L’Aquila, un altro passo verso la D: pari senza gol con il Pontevomano

13 Marzo 2023

Le occasioni migliori sono dei teramani (traversa di Faenza) I rossoblù restano compatti e sono pericolosi sui calci piazzati

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PONTEVOMANO (4-3-3): Modesti; R. Di Stefano, Ragozzo, Ferri, Spinelli (25’ st Gallo); Ouali, Di Francesco, D’Orazio (17’ st Porrini); Marini (22’ st Angelozzi), M. Di Stefano (8’ st Faenza), Tourè. A disposizione: Bordoni, Di Battista, Cimini, Quaranta, Basilico. Allenatore: Cifaldi.

L’AQUILA (4-2-3-1): Mascolo; Bellardinelli, Cassese, Brunetti, Tavoni; Diarra, Corticchia; Massetti (17’ st Marchionni), Carbonelli, Sarritzu (35’ st Rei); Shiba (31’ st Santirocco). A disposizione: Barbagallo, Pietropaolo, Di Norcia, Sorrini, Alessandro, Mantini. Allenatore: Epifani.

Arbitro: Casali di Crema.
Note: spettatori 300 circa. Ammoniti Modesti, Spinelli e Ferri (P), Mascolo e Bellardinelli (A). Calci d’angolo 1-9. Recupero: 2’ pt, 7’ st.

di Dino Venturoni
NOTARESCO
L’Aquila non brilla ma fa un altro passettino verso la D, il Pontevomano resta in corsa per i playoff e conferma di potersela giocare con tutti. Le due occasioni migliori del match sono giallonere, entrambe su azione, mentre la capolista conclude pericolosamente a rete solo sui calci piazzati: non è un caso che a fine gara l’unico dei due tecnici a mostrare qualche rammarico sia Cifaldi. Il pari, però, è giusto e rispecchia l’impostazione per così dire filosofica di una partita (giocata su un terreno infido, il che ha pesato non poco) in cui combattere e difendere, da ambo le parti, è stato prioritario rispetto a giocare e attaccare. Il “piccolo” Pontevomano non poteva fare diversamente viste le armi a disposizione, dalla corazzata L’Aquila – sostenuta in modo incessante dai suoi ultrà – era lecito attendersi qualcosa in più: ma evidentemente il più 10 in classifica e il valore degli avversari hanno suggerito a Epifani e ai suoi di accontentarsi del punto e alla fine, visto che il più 10 è rimasto tale, hanno avuto ragione i rossoblù.
Il pragmatico Cifaldi, che cambia spesso il sistema di gioco a seconda delle partite, parte con un centrocampo a tre: Di Francesco è il vertice basso per limitare la mezzapunta ospite Carbonelli. L’avvio del Pontevomano, che ha nel 2004 Ouali un trascinatore, è adrenalina pura: tra il 6’ e il 7’ prima Tourè (sinistro fuori) e poi Marini (palla rubata in pressing e tiro da posizione ideale sventato alla grande da Mascolo) fanno gridare al gol. L’Aquila replica al 9’ su calcio d’angolo con una testata di Brunetti fuori, ma fatica a prendere campo. Il baricentro rossoblù si alza dopo il 20’ soprattutto grazie al gran lavoro di Corticchia, ma fino all’intervallo si annotano solo un altro colpo di testa su angolo, stavolta di Cassese (parata facile di Modesti), e un rasoterra di Corticchia su assist da fermo di Massetti (sventa ancora Modesti, stavolta con qualche difficoltà).
Nella ripresa Cifaldi dopo otto minuti passa al 4-3-1-2 inserendo Faenza e proprio il nuovo entrato, alla prima palla toccata, spedisce sulla traversa da pochi passi un assist al bacio di D’Orazio involato da Tourè. Il gravissimo pericolo corso scuote L’Aquila, che serra le fila e per quasi tutta la ripresa mantiene una vaga supremazia territoriale collezionando calci d’angolo. Su uno di questi, al 15’, ci riprova Cassese e la sua zuccata fa il pelo alla traversa. Nel finale, più lottato che giocato, il Pontevomano non sfrutta una punizione a due in area (tiro debole di Ferri) e soffre un po’ quando entra (troppo tardi?) Rei, che crea un paio di potenziali palle-gol sventate con bravura dai difensori. Al fischio finale fanno festa tutti, gialloneri e rossoblù: anche uno 0-0 può piacere, se aiuta ad avvicinare gli obiettivi di chi lo ottiene.
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