L’Italia vola sul tetto del mondo Rinviata la festa da Mattarella

28 Novembre 2023

Grazie al trionfo gli azzurri salgono al 1° posto del ranking. Boom di ascolti in tv per la finale di Sinner Salta la visita della squadra al Quirinale. L’imbarazzo della Federazione: «I ragazzi ora in vacanza»

ROMA. Alzare l'insalatiera d'argento a Malaga non era l'obiettivo dell'Italia del tennis, la stessa del resto che aveva messo in conto di uscire perfino ai gironi giocati - senza Jannik Sinner tra le polemiche - a Bologna. Ora che dopo 47 anni gli azzurri rimettono le mani sulla Coppa Davis, il fiume di celebrazioni non si argina e il mondo si inchina a Sinner e i suoi fratelli, c'è chi in casa, senza minimizzare il trionfo, guarda alla tappa andalusa come al preludio di successi più continui e duraturi. «Non è il punto d'arrivo, ma l'inizio di una lunga festa che deve durare anni e faremo di tutto perché ciò accada», dice il presidente della Fitp, Angelo Binaghi. Certo è che ora, con Sinner trascinatore capace di fermare la Serbia di Novak Djokovic, in quella che è stata la vera finale prima dell'atto conclusivo con l'Australia.
Ranking e boom di ascolti. l'Italtennis guadagna punti e rispetto a livello internazionale: l’International Tennis Federation (ITF) ha pubblicato la classifica per Nazioni della Coppa Davis di fine anno, con i campioni del mondo dell’Italia che salgono al primo posto per la prima volta dopo la storica vittoria di domenica. Il match decisivo per la vittoria della Coppa Davis tra De Minaur e Jannik Sinner è stato seguito da quasi 6 milioni di telespettatori con il 29% di share tra Sky e Rai. «Eravamo poveri brutti e sporchi, non avevamo soldi in cassa, nemmeno mezzo giocatore, con grandi problemi etici e morali nel nostro settore professionistico - continua Binaghi -. Oggi siamo ricchi, belli con tanti giocatori e la cosa più importante è che riusciamo ad essere da esempio per gli italiani. I valori di cui sono portatori i nostri azzurri mai avrei pensato vent'anni fa che potessero essere accomunati al tennis italiano».
Niente Quirinale. Intanto il 21 dicembre la squadra azzurra, contrariamente a quanto annunciato in un tweet dal Quirinale, non sarà al Colle: «I ragazzi hanno già in calendario da tempo le vacanze in vista della partenza per l'Australia. Ci dispiace per il presidente Mattarella, perché abbiamo avuto il governo vicino, con il ministro dello sport e col messaggio che mi ha mandato la premier: lo faremo quando ci sarà possibile. Non possiamo esserci il 21 dicembre - aggiunge ancora Binaghi - perché la stagione del tennis è fatta così e noi non dobbiamo cambiare di una virgola, essere sempre gli stessi, non perderci in passerelle, anche se quella al Quirinale ovviamente non lo è. Ci dispiace da morire per il presidente Mattarella, ma non ci saremo, i ragazzi hanno già la stagione programmata e la partenza per l'Australia - sottolinea Binaghi - ma speriamo si possa fare appena possibile perché ho una promessa in sospeso: eravamo stati con Berrettini finalista a Wimbledon e avevo detto che saremmo tornati presto vincitori, non solo finalisti». Il Quirinale ha poi diramato una nota in cui sottolinea che Mattarella attende gli azzurri e che «scelgano loro la data». Binaghi non vuole fermarsi al giorno degli applausi, seppur planetari: «Questa Davis vale economicamente molto meno di quello che voi pensiate, vale per il gruppo, per il capitano vale per quelli che con noi hanno sofferto in questo venti anni e hanno fatto tanti sacrifici, ma vale molto di più il recupero di Berrettini, il lancio definitivo di Musetti Sonego e Arnaldi e la conferma di Jannik agli inizi di gennaio. La festa non si ferma qui, deve durare anni e faremo in modo che sia così».
Angelo Caradonna