L’Inter fa tris, il Milan resta a secco Dybala show e Roma sola in vetta

I nerazzurri superano la Cremonese, le parate di Maignan evitano ai rossoneri il ko con il Sassuolo L’attaccante giallorosso si scatena, segna una doppietta e lancia Mourinho in testa alla classifica
MILANO. Reggio Emilia, la città dello scudetto, stavolta non porta bene al Milan, che non va oltre un deludente pareggio, il secondo consecutivo in trasferta, contro un Sassuolo ben più determinato rispetto a quel 22 maggio tricolore. Per la squadra di Pioli due soli veri tiri nella porta di Consigli, uno per tempo, il secondo addirittura al 94’ con un Leao in tono parecchio minore. Il Sassuolo di Dionigi questa partita avrebbe pure potuto vincerla, se a metà del primo tempo Berardi — uscito in lacrime nel finale, si teme un lungo stop — non si fosse fatto ipnotizzare da Maignan. Il francese ha parato il 31% dei rigori, 9 su 29: strepitoso.
Massimo risultato con il minimo sforzo. L'Inter si sbarazza della Cremonese con tre fiammate firmate da Correa, Barella e Lautaro, mettendo il Milan nel mirino nel prossimo derby. Quanto basta per mandare ko gli uomini di Alvini, coraggiosi nella loro voglia di giocarsela a viso aperto a San Siro, più volte vicini al gol trovato invece nel finale con Okereke quando ormai la gara era già ai titoli di coda. Invece l'Inter, senza l'infortunato Lukaku (in tribuna per incitare i compagni), si è riscoperta fredda sotto porta, convertendo praticamente le uniche tre occasioni avute. Il modo migliore, in sostanza, di avvicinarsi al big match di sabato che profuma ancora di lotta scudetto come nelle ultime due stagioni. Davanti a oltre 70mila spettatori, l'Inter parte in attacco anche per dimenticare il pesante ko contro la Lazio, sfiorando subito il vantaggio con una punizione di Dimarco che esce di poco a Radu battuto, ma poco dopo ci pensa Correa a far esplodere il Meazza. I nerazzurri trovano il raddoppio grazie a una splendida conclusione al volo di Barella su assist di Calhanoglu. Nella ripresa la rete di Lautaro Martinez chiude i conti e serve a poco il gol di Okereke allo scadere.
La Roma è prima in classifica da sola dopo gli anticipi della 4ª giornata e a piazzarvela è stato il giocatore più atteso, Paulo Dybala. Con un uno-due frutto di classe e opportunismo, nell'arco di 15 minuti nel primo tempo ha toccato i 100 gol in serie A, ha messo al tappeto un Monza già arrivato all' Olimpico sotto il peso di tre sconfitte e ha mandato in paradiso una tifoseria che non chiedeva altra risposta all'ennesimo tutto esaurito garantito alle casse del club. Il compito della Roma contro l'ultima in classifica non era certo da brividi e probabilmente sarebbe stato svolto ugualmente con successo ma i lampi del campione argentino hanno fatto emergere i pregi della squadra, dalla solidità difensiva alla capacità offensiva, che in altre occasioni non era riuscita a mostrare. È presto per sognare dopo questo 3-0, ma comunque è più che lecito, come lo è pensare sull'altra sponda ad un addio alle porte per Giovanni Stroppa, specie se il prossimo derby in casa con l'Atalanta dovesse finire male. Notte da sogno, dunque, per Dybala che segna una doppietta. Per il terzo gol, invece, Pellegrini e Abraham ci hanno provato, ma Ibanez di testa c'è riuscito al 16' per il tris che non è più cambiato fino al triplice fischio. Gli ultimi brividi sono venuti dai boati del pubblico per l'uscita di Dybala, sostituito da El Shaarawy, e l'esordio di Belotti, che è andato anche vicinissimo a bagnarlo con una rete.
Angelo Caradonna

