L’Aquila, l’attesa è finita: la D arriva in rimonta Trionfo in un finale folle

27 Marzo 2023

La capolista ribalta il Capistrello e conquista la promozione al 95’ A San Benedetto esplode la gioia dei 600 tifosi, caroselli in città

CAPISTRELLO2
L’AQUILA3
CAPISTRELLO (4-3-1-2): Di Girolamo Mozetti L., Imbriola, Fantauzzi, Di Marco (16’ st Rozzi); De Meis L., De Meis E. (16’ st Di Girolamo D.) Mozetti M.; Mastrone; Carnevali (46’ st Di Girolamo A.), Franchi (31’ st Patrizi). A disposizione: Allaj, Scognamiglio, De Santis, Ciaccia, Salvati. All:Giordani.

L’AQUILA (4-2-3-1): Mascolo; Bellardinelli, Cassese, Brunetti, Tavoni; Diarra (23’ st Mantini), Corticchia; Massetti, Carbonelli (25' st Alessandro), Marchionni (17’ st Sarritzu, 36’ st Rei); Shiba (29’ pt Santirocco). A disposizione: Barbagallo, Pietropaolo, Scipioni, Sorrin. All: Epifani.

Arbitro: Pasquetta di Crema.
Reti: Corticchia al 4’ pt, Franchi su rigore al 3’ st e al 17’ st, Santirocco al 47’ st, Alessandro al 50’ st.
Note: ammoniti De Meis E., Franchi, Mozetti L., Corticchia, Mozetti M., Alessandro. Recupero 1’ e 5’. Spettatori 1000 circa. Partita giocata a San Benedetto.
SAN BENEDETTO DEI MARSI
Nemmeno il migliore degli sceneggiatori avrebbe scritturato un finale come questo. Le emozioni danzano in tre lunghissimi minuti, dal 47’ al 50’ del secondo tempo. Piena, anzi pienissima, zona Cesarini. È qui, in centottanta secondi destinati a finire nella storia del club, che L’Aquila si è presa la promozione aritmetica in serie D, a tre giornate dal termine del campionato. Lo ha fatto con rabbia e tenacia, ribaltando il vantaggio di un grande Capistrello che ha rischiato di rovinare la festa ai circa 600 tifosi arrivati a San Benedetto dei Marsi dal capoluogo. Una prova di orgoglio in un finale reso ancora più “thrilling” dal contemporaneo successo del Giulianova sul Castelnuovo Vomano che, in caso di sconfitta della capolista, avrebbe rimandato la festa almeno di altri sette giorni. Ma L’Aquila, non paga nemmeno a pareggio raggiunto, ha voluto chiudere i giochi per tempo. Troppa era la voglia di festeggiare un traguardo inseguito per cinque anni: dal 2018, con la mancata iscrizione in D, all’indimenticabile pomeriggio del Profeta. Nel mezzo la risalita spalmata in cinque stagioni: i campi impolverati della Prima Categoria, la vittoria in Promozione, la pandemia, le ultime travagliate stagioni in Eccellenza e il sogno sfumato un anno fa ai playoff. L’autore del gol che ha riportato i rossoblù in quarta serie è Jonathan Alessandro, rientrato ieri dopo una stagione tartassata dagli infortuni. Prima ancora, era stato Nicola Santirocco (subentrato all’infortunato Shiba in avvio di gara) a riportare in vita i suoi, dopo una partita condotta per larghi tratti, ma che il Capistrello stava vincendo con onore grazie alla doppietta di Antonio Franchi (migliore in campo per distacco), che aveva a sua volta ribaltato il vantaggio ospite di Niccolò Corticchia. Fuochi d’artificio, montagne russe, fate voi. Di certo quella del Profeta è stata una partita vera. Ai granata di Gianluca Giordani va l’onore delle armi: i marsicani non hanno steso nessun tappeto rosso alla regina in pectore del campionato e per poco non riusciva lo sgambetto. Nel finale succede di tutto: l’impianto fatica a contenere l’entusiasmo degli ultras aquilani e ne fa le spese la povera recinzione del settore ospiti. Invasione di campo in piena regola già dopo il pareggio di Santirocco, qualche attimo di tensione con i tifosi “locali”, poi la situazione torna serena. Ma è il Capistrello a lanciare una bordata nei confronti della tifoseria rossoblù attraverso un post (poi rimosso) su Facebook: «Uno spettacolo indecoroso, indegno. Rete di recinzione divelta, invasione di campo, insulti e provocazioni di ogni genere al nostro indirizzo». Non si salva nemmeno l’arbitro: «Alla tentata invasione di campo, anziché sospendere la partita, ha fatto finta di nulla». Preannunciato ricorso. Un festa, insomma, ma non per tutti.
Luca Pulsoni
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