L’obiettivo è riportare Zeman in biancazzurro
Operazione non facile dopo le frizioni sorte con il tecnico nel corso dell’estate 2015 Oggi l’incontro tra la società e il boemo. Restano in lizza i nomi di Liverani e De Canio
PESCARA.
Liverani o il boemo? Zeman è in netto vantaggio. Dopo il divorzio da Massimo Oddo, le consultazioni per capire a chi affidare la panchina del Pescara sono iniziate. Ieri sera Sebastiani e il ds Leone sono rimasti fino a tardi negli uffici della Interservices Leasing per provare a progettare il futuro. Liverani è un’ipotesi. Il tecnico, grande amico ed ex compagno di squadra di Massimo Oddo, contattato dal Centro, è rimasto entusiasta dell’accostamento al Pescara. «Certo che verrei ad allenare i biancazzurri», ha detto l’ex tecnico del Leyton Orient. «Non mi ha chiamato nessuno della società, ma a Pescara ci verrei subito, anche fino a giugno. Amo il mio lavoro e ho voglia di allenare e di rimettermi in gioco», ha rimarcato il 40enne allenatore che da calciatore ha giocato assieme a Massimo Oddo, nella Lazio, per quattro stagioni. La soluzione potrebbe intrigare il Delfino, calcolando anche i buoni rapporti che il presidente Sebastiani ha con il manager del tecnico, ovvero Alessandro Moggi.
Ma in serata ha preso quota la candidatura che può sparigliare la scena. Il Pescara sta pensando seriamente al ritorno di Zdenek Zeman, il 69enne tecnico di Praga protagonista della promozione in A del 2012. C’è stato già un contatto tra il boemo e la società. L’idea è nata nel pomeriggio e in serata il presidente Sebastiani ha pigiato il piede sull’acceleratore per aprire un canale con l’allenatore che a Pescara ha fatto esplodere Verratti, Immobile e Insigne. L’idea è suggestiva, ci si può lavorare, calcolando che nel Pescara Daniele Sebastiani può contare su Peppino Pavone, autentico scopritore di talenti, direttore sportivo navigato che ha un rapporto privilegiato con Zeman. Le parti ieri si sono sentite e si sta cercando di far avvicinare il presidente e l’allenatore, visto che nell’estate 2015 i due non si sono lasciati benissimo, quando il boemo fu contattato per la panchina, che poi è stata riconsegnata a Massimo Oddo, dopo la finale play off di Bologna. Zeman dopo quello sgarbo firmò per il Lugano e, dopo l’esperienza in Svizzera, non si è seduto su un’altra panchina. Tra Sebastiani e “Sdengo” da quel giorno è sceso il gelo, ma il patron biancazzurro, nonostante l’addio di Zeman dopo la promozione nel 2012, ha sempre avuto un debole e grande stima per Zemanlandia. Glielo ribadirà nel corso dell’incontro di oggi.
L’idea che verrà sviluppata già oggi è quella di affidare fin da subito la panchina al boemo, che avrà il compito di svecchiare e rilanciare il gruppo, in proiezione del prossimo anno. Una scelta coraggiosa, che, però, parzialmente ridarebbe un minimo di credibilità alla società che ha toccato i minimi storici in termine di gradimento. Sebastiani, dunque, potrebbe richiamare l’ex allenatore di Roma, Foggia e Cagliari, provando a valorizzare i tanti giovani in rampa di lancio. Va detto che il boemo non ama subentrare durante la stagione, perché le squadre devono essergli cucite addosso e vuole allenarle dal ritiro estivo. Ma se Daniele Sebastiani ha un debole per lui, anche il boemo ha un bellissimo ricordo di Pescara e l’idea di tornare a lavorare in coppia con il direttore sportivo Peppino Pavone, amico di vecchia data e artefice insieme a lui del “Foggia dei Miracoli”, lo stuzzica parecchio. Fino a ieri sera sono andati avanti i contatti e oggi ci saranno ulteriori sviluppi con l’incontro a Roma tra Sebastiani il tecnico boemo. Le alternative? De Canio e Liverani, ma il Pescara vuole Zeman. (l.d.m.)
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