano “La squadra della gente”, e di gente ieri sera ce n’era davvero tanta per salutare la nuova rosa dell’Aquila prima del turno preliminare di Coppa Italia contro il Notaresco. Tutti in curva i sostenitori aquilani, per volere della società che ha voluto accogliere in questo modo la squadra di Epifani. Un entusiasmo travolgente iniziato poco dopo le 18, quando il sole batteva ancora forte sulle gradinate del Gran Sasso d’Italia-Acconcia. Dirigenza e staff tecnico prima della carrellata dei giocatori. In campo i bambini della scuola calcio, emozionati nel toccare col classico “cinque” le mani degli artefici della promozione in D e quelle dei nuovi arrivati.
Poi, come chiesto da Epifani alla vigilia, gambe nello spogliatoio e testa al match, troppo importante per pensare solo alla festa. La prima emozione arriva al 4’ con Bonfiglio che da sinistra si accentra e calcia ma Raffaelli respinge. L’Aquila risponde al 20’ con una percussione di Ouali che scarica per l’accorrente Banegas ma il destro risulta alto. Due minuti dopo la mezz’ora, lo stesso numero 10 riceve un brutto colpo alla testa dopo un contatto con Pietrantonio: argentino costretto a giocare con vistosa fasciatura. Al 37’ è pericolosa L’Aquila con Bacio Terracino, bravo a recuperare un pallone a centrocampo e a involarsi in area avversaria: Barzanti si salva in due tempi evitando lo svantaggio con l'aiuto del palo. La prima frazione non offre niente altro.
A inizio ripresa Lorenzoni prende il posto di Bellardinelli tra gli aquilani mentre il Notaresco conferma lo scacchiere di inizio gara. Il match non decolla, almeno fino al 16’ quando, da corner, Raffaelli si lascia sfuggire il pallone che Ferri calcia immediatamente ma l’estremo difensore aquilano respinge. Al 23’ fa tutto da solo Banegas liberandosi al tiro col mancino, Barzanti respinge coi pugni l’insidia anticipando anche il tap-in di Galesio. Alla mezz’ora diversi cambi da ambo le parti con Epifani che sceglie Alessandro al posto di Galesio come terminale offensivo. Dall’altra parte, Bruno mette in campo Ranieri, capace anche di dare una mano nel gioco aereo. All’87’ Intinacelli ha sui piedi il pallone del vantaggio ma indirizza sopra la traversa. Occasione davvero grossa per gli ospiti che sembrano più brillanti e lucidi nel finale, mentre L’Aquila non trova gli spiragli giusti per impensierire la retroguardia avversaria. All’ultimo minuto di recupero la disperazione degli ospiti raggiunge i massimi livelli quando, dopo una punizione respinta da Raffaelli coi pugni, Casella calcia al volo trovando la base del palo.
La lotteria dei rigori premia un Notaresco coraggioso che senza timori reverenziali è arrivato al Gran Sasso per giocarsi la partita con i suoi mezzi, spesso e volentieri mettendo in difficoltà i padroni di casa, apparsi poco reattivi e forse in condizione atletica non ottimale. Per L’Aquila resta da ricordare solo l’inizio serata, quando ha festeggiato il ritorno in D. Per il campionato manca poco, bisogna correre ai ripari. Ai teramani applausi con pieno merito: in pochi ci avrebbero scommesso.
Lorenzo Valleriani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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DOPO I CALCI DI RIGORE
L'AQUILA (4-3-3): Raffaelli; Bellardinelli (1’ st Lorenzoni), Cassese, Brunetti, Tavoni; Ouali, Angiulli (30’ st Carbonelli), Del Pinto (5’ st Mantini); Banegas, Galesio (30’ st Alessandro), Bacio Terracino (20’ st Sarritzu). A disposizione: Michielin, Pietropaolo, Alessandretti, Battistoni. Allenatore: Epifani.
NOTARESCO (4-2-3-1): Barzanti; Casella, Antezza, Ferri (20’ st Ranieri), Pientrantonio; D’Aloia, Tringali (10’ st Di Bartolo); Forcini (10’ st Intinacelli), Saccomanni, Bonfiglio (40’ st Braghini); Marrancone (20’ st Campestre). A disposizione: Santarelli, Costantini, Patrizi, Pulsoni. Allenatore: Bruno.
Arbitro: Cavacini di Lanciano.
Sequenza rigori: Pietrantonio (gol), Sarritzu (gol), Ranieri (gol), Carbonelli (gol), Intinacelli (gol), Alessandro (gol), Braghini (gol), Mantini (traversa), Di Bartolo (gol).
Note: ammoniti: Angiulli, Tringali, Pietrantonio, Galesio, Lorenzoni; angoli 3-4; recupero 2’ pt 4’ st; spettatori 1.500 circa.
L’AQUILA
La chiamano “La squadra della gente”, e di gente ieri sera ce n’era davvero tanta per salutare la nuova rosa dell’Aquila prima del turno preliminare di Coppa Italia contro il Notaresco. Tutti in curva i sostenitori aquilani, per volere della società che ha voluto accogliere in questo modo la squadra di Epifani. Un entusiasmo travolgente iniziato poco dopo le 18, quando il sole batteva ancora forte sulle gradinate del Gran Sasso d’Italia-Acconcia. Dirigenza e staff tecnico prima della carrellata dei giocatori. In campo i bambini della scuola calcio, emozionati nel toccare col classico “cinque” le mani degli artefici della promozione in D e quelle dei nuovi arrivati.
Poi, come chiesto da Epifani alla vigilia, gambe nello spogliatoio e testa al match, troppo importante per pensare solo alla festa. La prima emozione arriva al 4’ con Bonfiglio che da sinistra si accentra e calcia ma Raffaelli respinge. L’Aquila risponde al 20’ con una percussione di Ouali che scarica per l’accorrente Banegas ma il destro risulta alto. Due minuti dopo la mezz’ora, lo stesso numero 10 riceve un brutto colpo alla testa dopo un contatto con Pietrantonio: argentino costretto a giocare con vistosa fasciatura. Al 37’ è pericolosa L’Aquila con Bacio Terracino, bravo a recuperare un pallone a centrocampo e a involarsi in area avversaria: Barzanti si salva in due tempi evitando lo svantaggio con l'aiuto del palo. La prima frazione non offre niente altro.
A inizio ripresa Lorenzoni prende il posto di Bellardinelli tra gli aquilani mentre il Notaresco conferma lo scacchiere di inizio gara. Il match non decolla, almeno fino al 16’ quando, da corner, Raffaelli si lascia sfuggire il pallone che Ferri calcia immediatamente ma l’estremo difensore aquilano respinge. Al 23’ fa tutto da solo Banegas liberandosi al tiro col mancino, Barzanti respinge coi pugni l’insidia anticipando anche il tap-in di Galesio. Alla mezz’ora diversi cambi da ambo le parti con Epifani che sceglie Alessandro al posto di Galesio come terminale offensivo. Dall’altra parte, Bruno mette in campo Ranieri, capace anche di dare una mano nel gioco aereo. All’87’ Intinacelli ha sui piedi il pallone del vantaggio ma indirizza sopra la traversa. Occasione davvero grossa per gli ospiti che sembrano più brillanti e lucidi nel finale, mentre L’Aquila non trova gli spiragli giusti per impensierire la retroguardia avversaria. All’ultimo minuto di recupero la disperazione degli ospiti raggiunge i massimi livelli quando, dopo una punizione respinta da Raffaelli coi pugni, Casella calcia al volo trovando la base del palo.
La lotteria dei rigori premia un Notaresco coraggioso che senza timori reverenziali è arrivato al Gran Sasso per giocarsi la partita con i suoi mezzi, spesso e volentieri mettendo in difficoltà i padroni di casa, apparsi poco reattivi e forse in condizione atletica non ottimale. Per L’Aquila resta da ricordare solo l’inizio serata, quando ha festeggiato il ritorno in D. Per il campionato manca poco, bisogna correre ai ripari. Ai teramani applausi con pieno merito: in pochi ci avrebbero scommesso.
Lorenzo Valleriani
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