L’Aquila scaccia i fantasmi Banegas-gol piega il Sora

Buona la prima di Cappellacci (in tribuna), vittoria dei rossoblù in 10 uomini
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L’AQUILA (4-3-3): Michielin 6; Bellardinelli 6,5, Cassese 6 (15’ st Alessandretti 6), Brunetti 6,5, Tavoni 6; Ouali 6,5, Angiulli 6 (15’ st Mantini 6), Del Pinto 6,5; Banegas 6,5 (43’ st Lorenzoni sv), Galesio 6 (36’ st Persiani 6), Sarritzu 6,5 (21’ st Carbonelli 6,5). A disposizione: Raffaelli, Pietropaolo, Mastrone, Battistoni. Allenatore: Durastante (Cappellacci in tribuna).
SORA (4-4-2): Crispino 6; Ippoliti 6, Mastrantoni 5,5, Gemini 6 (30’ st Vespa 5,5), Veron 6 (43’ st Di Prisco sv); Jirillo 5,5, Tribelli 6 (20’ st Cancelli 6), Digilio 5,5, Fortunato 6; Gagliardi 5 (1’ st Mascella 5,5), Palma 5,5 (20’ st Gubellini 6). A disposizione: Salvati, Belloisi, Giordano, Martey. Allenatore: Campolo.
Arbitro: Petraglione di Termoli.
Rete: 41’ st Banegas.
Note: spettatori 2.500, di cui 260 ospiti. Espulso Ouali al 27’ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Tavoni, Mantini, Veron, Jirillo, Digilio.
L’AQUILA
L’Aquila torna a vincere in casa contro un Sora mai domo, capace di tenere scacco ai rossoblù fino al 41’ st quando Banegas, da vero bomber d’area, sfrutta un rimpallo in area piccola e col mancino decide una gara che si era fatta davvero complicata. Cappellacci è costretto a sedersi in tribuna per alcuni dettagli legati al suo tesseramento e allora tocca a Durastante (già vice dell’esonerato Epifani) guidare i rossoblù in panchina decidendo per il rodato 4-3-3. Sora, con più di 250 tifosi al seguito, con un 4-4-2 ordinato con Palma e Gagliardi come terminali offensivi. Dal 5’ al 7’ i laziali ci provano per ben due volte: prima è Digilio a sfruttare un buco sulla tre quarti, ma la sfera esce fuori dallo specchio dopo il suo destro e poco dopo è Tribelli a impensierire Michielin che per sua fortuna trova solo compagni di squadra pronti a raccogliere una presa insicura. La risposta rossoblù arriva al 23’ quando Angiulli, col piede debole, prova a sfruttare un rimpallo dal limite dell’area, ma il suo destro prende solo gli applausi dei tifosi di casa. Un minuto dopo la mezz’ora L’Aquila crea l’occasione migliore col solito Sarritzu che scappa via al suo avversario sull’out di sinistra e, appena sul fondo, serve l’assist per Galesio che con il piatto manda a fil di palo. Al 34’ ci prova anche Banegas, ma il suo mancino, pur trovando lo specchio, non crea grossi grattacapi a Crispino. Passano due minuti e una folata di Sarritzu genera il primo corner del match con un tiro-cross che Crispino deve sventare. Sull’angolo seguente Brunetti può colpire di testa in mischia, ma il pallone supera di pochissimo la traversa del Sora. L’Aquila continua a premere: stavolta Banegas vede Angiulli al limite dell’area, il 6 si aggiusta il pallone e col sinistro mira l’obiettivo avversario, ma la palla esce di pochissimo rispetto al palo alla sinistra di Crispino. Il forcing aquilano è continuo e sul finire di primo tempo Ouali ci prova dai 20 metri, ma il suo tiro procura solo un angolo che non sortisce emozioni particolari.
Nella ripresa gli aquilani rientrano in campo con gli stessi effettivi mentre il Sora lascia sotto la doccia Gagliardi dando spazio a Mascella. Al 15’ Durastante fa il doppio cambio con Mantini e Alessandretti che prendono il posto di Angiulli e Cassese rimanendo col 4-3-3, ma dopo 12 minuti è costretto a disegnare nuovamente la squadra per l’inferiorità numerica: Ouali si becca il secondo giallo per un’infrazione a centrocampo e rossoblù costretti al 4-4-1 col solo Galesio in zona offensiva. Al 32’ il Sora prova a far male dalla distanza quando Jirillo prende la mira e con un destro violentissimo coglie il palo pieno con Michielin battuto. Ma nel momento più complicato L’Aquila la sblocca: la percussione di Carbonelli squarcia la difesa di Campolo: il numero 11 viene murato, ma la carambola va a finire sui piedi di Banegas che, dopo un rimpallo, trova lo spiraglio giusto per sbloccare la gara. Esplode il Gran Sasso d’Italia con un boato liberatorio oramai insperato. Domenica si va a Fossombrone per cercare l'ennesima conferma positiva dopo due settimane d’inferno.
Lorenzo Valleriani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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L’AQUILA (4-3-3): Michielin 6; Bellardinelli 6,5, Cassese 6 (15’ st Alessandretti 6), Brunetti 6,5, Tavoni 6; Ouali 6,5, Angiulli 6 (15’ st Mantini 6), Del Pinto 6,5; Banegas 6,5 (43’ st Lorenzoni sv), Galesio 6 (36’ st Persiani 6), Sarritzu 6,5 (21’ st Carbonelli 6,5). A disposizione: Raffaelli, Pietropaolo, Mastrone, Battistoni. Allenatore: Durastante (Cappellacci in tribuna).
SORA (4-4-2): Crispino 6; Ippoliti 6, Mastrantoni 5,5, Gemini 6 (30’ st Vespa 5,5), Veron 6 (43’ st Di Prisco sv); Jirillo 5,5, Tribelli 6 (20’ st Cancelli 6), Digilio 5,5, Fortunato 6; Gagliardi 5 (1’ st Mascella 5,5), Palma 5,5 (20’ st Gubellini 6). A disposizione: Salvati, Belloisi, Giordano, Martey. Allenatore: Campolo.
Arbitro: Petraglione di Termoli.
Rete: 41’ st Banegas.
Note: spettatori 2.500, di cui 260 ospiti. Espulso Ouali al 27’ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Tavoni, Mantini, Veron, Jirillo, Digilio.
L’AQUILA
L’Aquila torna a vincere in casa contro un Sora mai domo, capace di tenere scacco ai rossoblù fino al 41’ st quando Banegas, da vero bomber d’area, sfrutta un rimpallo in area piccola e col mancino decide una gara che si era fatta davvero complicata. Cappellacci è costretto a sedersi in tribuna per alcuni dettagli legati al suo tesseramento e allora tocca a Durastante (già vice dell’esonerato Epifani) guidare i rossoblù in panchina decidendo per il rodato 4-3-3. Sora, con più di 250 tifosi al seguito, con un 4-4-2 ordinato con Palma e Gagliardi come terminali offensivi. Dal 5’ al 7’ i laziali ci provano per ben due volte: prima è Digilio a sfruttare un buco sulla tre quarti, ma la sfera esce fuori dallo specchio dopo il suo destro e poco dopo è Tribelli a impensierire Michielin che per sua fortuna trova solo compagni di squadra pronti a raccogliere una presa insicura. La risposta rossoblù arriva al 23’ quando Angiulli, col piede debole, prova a sfruttare un rimpallo dal limite dell’area, ma il suo destro prende solo gli applausi dei tifosi di casa. Un minuto dopo la mezz’ora L’Aquila crea l’occasione migliore col solito Sarritzu che scappa via al suo avversario sull’out di sinistra e, appena sul fondo, serve l’assist per Galesio che con il piatto manda a fil di palo. Al 34’ ci prova anche Banegas, ma il suo mancino, pur trovando lo specchio, non crea grossi grattacapi a Crispino. Passano due minuti e una folata di Sarritzu genera il primo corner del match con un tiro-cross che Crispino deve sventare. Sull’angolo seguente Brunetti può colpire di testa in mischia, ma il pallone supera di pochissimo la traversa del Sora. L’Aquila continua a premere: stavolta Banegas vede Angiulli al limite dell’area, il 6 si aggiusta il pallone e col sinistro mira l’obiettivo avversario, ma la palla esce di pochissimo rispetto al palo alla sinistra di Crispino. Il forcing aquilano è continuo e sul finire di primo tempo Ouali ci prova dai 20 metri, ma il suo tiro procura solo un angolo che non sortisce emozioni particolari.
Nella ripresa gli aquilani rientrano in campo con gli stessi effettivi mentre il Sora lascia sotto la doccia Gagliardi dando spazio a Mascella. Al 15’ Durastante fa il doppio cambio con Mantini e Alessandretti che prendono il posto di Angiulli e Cassese rimanendo col 4-3-3, ma dopo 12 minuti è costretto a disegnare nuovamente la squadra per l’inferiorità numerica: Ouali si becca il secondo giallo per un’infrazione a centrocampo e rossoblù costretti al 4-4-1 col solo Galesio in zona offensiva. Al 32’ il Sora prova a far male dalla distanza quando Jirillo prende la mira e con un destro violentissimo coglie il palo pieno con Michielin battuto. Ma nel momento più complicato L’Aquila la sblocca: la percussione di Carbonelli squarcia la difesa di Campolo: il numero 11 viene murato, ma la carambola va a finire sui piedi di Banegas che, dopo un rimpallo, trova lo spiraglio giusto per sbloccare la gara. Esplode il Gran Sasso d’Italia con un boato liberatorio oramai insperato. Domenica si va a Fossombrone per cercare l'ennesima conferma positiva dopo due settimane d’inferno.
Lorenzo Valleriani
©RIPRODUZIONE RISERVATA

