L’obiettivo di Mancinelli: riportare la Fortitudo in A

9 Luglio 2016

A 33 anni scende di categoria per rinverdire i vecchi fasti: «C’è tutto per vincere» E Chieti? «È la mia città e la amo. Ma non è nei miei piani giocare con le Furie»

CHIETI. Certi amori non finiscono mai. Sette anni dopo, Stefano Mancinelli è di nuovo un giocatore della Fortitudo Bologna. L'ex capitano della Nazionale, 33 anni, teatino doc, ha firmato un contratto triennale e ieri è stato presentato al PalaDozza. Il "Mancio", cresciuto nella Pallacanestro Chieti, ha indossato la maglia dell'Aquila per nove stagioni consecutive (dal 2000 al 2009), vincendo scudetto e supercoppa nel 2005, ed è il giocatore che ha più presenze in serie A con la Fortitudo. Dopo le esperienze con Milano, Cantù e Torino, Mancinelli è tornato alle origini. «Bologna è casa mia, la Fortitudo è nel mio cuore. Avevo offerte anche dalla A1, ma ho sposato il progetto della Effe. Ho indossato questa maglia per una vita e la Fortitudo è la mia seconda famiglia. Bologna è una città bellissima, la tifoseria è fantastica e qui ho tanti amici. Non potevo chiedere di meglio».

Dopo la finale play off persa con Brescia, la Fortitudo punterà di nuovo alla promozione? «Ci proveremo. Sono tornato per riportare in A1 questa società e abbiamo una squadra forte, allenata da un grande allenatore. Vincere, però, non è facile perché su 32 squadre solo una sarà promossa. Il campionato di A2 è più difficile dell'A1 perché ci sono tante società blasonate come la Virtus Bologna, Treviso, Siena, Verona e le due squadre di Roma. Sarà una bella lotta».

C'è anche la Proger Chieti: che sensazioni proverà quando tornerà al Pala Tricalle? «Sarà emozionante. E' la prima volta che giocherò contro Chieti. L'ultima volta che ho giocato al Pala Tricalle è stata nel 2008. Ero in Nazionale e affrontammo la Finlandia in amichevole. Ricordo che il pubblico di Chieti mi accolse alla grande. Spero sia così anche in campionato. Quella contro la Proger e il derby con la Virtus Bologna saranno due partite speciali per me».

Cosa pensa della Proger Chieti? «Sta ottenendo buoni risultati e ha preso ottimi giocatori. Noto con piacere che il pubblico è tornato a riempire il Pala Tricalle. Mi auguro, però, che il presidente Di Cosmo venga aiutato da altri imprenditori perché in questo momento è solo. Mantenere la serie A non è facile e c'è bisogno dell'apporto di tutta la città».

Finirà la carriera a Chieti? «No, Chieti è la mia città e la amo. Ma non è nei miei piani giocare con le Furie. Penso solo alla Fortitudo».

Che ricordi ha dei suoi trascorsi nel settore giovanile della Pallacanestro Chieti? «Bellissimi. Devo tanto a coach Franco Di Martino che mi ha aiutato a crescere soprattutto dal punto di vista mentale. Anche Cesidio Di Masso e Nino Marzoli sono stati importanti per la mia crescita. Sono stato a Chieti pochi giorni fa e vedere il campetto da basket della villa lasciato nel degrado più assoluto mi ha fatto male».

Quali sono i migliori talenti abruzzesi? «Sicuramente Fontecchio. Ma anche Ricci e De Laurentiis sono due ottimi giocatori».

Le manca la Nazionale? «Ho già dato per la maglia azzurra. Sono stato in Nazionale per 13 anni e ho avuto anche l'onore di esserne il capitano. Va bene così».

Non solo giocatore di basket, ma anche imprenditore con la catena di negozi "Space 23". Come va la sua attività? «Molto bene. Ho intrapreso questa avventura insieme all'amico Marco Materazzi perché entrambi siamo appassionati di scarpe. Abbiamo quattro negozi, a Milano, Roma, Perugia e Torino e stiamo per aprirne un altro a Bologna».

Quando tornerà a Chieti? «Dopo il 20 luglio. Verrò a salutare amici e parenti. Poi penserò alla nuova stagione: darò tutto me stesso per riportare in alto la Fortitudo».

Giammarco Giardini

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