L’orgoglio di Oddo: eroici! Abbiamo fatto un’impresa

9 Aprile 2016

Il tecnico biancazzurro: mancavano otto titolari e i giovani hanno ben figurato La squadra ha mantenuto la mentalità vincente nonostante i problemi

AVELLINO. Il capolavoro di Massimo Oddo. I titoli sono tutti per il giovane tecnico del Pescara, dopo il blitz del Partenio-Lombardi. Ad Avellino è riuscito a vincere nonostante una squadra con un’età media giovanissima, con in difesa ben tre giocatori del ’97 ed un ’93, Fornasier. Un successo cercato, voluto e ampiamente meritato dal Pescara, che si è disfatto di un avversario che non ha convinto ed ora è davvero in difficoltà. Quelle difficoltà che gli abruzzesi si sono lasciati alle spalle, dopo queste due vittorie.

«I successi con Como ed Avellino sono importanti perché sono arrivati al termine, mi auguro, di un periodo difficile», esordisce Oddo, «però è giusto non montarci la testa. Prima di questa partita il mio umore era duplice, nel senso che da una parte ero ottimista, perché so il valore dei ragazzi, avendoli già allenati in Primavera. Dall’altro però non sai mai come un giovane può esordire, fra l’altro in un campo particolare come quello di Avellino. Invece hanno tenuto bene il campo i miei giocatori, i giovani si sono comportati bene e vanno fatti loro i complimenti perché hanno gestito bene anche l’emozione. Penso che, senza otto titolari e con questa prestazione, si può dire che è stata una gara eroica. Ma i complimenti vanno a tutti, non solo ai difensori. Abbiamo mantenuto una mentalità vincente». Prestazione di livello sì, ma non costante per novanta minuti, tant’è che qualcosa il Pescara pure l’ha rischiato, in particolare nel secondo tempo. «Il nostro modo di giocare dipende spesso da quello dell’avversario e così è stato anche contro l’Avellino. Sapevamo che loro avrebbero potuto fare sia il 4-4-2 che il 4-3-1-2, così in settimana ci siamo allenati su entrambe le soluzioni. Pensavo più a quest’ultima, però paradossalmente ci ha messo più in difficoltà questo modulo», ammette Oddo, «quando l’hanno fatto nel secondo tempo che il 4-4-2 del primo tempo. È durato davvero poco il momento di sbandamento, perché poi ho abbassato Bruno e non abbiamo corso più grossi pericoli, occupando tutto il campo in ampiezza».

Oddo ha incassato anche i complimenti di Sebastiani per aver azzeccato i cambi, vedi Mitrita che ha realizzato la rete del 3-1. «Se fosse sempre così non mi mancherebbe nulla. Faccio i cambi sempre perché penso che possano essere funzionali alla squadra, è questione di fortuna», si schermisce l’allenatore del Pescara che poi si proietta al prossimo match. «Col Cesena è uno scontro diretto in piena regola. Abbiamo la possibilità di dare continuità, dopo un periodo molto buio, in cui abbiamo perso tanti punti per strada. C’era rammarico, ma nel calcio non deve esserci».

Umore diametralmente opposto in casa Avellino, dove è partita la contestazione nei confronti della squadra. I tifosi non hanno risparmiato nessuno: dal presidente Taccone al neo-allenatore Marcolin, passando per i giocatori. Il numero uno dei biancoverdi ha predicato calma, spiegando di essere sereno: «Difendo il mister e i giocatori, mi assumo le responsabilità. Ma mancano sette partite e la salvezza possiamo raggiungerla solo se siamo uniti, tutti», ha detto Taccone. Dario Marcolin, invece, non è preoccupato. «La prestazione c’è stata», dichiara l’allenatore dell’Avellino, «perché abbiamo creato le nostre occasioni. C’è da lavorare, ma non posso essere arrabbiato per la partita, solo per il risultato. Purtroppo il 2-1 ci ha tagliato le gambe, stavamo facendo bene e avevamo avuto anche le nostre opportunità, con Aresti decisivo in due occasioni».

Luigi Fortino