L’Italvolley in Polonia rimedia il secondo tonfo in World League

Seconda sconfitta consecutiva per gli azzurri di Berruto in Polonia, che hanno finito per cedere all’Atlas Arena con il punteggio di 3-1 (25-22, 25-23, 23-25, 25-15) nella Pool A di World League....
Seconda sconfitta consecutiva per gli azzurri di Berruto in Polonia, che hanno finito per cedere all’Atlas Arena con il punteggio di 3-1 (25-22, 25-23, 23-25, 25-15) nella Pool A di World League.
Quella di ieri è stata una gara caratterizzata da molte incertezze e sbavature, con Buti e compagni che hanno sbagliato molto, soprattutto al servizio permettendo così agli uomini di Antiga di usufruire di un consistente numero di errori che hanno finito per condizionare inevitabilmente l’esito di una partita che poteva essere sicuramente giocata meglio.
La gara è iniziata con la stessa formazione di venerdì per l’Italia, scesa in campo con la diagonale Baranowicz-Vettori, Lanza e Randazzo schiacciatori, Buti e Piano centrali, Giovi libero. Antiga ha invece effettuato un cambio tra i martelli inserendo Buszek al posto di Winiarski, per il resto tutto con fermato con Drzyzga in palleggio, Wlazly opposto, Mika altro schiacciatore, Wrona e Klos centrali, Zatorski libero. Oggi la comitiva azzurra si trasferisce a Varsavia, da dove prenderà un volo diretto per Fiumicino. L’arrivo è previsto nel pomeriggio. In serata poi altro volo per Teheran dove il prossimo week end si disputerà la doppia sfida con i padroni di casa. Per l’occasione, il ct Berruto concederà un po’ di riposo al centrale Simone Buti, che verrà sostituito dall’esordiente Simone Anzani. Per il resto non ci sono novità con i palleggiatori Baranowicz e Corvetta, i centrali Piano, Beretta e, appunto, Anzani, gli schiacciatori/opposti Randazzo, Vettori, Lanza, Maruotti, Sabbi ed i liberi Giovi e Colaci.
«Dispiace perché abbiamo commesso molti errori che hanno finito per penalizzarci», ha detto Michele Baranowicz, commentando la seconda sconfitta consecutiva dell’Italvolley in Polonia. «Credo che ci manchi un po’ di amalgama, nel senso che abbiamo bisogno di giocare con una cera continuità per esprimerci al meglio».

