L’Italia va all’assalto dell’Ucraina Spalletti: voglio la qualificazione

Gli azzurri alle 20.45 in campo al Meazza devono riscattare il deludente pareggio con la Macedonia Il ct blinda Donnarumma: «Basta critiche. Verratti? Non è vero che ha detto no alla convocazione»
MILANO. Una questione di merito. Luciano Spalletti ne fa lo snodo del proprio pensiero, alla vigilia della partita che può rappresentare il crocevia per l'Italia tutta. «Dobbiamo meritarci il comportamento dei tifosi», spiega riferendosi al calore che San Siro saprà regalare alla sua Nazionale, in campo stasera (ore 20.45, diretta Rai1) contro l'Ucraina. Ma, soprattutto, «bisogna meritarsi e rispettare il talento che è stato donato. Altrimenti diventa presunzione».
E qui il riferimento è a Gigio Donnarumma, parafulmine dopo non essere stato parapunizioni, nel sabato sera di Skopjie. Che ci sia finito lui, al centro del mirino, per il commissario tecnico è quasi naturale. Perché l'1-1 che ha condannato l'Italia a giocarsi una buona fetta del proprio futuro al Meazza è frutto anche di una posizione e di un intervento non proprio all'altezza delle aspettative, nella gara con la Macedonia. «Il ruolo del portiere è quello che paga sempre carissimo», spiega Spalletti. Subito dopo aver messo il punto: anche contro l'Ucraina, il titolare tra i pali sarà proprio l'ex Milan. Spalletti, poi, ci ride su, quando gli viene chiesta conferma del possibile no ricevuto dal centrocampista pescarese Marco Verratti, il quale sta per approdare in Qatar. Che secondo la stampa francese, avrebbe detto no alla nazionale: «Ho chiamato diverse persone», risponde Spalletti, spiegando che non è andata come rivelato dalla stampa francese. «Tra cui Verratti. La mia telefonata gli ha fatto piacere. Pur con le difficoltà di giocare lontano, voleva essere d'aiuto», aggiunge Spalletti. «Ho tentato di parlare con diversi allenatori: con qualcuno mi è riuscito, con qualcuno no. Si vorrebbe fare una gestione corretta possibile, c'è un progetto di parlare avanti. E la prima cosa è qualificarsi» A Spalletti la determinazione non manca «Partita da dentro o fuori? Dobbiamo battere tutti quelli che ci vengono messi di fronte». L’Italia, dunque, deve vincere per evitare di compromettere il cammino verso Euro 2024. Il pareggio per 1-1 rimediato a Skopje costringe infatti gli azzurri a non avere altre alternative, se non la vittoria, nei due appuntamenti contro l'Ucraina che ha fermato l'Inghilterra sull'1-1. L'Inghilterra è infatti certa di un posto a Euro 2024 grazie ai 13 punti conquistati in cinque gare. Al momento il secondo posto è occupato dall'Ucraina a 7, segue l'Italia a 4 (con una gara in meno) insieme alla Macedonia del Nord.
L'unica nazionale già fuori è Malta ferma a zero punti. Per questo per gli azzurri sarà fondamentale vincere contro l'Ucraina con cui si chiuderà il girone il 20 novembre, soprattutto considerando la difficile trasferta contro l'Inghilterra. Con Zaccagni da valutare, davanti probabile impiego di Raspadori dall'inizio, accanto a Immobile e Zaniolo. A metà si fanno largo Locatelli e Frattesi, accanto a Barella.
Le formazioni
Italia (4-3-3): 1 Donnarumma; 2 Di Lorenzo, 15 Scalvini, 23 Bastoni, 3 Di Marco; 18 Barella, 5 Locatelli, 19 Frattesi; 22 Zaniolo, 17 Immobile, 10 Raspadori.
Ucraina (4-2-3-1): 1 Bushchan; 2 Konoplya, 13 Zabarnyi, 22 Matvienko, 16 Mykolenko; 6 Stepanenko, 17 Zinchenko; 7 Yarmolenko, 15 Tsygankov, 10 Mudryk; 9 Yaremchuk
Angelo Caradonna

